martedì, 12 Novembre 2019
Politica

Roma: pieni poteri a Raggi? Meglio un Commissario

Nei giorni scorsi Di Maio ha spezzato una lancia in favore di Virginia Raggi annunciando imminenti misure per conferire alla sindaca della capitale poteri straordinari. Dobbiamo essere contenti di questa promessa? Vediamo: Virginia Raggi è stata eletta direttamente dal “popolo” romano, più di 3 anni fa, riportando circa 750.000 voti. Un sindaco con una così forte legittimazione popolare ha di per sé un potere superiore a quello che le norme gli conferiscono, perché si sente forte di uno straordinario consenso. Che uso ha fatto ne ha fatto? I risultati sono sotto gli occhi di tutti. Quindi non è conferendole ulteriori poteri formali che la città sarà governata meglio.

Il problema della sindaca Raggi è l’inesperienza mescolata da una buona dose di arroganza che l’ha portata sbagliare tutte le scelte dei suoi collaboratori e dei vertici delle municipalizzate, con il risultato che la città non è mai stata così sciatta sporca, abbandonata a se stessa, con trasporti pubblici pericolosi sia in superficie che sotto terra e un degrado che costringe le aziende a fuggire da Roma e le persone che ci abitano a soffrire quotidianamente inefficienze, caos e disagi di tutti i tipi. Tutta colpa di Raggi? Beh, dopo 3 anni mezzo di governo le sue responsabilità sono evidenti; non che questo assolva le giunte precedenti dai loro errori.

Dal 1946 a oggi Roma è stata guidata per 34 anni da sindaci democristiani (30 anni di seguito dal 1946 al 1976 e poi dal 1985 al 1989), per 4 anni da un sindaco socialista (Carraro 1989-1993), per 5 disastrosi anni da Alemanno, per brevissimi periodi da 7 commissari prefettizi e per ben 26 anni da sindaci espressione diretta o indiretta di quel che fu il Pci, poi Pds, poi Ds ora Pd. Non sono pochi, 26 anni, se si pensa che negli ultimi 22 anni (dal 1993 a oggi) la sinistra ha sempre guidato la Capitale, salvo il quinquennio di Alemanno.

E con questo? Con questo dobbiamo riflettere attentamente sul cosiddetto buongoverno “automatico” di certa sinistra.

Dopo i danni – alcuni irreparabili come l’espansione edilizia dissennata – inflitti alla Capitale dalla Dc per 30 anni consecutivi, la sinistra ha avuto molto tempo a disposizione per rimediare e dimostrare di essere “ben altra” cosa.

Dal 1976 al 1985. Argan, Petroselli e Vetere governarono Roma per 9 anni di seguito: fu buongoverno? Dal 1993 toccò prima a Rutelli (8 anni) e poi a Veltroni (7 anni) diedero lustro alla capitale?

Non si può dire che i problemi strutturali della città siano stati risolti neanche da loro. Certo con Alemanno la città ha accelerato il suo declino e con Marino la città eterna ha conosciuto un peggioramento inatteso e la vergogna internazionale. Con Virginia Raggi tutto è ancor più precipitato in basso.

I problemi del traffico, della insostenibile mobilità, dell’assenza di una vera rete metropolitana, della inesistenza del trasporto pubblico, dell’inquinamento atmosferico e acustico, dell’incuria e del lassismo generalizzato, dell’abbandono di interi quartieri dormitorio nelle mani della criminalità, dell’insicurezza crescente anche in quartieri centralissimi, della carenza di strutture sociali adeguate e via di questo passo, sono problemi che sono peggiorati negli ultimi anni. Roma è stata ben governata di recente solo durante la breve parentesi del Commissario straordinario Francesco Paolo Tronca che lavorando sodo aveva in poco tempo cominciato a prendere di petto i problemi.

Invece di intestardirsi a dare altri inutili poteri a Virginia Raggi, i politici facciano l’unica scelta saggia: devono commissariare Roma, richiamare Tronca in servizio e fargli affrontare l’emergenza per i prossimi tre anni. Dopodiché si potrà tornare al voto.
Intanto Ernesto Nathan si rivolta nella tomba…..

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