lunedì, 29 Novembre, 2021
Dal Parlamento alla Tavola

Un’irrigazione efficiente per una agricoltura competitiva 

Giuseppe L’Abbate, 36 anni, laureato in Informatica, è deputato della Commissione Agricoltura di Montecitorio dal 2013, già Sottosegretario presso il Ministero delle Politiche Agricole del Governo Conte II, dal settembre 2019 al febbraio 2021, e Capo “Area Territorio” per il MoVimento 5 Stelle alla Camera. Con l’Onorevole abbiamo dato vita ad una rubrica a cadenza mensile denominata “Dal Parlamento alla Tavola” in cui illustriamo le novità legislative e le nuove opportunità messe in campo dal Mipaaf per le filiere agricole e l’intero comparto agroalimentare nazionale. 

UNA IRRIGAZIONE EFFICIENTE PER UNA AGRICOLTURA COMPETITIVA   

Immaginare un’agricoltura sostenibile e redditizia senza acqua è oggi praticamente impossibile. Per questo, da un lato incentiviamo la diffusione dell’agricoltura di precisione sia con il credito d’imposta 4.0, che abbiamo fortemente voluto estendere al comparto primario nella Legge di Bilancio 2020, sia con un ulteriore stanziamento pari a 150 milioni di euro nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr), ciò con l’obiettivo di sprecare sempre meno acqua e di permetterne un suo uso sapiente. Dall’altro, al contempo, è necessario distribuire su tutto il territorio nazionale la risorsa idrica di cui il nostro Paese è ricco attraverso infrastrutture adeguate e all’avanguardia, attese da decenni in molte parti d’Italia. 

Dei 4,38 miliardi di euro previsti dal Pnrr per garantire la gestione sostenibile delle risorse idriche lungo l’intero ciclo e il miglioramento della qualità ambientale delle acque interne e marittime, ben 880 milioni di euro dunque sono destinati ad investimenti nella resilienza dell’agrosistema irriguo per una migliore gestione delle risorse idriche.   

Le continue crisi, dovute alla scarsità e alla diversa distribuzione dell’acqua, hanno importanti effetti sulla produzione agricola, in particolare dove l’irrigazione costante è una pratica necessaria e una condizione essenziale per un’agricoltura competitiva. Per aumentare la capacità di affrontare le situazioni di emergenza, è essenziale pertanto migliorare l’efficienza nell’irrigazione. Gli investimenti infrastrutturali sulle reti e sui sistemi irrigui proposti consentiranno una maggiore e più costante disponibilità di acqua per il comparto agricolo, aumentando la resilienza dell’agroecosistema agli eventi di siccità e ai cambiamenti climatici. Al fine di migliorare l’efficienza oltre che la resilienza, verranno inoltre finanziati l’installazione di contatori e sistemi di controllo a distanza per la misurazione e il monitoraggio degli usi, sia sulle reti collettive sia per gli usi privati, e si considereranno soluzioni rinnovabili galleggianti per bacini. Obiettivo è aumentare del 50 per cento, dall’8 al 12, le aree agricole con sistemi irrigui resi più efficienti.

Si è giunti, così, al primo decreto del Ministero delle Politiche agricole che, il 30 settembre scorso, ha emanato l’elenco dei progetti strategici del settore irriguo per cui è ammessa l’assegnazione dei fondi del Pnrr. L’ammontare complessivo richiesto dai Consorzi è pari a 1,6 miliardi di euro su un totale di 116 progetti: per questo, il Mipaaf aggiungerà alle risorse del Pnrr ulteriori 440 milioni di euro previsti dalla scorsa Legge di Bilancio, riaprendo le procedure anche per quelle progettualità sinora bocciate, sempre che vengano risolte le criticità che ne hanno impedito il finanziamento in prima istanza. 

Tra i territori più attivi troviamo il Friuli Venezia Giulia (26 progetti ammessi), la Calabria (19), il Veneto (17), l’Emilia-Romagna (16), la provincia autonoma di Trento (14), la Lombardia (12) e la Campania (11). Si terrà conto, inoltre, di quanto stabilito dal Decreto Semplificazioni Bis che ha previsto almeno il 40% delle risorse allocabili territorialmente sia destinato alle Regioni del Mezzogiorno.

Ha suscitato scalpore la bocciatura di tutte le 31 progettualità presentate dalla Regione Sicilia che non hanno rispettato le condizioni di ammissibilità derivanti dalle norme comunitarie. Sulla vicenda ha fatto chiarezza il ministro Stefano Patuanelli, rispondendo ad un question time dei colleghi Luciano Cillis e Gianpaolo Cassese (M5S) e spiegando come l’iter procedurale sia stato ampiamente condiviso con le amministrazioni locali. Del resto, essendo progetti inerenti il Pnrr andranno necessariamente conclusi entro il 2026 e, pertanto, parliamo di progettualità immediatamente cantierabili su cui chi ha lavorato in passato si è trovato ovviamente avvantaggiato. Nonostante ciò, il ministro Patuanelli ha teso la mano affinché nessuno rimanga indietro: una promessa ribadita nell’informativa nella Conferenza Stato-Regioni e che diventerà realtà con il nuovo bando per le infrastrutture irrigue. Sperando che le amministrazioni locali comprendano gli errori commessi e corrano ai ripari. L’Italia, soprattutto nelle regioni più indietro specie al Sud, e la filiera agroalimentare nazionale non possono, infatti, permettersi di perdere il treno degli ingenti investimenti previsti dal Pnrr.

AIUTI COVID PER I CONSORZI DI BONIFICA

La pandemia ha avuto il suo impatto anche sull’operatività e sui conti dei Consorzi di Bonifica che gestiscono le risorse idriche. Con la sospensione dei pagamenti dei contributi di bonifica prevista dal Decreto Cura Italia e le difficoltà di riscossione del contributo dovuto dalle aziende agricole per il servizio di irrigazione, si è reso necessario un intervento in grado di poter garantire lo svolgimento dei compiti istituzionali dei Consorzi, in carenza di liquidità. La norma, inserita nel Decreto Rilancio, prevede che questi possano accendere mutui per un ammontare complessivo di quasi 76 milioni di euro. Ora, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto, lo strumento diviene operativo: il Mipaaf provvederà al rimborso delle quote-interessi maturate nel limite massimo di 10 milioni di euro annui, per cui sono stati stanziati 500 milioni di euro. A carico dei Consorzi resta, invece, il pagamento della quota-capitale del mutuo che avrà uno spread sul tasso fisso dell’1,6% su un importo non superiore ai 20 milioni di euro. Le operazioni, massimo una per Consorzio, non dovranno essere connesse al consolidamento di passività finanziarie a breve termine e non dovranno riguardare l’assunzione di personale, anche in caso di carenza di organico. A cogliere maggiormente questa opportunità saranno i Consorzi di Bonifica siciliani che avranno la disponibilità di contrarre mutui per circa 36,7 milioni di euro. Seguono il Veneto (17,3 milioni di euro), la Basilicata (9,3 milioni), l’Emilia-Romagna (8 mln), l’Abruzzo (3 mln), la Campania (1 mln) e il Molise (300mila euro).

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