venerdì, 27 Novembre, 2020
Economia

Una finanziaria che delude

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La manovra finanziaria, peraltro non definitiva perché adottata con la formula “Salvo intese”, ha lasciato l’amaro in bocca  a quanti auspicavano una vera svolta nelle politiche per l’economia.

Ed era scontato che tante attese venissero frustrate, tenendo conto di quanto pesassero e pesano sui conti pubblici l’eredità del passato governo: da quota cento al reddito di cittadinanza.

Per recuperare fondi consistenti, anziché ricorrere alla nuova grandinata fiscale sarebbe stato opportuno e necessario usare il bisturi del chirurgo incidendo in profondità sulla misura più demagogica e clientelare, che non era e non è quota cento ma il reddito di cittadinanza che fino ad ora ha mancato tutti gli obiettivi che i suoi promotori si prefiggevano, ampliando soltanto l’area del parassitismo e delle furbizie.

Il cammino parlamentare della manovra che affida la sua praticabilità al via libera dell’UE non sarà certo facile soprattutto per i malumori e i dissensi nella maggioranza: già “Italia Viva”, il partito di Renzi, ha annunciato suoi emendamenti ed altri verranno dallo stesso M5S che non demorde dall’idea di punire anche con il carcere l’evasione fiscale.

Sfugge ai grillini che la prospettiva delle manette non spaventerà i grandi evasori che hanno strumenti, professionalità e seduzioni per aggirare un fisco inefficiente, debole con i forti e feroce con i deboli e andrà a colpire, come accade da sempre, percettori di retribuzioni e ceti medi produttivi qualora rei di possibili errori ed omissioni.

In definitiva non verrà sanata alcuna delle ingiustizie che affliggono la società italiana e ne appesantiscono lo sviluppo, come segnalano gli indicatori economici e le valutazioni di organismi internazionali.

Sullo sfondo di questa situazione di crisi, resa ancora più difficile dalle tensioni internazionali, si scaglia il degrado di un sistema politico dove l’ispirazione progettuale è soffocata dalle crisi dell’etica, dal dileggio delle istituzioni e da una forte carenza progettuale.

Ad oggi, l’unico possibile serbatoio di idee, di motivazioni etiche e dotato di radicamento sociale è quello del mondo cattolico che è stato indotto più di venti anni fa a retrarsi dalla politica attiva senza che il vuoto venisse riempito in termini credibili.

Ad Avellino, nel ricordo di Sullo, si sono manifestati segni incoraggianti di svolta: per quello che ci riguarda ci lavoreremo con passione.

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