mercoledì, 7 Dicembre, 2022
Economia

Economia in difficoltà. Bella (Confcommercio): l’incertezza frena la ripresa. L’inflazione salirà, in autunno forse la svolta

L’incertezza resta la componente principale del quadro economico di questa prima parte del 2022. Lo sottolinea con una punta di amarezza il Centro studi di Confcommercio che constata come anche il secondo trimestre, per i consumi non c’è quella ripresa sperata.

Pil ancora giù

“Ormai è chiaro a tutti che il primo trimestre dell’anno in corso sarà archiviato con un segno negativo per il Pil”, osserva direttore dell’Ufficio Studi Confcommercio, Mariano Bella, “si è aperto all’insegna degli interrogativi sulla profondità e sulla durata che potrà assumere l’attuale fase di rallentamento dell’economia”. “Il conflitto in Ucraina ha esacerbato e reso più estesi nel tempo una serie di impulsi negativi preesistenti e le tensioni inflazionistiche non sono più definite transitorie”, osserva Bella.

Economia e incertezze

Per il Centro studi della Confederazione “Ben prima del conflitto in Ucraina”, evidenzia Bella, “si erano accumulate tensioni sulle materie prime, energetiche e non, il cui impatto sui prezzi al consumo e sui costi variabili delle imprese si avvertiva con inequivoca evidenza già nella parte finale dello scorso anno”.
D’altra parte, la ripresa, seppure abbastanza diffusa”, spiega il direttore del Centro studi, “non stava coinvolgendo nella stessa misura i diversi settori produttivi, trascurando le filiere del turismo, della socialità, della convivialità”.

Caro energia, le misure utili

Secondo Bella, “il calo dei prezzi dell’energia e del gas e le misure di contrasto adottate dal Governo, come la riduzione temporanea dell’accisa sui carburanti, dovrebbero comportare un ridimensionamento delle dinamiche inflazionistiche per il mese di aprile, quando la variazione congiunturale dei prezzi si fermerebbe allo 0,1% corrispondente a un incremento su base annua, del 6,3%”.

Aspettando l’autunno

“Il fenomeno resterebbe limitato nel tempo”, conclude il direttore dell’Ufficio Studi, “mentre l’inflazione supererebbe il 7% tendenziale all’inizio dell’estate, mentre in autunno, nell’ipotesi di assenza di ulteriori shock negativi, comincerebbe la fase di rientro delle tensioni su prezzi e costi”.

 

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