domenica, 3 Luglio, 2022
Economia

Iva e Irpef: nel 2020 -10%. Reddito: per gli autonomi è il doppio di quello dei dipendenti

Statiche e numeri navigano sulla media, quindi c’è chi, nel caso della dichiarazione dei redditi dichiara molto e chi poco, e la cosa non è legata spesso al valore della ricchezza realmente detenuta, ma per l’appunto alla media. Così da quattro numeri emerge l’affresco dei contribuenti italiani. Il reddito medio 2020 più elevato è quello da lavoro autonomo, pari a 52.980 euro, mentre il reddito medio dichiarato dagli imprenditori – i titolari di ditte individuali – tocca i 19.900 euro. Il reddito medio dichiarato dai lavoratori dipendenti è pari a 20.720 euro, quello dei pensionati a 18.650 euro. Il reddito medio da partecipazione in società di persone ed assimilate risulta di 16.450 euro.

Imposte, la cifra complessiva

Il volume d’affari dichiarato nelle dichiarazioni Iva nell’anno d’imposta 2020 è stato pari a 3.195 miliardi di euro, in calo del 10,2%. Ci sono stati settori in gravi difficoltà per l’emergenza e restrizioni per il Covid, per le agenzie di viaggio, ad esempio, l’attività di organizzazione e gestione di gite turistiche, tour operator e attività delle guide turistiche la riduzione degli introiti e attività ha superato il 73%.

Covid e redditi

A spiegare l’impatto della pandemia Covid sui redditi dei contribuenti è stato il Mef, e in particolare il Dipartimento delle Finanze, con un report sulle Dichiarazioni dei redditi persone fisiche (Irpef) e dichiarazioni Iva per l’anno di imposta 2020.

Dodici mesi in cui la pandemia Covid ha innescato non solo una grave emergenza sanitaria ma una
imprevista crisi economica.

Il reddito complessivo totale dichiarato ammonta a oltre 865,1 miliardi di euro (-19,4 miliardi rispetto all’anno precedente) per un valore medio di 21.570 euro, in calo dell’1,1% rispetto al reddito medio indicato l’anno precedente nelle dichiarazione dei redditi.

Lombardia sù Calabria giù

L’analisi territoriale conferma che la regione con reddito medio complessivo più elevato è la Lombardia (25.330 euro), seguita dalla Provincia Autonoma di Bolzano (24.770), mentre la Calabria presenta il reddito medio più basso (15.630 euro); anche nel 2020, segnala la nota del Ministero, rimane notevole la distanza tra le regioni centro-settentrionali e il Sud.

Il calo da Covid

Chi paga l’imposta sul reddito delle persone fisiche? Nelle tavole del Ministero dell’Economia e Finanze emerge che l’imposta netta risulta pari in media a 5.250 euro e viene dichiarata da circa 30,3 milioni di soggetti, pari a circa il 74% del totale dei contribuenti. Per un totale dichiarato pari a 159,3 miliardi di euro, (-3,5% rispetto al 2019). Inoltre c’è un numero di contribuenti, 10,4 milioni di soggetti che hanno un’imposta netta pari a zero.

La fascia “zero” imposte

A spiegare questa fascia di zero imposte è il Dipartimento delle Finanze. “Si tratta”, si legge in una nota, “prevalentemente di contribuenti con livelli reddituali compresi nelle soglie di esenzione, ovvero di coloro la cui imposta lorda si azzera per effetto delle detrazioni riconosciute dal nostro ordinamento. Inoltre, considerando i soggetti la cui imposta netta è interamente compensata dal bonus Irpef e trattamento integrativo, i soggetti che di fatto non versano l’Irpef salgono a circa 12,8 milioni”.

L’analisi per aree sociali

Analizzando i contribuenti per fasce di reddito complessivo si osserva che circa il 27% dei contribuenti, che dichiara circa il 4% dell’Irpef totale, si colloca nella classe fino a 15 mila euro; in quella tra i 15 mila e i 70 mila euro si posiziona circa il 70% dei contribuenti, che dichiara il 67% dell’Irpef totale, mentre solo circa il 4% dei contribuenti dichiara più di 70 mila euro, versando il 29% dell’Irpef totale.

La flessione dei redditi

Nell’anno del Covid i redditi medi accusano flessioni più o meno marcate: dal -11% dei redditi d’impresa, al -10% di quelli da partecipazione, -8,6% da lavoro autonomo, mentre più contenuto è il calo per i redditi da lavoro dipendente (-1,6%). Tra molti segni negativi, fa invece eccezione il reddito medio da pensione, in aumento del 2%.

Pensionati in aumento

Sul numero di contribuenti, si registra un aumento del numero di pensionati (oltre 58.000 soggetti in più, +0,4%), effetto delle uscite anticipate previste da “Quota 100” che ha ridotto fino al 31 dicembre 2021, il raggiungimento dei requisiti per il pensionamento anticipato.

Lavoratori dipendenti in calo

Se salgono i pensionati nel 2020 il Ministero dell’economia segnala una diminuzione del numero di lavoratori dipendenti, una cifra considerevole, circa 287.000 in meno. Entrando nel merito, la flessione dei lavoratori a tempo indeterminato è dello 0,4%, mentre coloro che hanno contratti a tempo determinato diminuiscono del 3,8%. Nel 2020 l’ammontare del reddito da fabbricati soggetto a tassazione ordinaria ammonta a 24,8 miliardi di euro, con una riduzione del 5,3% rispetto all’anno precedente.

Irpef le addizionali regionali

Il ruolo di cassa delle Regioni per Irpef ammonta nel 2020 a circa 12 miliardi di euro (-2,6% rispetto al 2019). L’addizionale regionale media è pari a 420 euro. Il valore più alto si registra nel Lazio (630 euro), il valore più basso si rileva in Sardegna (270 euro). L’addizionale comunale ammonta invece complessivamente a circa 5 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,6% rispetto al 2019, con un importo medio pari a 200 euro, che varia dal valore massimo di 260 euro nel Lazio, al valore minimo di 90 euro in Valle d’Aosta.

Chi ha perde e chi guadagna

Il volume d’affari dichiarato nell’anno d’imposta 2020 è stato pari a 3.195 miliardi di euro, in calo del 10,2%. Nel dettaglio, agenzie di viaggio, le attività di organizzazione e gestione di gite turistiche, i tour operator e le attività delle guide turistiche ha subito una riduzione di oltre il 73% del volume di affari. Il trasporto aereo o spaziale di passeggeri o di merci la contrazione è stata del 61%, mentre la fornitura di alloggi per brevi periodi a visitatori e viaggiatori evidenzia una riduzione di oltre il 50%.

Nel 2020 proprio a causa delle restrizioni ci sono tuttavia performance positive in alcuni settori che hanno avuto un balzo notevole. I dati del Mef illustrano un incremento per i servizi postali e le attività di corriere quali il ritiro, il trasporto e la consegna di pacchi (+40%), a seguito dell’intensificarsi del commercio a distanza. L’incremento di oltre il 45% dichiarato nella divisione che comprende le attività degli studi di architettura e di ingegneria appare invece legato ai nuovi incentivi fiscali Irpef, quali il “bonus facciate” e i primi interventi per il “superbonus energetico”.

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