martedì, 5 Luglio, 2022
Cuisine Moderne

Roma migliore meta food del mondo

Così Tripadvisor premia Roma, che si qualifica prima nella classifica “Travellers’ Choice Awards 2022”.

Un bel risultato, stante soprattutto le città elencate sotto di lei: un secondo posto per Londra, al terzo Parigi, poi Dubai, Barcellona, Madrid, San Paolo del Brasile, New York e tante altre. I turisti identificano quindi la città eterna come la città preferita dagli amanti del buon cibo, secondo questa classifica. Ma perché Roma ha ottenuto questo riconoscimento? Cosa è cambiato? Come mai questo è avvenuto?

Ce lo chiediamo oggi qui, per capire dove sta andando la ristorazione romana e il perché di questo primo posto, qualifica importante soprattutto nell’ottica di attirare nuovo turismo aprendo le porta alla ripartenza di molte attività commerciali che ne hanno bisogno.

Roma in 10 anni è cambiata tantissimo dal punto di vista ristorativo a mio avviso, ma c’è una fascia che più di tutti è cambiata ed è migliorata.

Supponiamo che la proposta dei ristoranti romani possa essere divisa agevolmente in 3 diverse fasce di prezzo, che selezionano quindi 3 diverse tipologie di clienti:

1. Clienti “alto spendenti” per una cena sono disposti a spendere sopra i 100-120 euro circa, per godersi un’ esperienza.

2. Clienti “fascia media” per una cena spendono dai 45 ai 100 euro circa, sono più attenti al rapporto qualità prezzo

3. Clienti “fascia bassa” per una cena vogliono spendere tendenzialmente il meno possibile.

Si sa, l’alta ristorazione a Roma ha punti di eccellenza c’era prima e permane adesso, con standard elevatissimi, che hanno il loro giusto costo (meno che in altre città d’Italia) ma pur sempre un’esperienza non per tutti. In questa fascia a Roma sono aumentati in numero i ristoranti stellati e sempre più le terrazze dei grandi alberghi, anche senza stella, si avvicinano a questa fascia e regalano esperienze top. Su questa prima fascia secondo me non ci sono stati cambiamenti rilevanti, rispetto a qualche anno fa.

Al pari della prima fascia. La fascia più bassa è rimasta sostanzialmente la stessa, è cambiata in diversificazione, rispetto a 10 anni fa, la scelta era meno vasta nel campo delle cucine etniche, adesso kebab, poke, dumping e ramen bar hanno reso più multietnica Roma, offrendo molto di più di una pizza al taglio, un supplì (sempre gettonassimo) o un piatto di carbonara nel ristorante per turisti.

Ma quello che è cambiato radicalmente a Roma in 10 anni è questa famosa fascia media: diversificata, ben assortita, fatta da persone qualificate e appassionate che perseguono un discorso di qualità. La “trattoria romana moderna” oggi tocca davvero dei punti di eccellenza. Trattoria, piccolo ristorante con cucina ricercata gourmet, osteria, ma non stellata! Può regalare esperienze molto soddisfacenti. A Roma spendendo 70 euro o meno, oggi davvero si può avere godere al pari di ristoranti famosi che si fregiano di una stella Michelin.

La trattoria romana moderna offre tradizione, innovazione e ricerca della qualità, lasciandosi così alle spalle tutta la flotta di trattorie anni ’90 in cui troneggiavano scodelloni di carbonara e pane con i grissini confezionati. Una nota di merito va anche per la qualità notevolmente migliorata della pizza romana che ha oggi una sua dignità grazie ad alcuni pizzaioli illuminati che hanno iniziato un opera di divulgazione su questa tipologia di pizza sottile, tutta romana, fatta però di buona materia prima.

Ritengo che Roma abbia quindi ottenuto questo riconoscimento per essere davvero cresciuta tanto per avere una proposta davvero varia e gustosa, ma non escludo anche il fatto che molto lo dobbiamo alla divulgazione che giovani e giovanissimi fanno online, delle proposte di questa città. I profili social legati al food romano sono numerosi, influencer e tiktoker oggi raccontano il meglio del cibo romano in chiave scheda e sincera, meglio dei giornalisti (senza offesa per nessuno!) Ma mai sentito il detto “un immagine vale più di mille parole”!? Quindi oltre alle guide, oggi i locali si scelgono anche perché più “istagrammabili”, perché lo chef si racconta sui social e Roma in questo meccanismo divulgativo non è seconda a nessuno a quanto pare.

 

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