mercoledì, 20 20 Novembre19
Economia

Shock petroliero, guai per l’Italia

“L’aumento è destinato a contagiare l’intera economia perché se salgono i prezzi del carburante si riduce il potere di acquisto degli italiani che hanno meno risorse da destinare ai consumi mentre aumentano i costi per le imprese”. La crisi petrolifera in Arabia Saudita dopo l’attacco terroristico ad alcune raffinerie, agita lo scenario economico nazionale, ed è la Coldiretti che per prima lancia un allarme sui costi degli idrocarburi e sull’effetto domino sul mondo produttivo.

Per la Coldiretti sarà una escalation di prezzi e a pagarne le conseguenze saranno produttori e consumatori, in un sistema italiano dove non ci sono politiche energetiche alternative, dove le merci viaggiano su gomma, dove i costi per l’autotrazione sono già considerati insopportabili. “A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti è anche l’intero sistema agroalimentare”, ricorda la Coldiretti indicando dei dati elaborati da Ismea, “dove i costi della logistica arrivano ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura”.

Fatto significativo è anche il modo quasi in sordina in cui la crisi petrolifera viene commentata, non è infatti – a parte le dichiarazioni del presidente Nomisma Energia, Davide Tabellini su Repubblica – tra le priorità dell’agenda mediatica nazionale, oggi troppo presa dal dibattito e contrapposizioni politiche. Eppure il rialzo dei carburanti avuto nelle ultime ore è stato significativo, era dal 1988 che non si assisteva ad una brusco impennata dei prezzi, tra l’altro nel giro di poche ore dall’apertura dei mercati. Un aumento del 20%, e anche più, con un balzo che farà presagire che la benzina arriverà tra breve dal 1.50 euro a 1.80 euro e oltre.

La salita dei prezzi partita secondo le previsioni con un aumento del costo del barile che se arriva a 100 dollari farà scattare un aumento generale alla distribuzione. In questo scenario di lievitazione dei costi aggiuntivi la Coldiretti rimarca le sue valutazioni negative, in particolare la Confederazione degli agricoltori sottolinea la fragilità del sistema Italia rispetto alle fonti energetiche, alla dipendenza che abbiamo, al fatto che sono stati pochi gli investimenti in energie alternative e che ancora oggi la stragrande maggioranza delle merci viaggia su gomma con costi elevati per la logistica e la distribuzione.

“Gli shock energetici aggravano un deficit logistico che è necessario recuperare investendo sulle energie alternative ed sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo” ha affermato il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel precisare che “si tratta di una mancanza che rappresenta per il nostro Paese un danno in termini di minor opportunità di export”.

Che le imprese siano più esposte è un dato di fatto, ma in generale tutti i cittadini sono alle prese con i rincari. Basta fare un po’ di calcoli, è constatare ciò che l’automobilista paga, su un pieno di 55 litri: lo Stato prende per sé 48 euro se il pieno è benzina e oltre 54 per il gasolio. Anche il gpl ha avuto un rincaro del 50%. Sul come la crisi di produzione dell’Arabia Saudita inciderà nei prossimi giorni sull’Italia le ipotesi sono aperte, dopo Coldiretti, è il Codacons che presenta i suoi calcoli, secondo la confederazione dei consumatori la crisi con l’aumento dei prezzi porterà un aggravio di spesa di 320 euro in più a famiglia a fine anno.

Calcoli, previsioni e incertezze fanno parte anche dello scenario internazionale per le turbolenze geo politiche con i sopravvenuti venti di guerra nel Golfo Persico , lo si capisce da segnali che arrivano anche da grandi giornali che in merito agli attacchi agli stabilimenti dell’azienda statale saudita di idrocarburi, fanno presagire il peggio, così per il Wall Street Journal si tratta di “un colpo che probabilmente nessun fornitore globale di petrolio ha subìto dai tempi della prima guerra del Golfo”. Quindi per ora l’unica cosa che il cittadino automobilista può fare è informarsi sul sito prezzi benzina.it per avere, almeno, un aggiornamento costante sui prezzi delle pompe sparse sul territorio nazionale.

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