martedì, 24 Maggio, 2022
Attualità

Pnrr al Sud. Cisl: progetti ambiziosi ma Enti locali deboli. Serve un patto tra Governo ed Enti locali per gestire programmi e fondi

Il nodo dello sviluppo del Mezzogiorno preoccupa la Cisl in vista dei fondi del Piano nazionale di Ripresa che andranno ad un Sud che rischia di non riuscire a utilizzare questa opportunità. L’analisi del
segretario generale della Cisl, Luigi Sbarra, si basa sulle scelte passate ma sullo stato di fatto dell’oggi con “Enti locali che hanno perso decine di migliaia di dipendenti in 10 anni, e il bilancio peggiore è per quelli meridionali, che non hanno risorse per il turnover”, osserva il leader della Cisl.

Pnrr occasione da non sprecare

“Il Mezzogiorno non può e non deve sprecare l’opportunità irripetibile del Pnrr”, evidenzia Sbarra, “anche in passato abbiamo avuto grandi dotazioni finanziarie rivolte al Sud. E le abbiamo viste ‘distrarre’ su
altri capitoli, sprecate su mille rivoli, o ferme a causa della incapacità tecnica di progettazione e realizzazione delle amministrazioni locali”.

Regioni e Comuni deboli

Per la Cisl c’è una priorità quella di capire se Regioni e Comuni siano in grado di assolvere ad un impegno così delicato.
“Bisogna tenere presente che il 36 per cento dei fondi assegnati dal Recovery è affidato proprio alle autorità locali: Regioni ma anche Comuni che, specialmente al Sud, raramente possono contare sulle alte
professionalità richieste per fare buona progettazione”, osserva il segretario della Cisl, “Occorre assicurare le dotazioni necessarie per assumere i tecnici che servono a trasformare le risorse in cantieri, altrimenti avremo il paradosso che le realtà più deboli saranno proprio quelle che perderanno il treno del Pnrr. Il rischio è enorme, perché se un solo obiettivo dei 102 previsti non viene raggiunto gli stanziamenti
europei vengono bloccati”.

Progetti ambiziosi e rischi

Per gli enti locali, si profilano programmi di impegno particolare, con la realizzazione di asili nido, rigenerazione urbana, edilizia scolastica e ospedaliera, economia circolare, interventi per il sociale.
“Dobbiamo poi sbloccare le infrastrutture attese da decenni”, prosegue Luigi Sbarra, “Pensiamo alle grandi reti di connessione autostradali, ferroviarie, portuali e aeroportuali, al network della banda larga e ultra-larga ma anche ai piccoli e medi cantieri necessari per riscattare dall’isolamento le aree interne”.

Patto Governo enti e sindacati

Per realizzare tutto questo la Cisl rilancia la proposta di un Patto sia a livello nazionale che a livello regionale tra Governo, imprese, sindacati, enti locali per selezionare gli investimenti, promuovere la semplificazione, presidiare i territori, e soprattutto rilanciare la fiscalità di sviluppo, per abbattere in modo strutturale il carico fiscale e contributivo sulle aziende che investono in occupazione stabile e formazione. “Occorre rilanciare anche lo strumento dei Patti territoriali”, conclude il segretario della Cisl, “per l’attivazione rapida degli investimenti, il controllo stringente dei crono-programmi, la verifica delle ricadute economiche, sociali ed occupazionali di ogni intervento, con una lotta senza quartiere alla criminalità e al malaffare”.

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