venerdì, 1 Luglio, 2022
Economia

Taglio accise sui carburanti. Gas, Cingolani: 1 mld al giorno dall’Ue a Mosca

Oggi il Governo decide

Se il premier Draghi predica il “fare in fretta”, per ridurre il prezzo delle bollette e dei carburanti, ieri il Ministro della transizione ecologica, Roberto Cingolani, ha spiegato al Senato ciò che è possibile fare, con quali costi e tempi. Nel frattempo all’orizzonte si annuncia oltre ai rincari l’allarme sulle forniture e sulle scorte di carburante.
Il gasolio potrebbe iniziare a scarseggiare, e l’Italia come l’Europa dipende per un quinto dalla raffinazione di quello russo.

Accisa mobile per ridurre i prezzi

“Per contenere l’impatto sui consumatori finali, il Governo sta valutando l’ipotesi di praticare sui carburanti un’accisa mobile”, spiega Cingolani, che illustra le difficoltà, “c’è un problema di un incremento dei costi del Brent” e un problema del costo del gas e dell’energia che serve nelle raffinerie a trasformare “che impatta sul costo finale”. Il ministro ha aggiunto che c’è “una diminuzione della disponibilità del diesel”, mentre per l’esponente di Governo, “non c’è alcun problema per la benzina”

Taglio prezzi con la crescita Iva

Il calcolo del Ministro in favore della riduzione dei costi dei carburanti alla pompa si basa su un rapporto: se cresce l’Iva, possibile un taglio su gasolio e benzina.
“Siccome c’è stato un maggior gettito Iva, dovuto al fatto che la base è aumentata, tale maggior gettito potrebbe essere utilizzato per ridurre l’accisa corrispondentemente e avere una diminuzione di prezzo alla
pompa”, precisa il ministro, “Sappiamo benissimo che operare sui carburanti da trazione è molto complesso. In questi giorni avete visto che siamo intorno a 2,30 euro al litro, mentre a dicembre del 2021 eravamo intorno a 1,70 euro; questo è il combinato di una questione di mercato (il prezzo del barile), di un po’ di carenza di diesel e del costo in crescendo (veramente un po’ esagerato, a questo punto) del gas e dell’energia che serve ai processi industriali”.

Costi dell’autonomia energetica

Il ministro per la transizione ecologica, ricorda il percorso e i costi tecnico-economici dell’approvvigionamento del gas.
“Se per stoccare 10 miliardi di metri cubi di gas mi servivano 15 miliardi di euro un anno fa di questi tempi quando il gas era a un po’ meno di 30 centesimi al metro cubo, il costo mi avrebbe richiesto un anticipo di 3 miliardi. A parità di tutto non è giustificato che lo stoccaggio da 3 miliardi di anticipo arrivi a 15 miliardi, questa è stata la mia affermazione un po’ dura”, osserva Roberto Cingolani, “forse non mi sono espresso con termini giuridicamente corretti, ma non è possibile che mi costi cinque volte di più se la materia è la stessa”.

Alla Russia 1 miliardo al giorno

I costi quotidiani che i Paesi dell’Unione pagano alla Russia per la fornitura di gas ha raggiunto il miliardo al giorno. Ne dà notizia lo stesso ministro.
“L’Europa sta continuando a acquistare gas dalla Russia”, spiega Cingolani, “che porta a pagamenti di circa un miliardo di euro al giorno. In un momento come questo ha un’implicazione oltre il settore energetico. È una riflessione importante in questo momento”, riferisce il ministro al Senato, e sollecita una presa d’atto dell’Unione.
“Sarebbe una grande notizia un price cap a livello europeo”. La regola finanziaria che limita gli aumenti è stata applicata in Gran Bretagna e in Francia, la tecnica del price-cap è stata adottata anche in Italia per regolare le tariffe dei servizi di pubblica utilità. Il prince-cap è indicato dal Ministro a proposito di possibili misure per contenere l’incremento dei prezzi di energia elettrica e gas naturale, “temporaneo sulle transazioni di gas naturale all’ingrosso e il disaccoppiamento dei prezzi di vendita dell’energia prodotta da tecnologie rinnovabili elettriche rispetto a quelli del parco termoelettrico, mediante opportuna revisione delle regole di market design”.

Draghi chiede rapidità

“Fare in fretta”, per arginare la corsa delle bollette e carburanti. Questa la raccomandazione di Mario Draghi a Palazzo Chigi, nella riunione con i ministri dell’Economia e della Transizione ecologica e i capi di gabinetto sul cosiddetto decreto taglia prezzi. Ovvero, il pacchetto di misure che il governo intende mettere in campo per fronteggiare i rincari “al più presto”. Il Consiglio dei ministri potrebbe tenersi oggi pomeriggio. Per approvare il pacchetto di misure sulle quali lavorano i due ministeri, il Mef e il Mite, per mettere in campo, una proposta che passa dalla rateizzazione delle bollette al taglio del prezzo della benzina e del diesel usando l’extra gettito Iva.

Le ipotesi sui tagli

La proposta sarà quella di uno sconto di 15 centesimi a litro alla pompa, sia per la benzina che per il gasolio, in linea con quanto fatto in Francia e con quel che si appresta a fare la Germania. C’è comunque preoccupazione in Europa in quanto quello dei costi potrebbe essere non l’unico problema, l’emergenza potrebbe essere quella delle forniture.
Soprattutto per il diesel, che in Europa comincia a scarseggiare. Dalla Russia l’Europa importa 1 milione 400 mila barili al giorno. Più i prodotti per permettere la raffinazione. Un blocco o una riduzione significa meno gasolio con le conseguenze immaginabili per il settore dell’autotrasporto e dell’agricoltura.

Il pressing dei partiti

C’è la richiesta corale di ridurre i prezzi. Il Pd propone che il carburante torni “sotto i 2 euro al litro”, ben di più del taglio dei 15 centesimi che si ipotizza. Italia Viva con Matteo Renzi propone un “Whatever it takes”? – Un tutto ciò che serve -, ma energetico, per fissare “un tetto al prezzo del gas e della benzina perché altrimenti salta la fiducia degli italiani e si torna alla recessione nera energetico”. La Lega con il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti indica nei ristori alle imprese “che altrimenti vedono a rischio la loro stessa sopravvivenza”, la via per rifinanziare con un miliardo il Fondo di garanzia per le Pmi e di crearne uno ad hoc, con 800 milioni di euro, per i ristori. Al ministro delle Finanze, Daniele Franco il problema di dove trovare i fondi. Nei giorni scorsi a Bruxelles si è indicata in una politica comune energetica la via maestra, ma per i fondi se ne riparlerà a fine mese. Mentre in Italia il Documento economico e finanziario, per capire come va l’economia del Paese, sarà presentato in anteprima a marzo, con un mese di anticipo.

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