mercoledì, 27 Gennaio, 2021
Lavoro

Cantieri navali, l’Italia doppia la Germania. Record di contratti, ma i giovani lavoratori fuggono

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Mentre i big della politica nazionale perdono tempo in scaramucce televisive, c’è per fortuna una buona parte dell’Italia che si è rimboccata le maniche ottenendo successi meritatissimi. È il caso, ormai mondiale, dei nostri cantieri navali, con i loro operai, tecnici, ingegneri progettisti che hanno doppiato per commesse e qualità delle realizzazioni, anche la Germania.

Fincantieri, l’azienda nazionale, è diventata nel settore della costruzione di mega navi da crociera, la locomotiva d’Europa, e con la prevista acquisizione della francese la Stx (caso unico di acquisizione Italiana di aziende estere), ci sarà un salto di commesse, una impennata positiva di occupazione, con tutto ciò che comporta: più ordini, innovazione, più ricchezza.

Nella cantieristica navale legata alla realizzazione di navi da crociera l’Italia è diventata imbattibile: lo scorso anno sono stati firmati contratti che hanno superato i 4 milioni di tonnellate di nuove imbarcazioni.
L’Italia con questi numeri ha doppiato la Germania che si ferma a 2,7 milioni di tonnellate, mentre la Francia è a 1,7 milioni. “Cresciamo a ritmi accelerati. Ma questo obbliga a una grande fatica, perché occorre pensare sempre a una continua riorganizzazione”, sottolinea l’a.d. di Fincantieri, Giuseppe Bono, presente lunedì scorso alla consegna della Sky Princess alla compagnia Princess Cruises (Gruppo Carnival). “Questa è la diciassettesima Princess che consegniamo, arriveremo a 23”, ha ricordato Bono, “il legame con il gruppo Carnival, è stato, è e sarà per Fincantieri un punto fermo. Siamo al top nel mondo”, ha ricordato con orgoglio Giuseppe Bono, “nessuno come noi fa tante cose contemporaneamente. E per quanto riguarda questa nave, è stato fatto un gran bel lavoro”.

La Sky Princess, infatti, è un concentrato di innovazione in tutti i settori, dalla progettistica, motoristica, accoglienza, ha una stazza lorda di 145 mila tonnellate e la capacità di ospitare a bordo fino a 4.610 passeggeri in 1.830 cabine oltre a 1.411 membri dell’equipaggio. Il punto di forza della Fincantieri è l’innovazione:
Sky Princess sarà la prima ad essere appositamente costruita con la “Princess MedallionClass™”, una tecnologia all’avanguardia che offre un servizio personalizzato su larga scala attraverso una migliore interazione tra ospiti e personale, oltre a consentire un intrattenimento di tipo interattivo. La nave, al pari di quelle della stessa classe che l’hanno preceduta, rappresenta un punto di riferimento tecnologico a livello europeo e mondiale per il lay-out innovativo, le performance e l’alta qualità di soluzioni tecniche d’avanguardia. La nave, inoltre, a dimostrazione del ruolo strategico della Fincantieri è realizzata sulla base del progetto delle gemelle Royal Princess, Regal Princess e Majestic Princess, costruite sempre nello stabilimento di Monfalcone a partire dal 2013.

Con la consegna di Sky Princess salgono quindi a 17 le unità che Fincantieri ha consegnato a Princess Cruises, tutte costruite nei cantieri di Monfalcone. Il futuro potrebbe per l’Italia segnare la leadership mondiale se sarà perfezionato l’accordo con la francese Stx, (se non ci saranno intoppi dopo il freno di Macron) la nuova società controllerà almeno la metà del mercato europeo. A competere con l’Italia sarà però la Cina, in termini globali i cantieri cinesi mantengono il primato del mercato con il 39% dei nuovi contratti firmati. Dietro c’è la Corea del Sud e subito dopo il Giappone. L’Europa ha un ruolo globale dimesso con circa l’8%, ma per paradosso è quella che guadagna di più. “I margini anche nel settore crociere”, spiegano gli analisti finanziari del settore, “non sono altissimi, ma sono sempre meglio di quelli deboli che costituiscono il risicato guadagno sulle nuove petroliere e portarinfuse”.

I contratti ci sono, l’occupazione va a gonfie vele, ma ora c’è un problema, mancano per il prossimo futuro nuovi lavoratori. Un tema sollevato dallo stesse amministratore delegato di Fincantieri, che sull’argomento ha usato parole chiare. “Nei prossimi due o tre anni avremo bisogno di 5-6 mila lavoratori ma non so dove andarli a trovare. Abbiamo lavoro per 10 anni e cresciamo ad un ritmo del 10% ma sembra che i giovani non hanno più voglia di lavorare, si accontentano di fare i rider per avere 500/600 euro al mese, mentre un lavoratore medio da noi prende 1600 euro. Allora se uno volesse guardare al futuro non si accontenterebbe di fare il rider, anche perché non è che fare il rider è meno faticoso di fare il saldatore. Purtroppo mi sembra che abbiamo su questo cambiato cultura”. E ancora Bono, ad un convegno organizzato della Cisl, ha messo in evidenza incongruenze e limiti dell’attuale situazione politica, economica e sociale. “Sento parlare tanto di crescita, infrastrutture, porti, autostrade ed aeroporti”, ha sottolineato Bono, che è al vertice di Fincantieri dal 2002 dopo aver guidato Finmeccanica, “Ma penso che tra un po’ di tempo avremo più università che laureati, porti che navi, più aeroporti che passeggeri. Questi sono gli sprechi del Paese, vogliamo tutto, ma vogliamo che lo facciano gli altri”.

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