sabato, 25 Giugno, 2022
Ambiente

2050. Neutralità climatica. Bonelli: obiettivi inadeguati

Gli accordi Ue sulla neutralità climatica entro il 2050 sono in vigore. Obiettivo arrivare alle “zero emissioni nette” nel 2050, con una tappa intermedia fissata nel 2040 sulla base del carbon budget. Le critiche del Presidente della federazione dei Verdi.

 

Per monitorare se i progressi siano coerenti con questi obiettivi sarà istituito un comitato consultivo scientifico europeo indipendente. Entro il 30 settembre 2023, e successivamente ogni cinque anni, la Commissione valuterà i progressi collettivi fatti da tutti i paesi dell’UE, così come la coerenza delle misure nazionali, verso l’obiettivo UE per la neutralità climatica. Entro il 14 luglio, inoltre, verrà presentato il “pacchetto clima” con le prime undici proposte legislative che tradurranno i target della legge in normative settoriali e specifiche.

 

Le critiche dei Verdi

Ma non tutti sono d’accordo sull’efficacia degli accordi raggiunti: “La legge sul #clima è ancora insufficiente – commenta alla Discussione il Presidente della Federazione dei Verdi, Angelo Bonelli – anche se è un primo passo. Purtroppo gli obiettivi che pone non sono adeguati a contrastare la crisi climatica. Per questo anche i nostri Eurodeputati hanno votato convintamente contro. Dobbiamo preparare un futuro possibile per i nostri figli. Non lo stiamo facendo a sufficienza”. Per i Verdi, infatti, la riduzione del 55% nel 2030 “non è sufficiente a contenere l’aumento delle temperature secondo quanto stabilito dagli Accordi di Parigi”, e la riduzione delle emissioni al 55% è solo apparente, perché frutto di inammissibili trucchetti contabili che nel calcolo includono anche le emissioni assorbite dal suolo e dalle foreste, cosicché la percentuale reale è solo del 52,8%”.

 

Cop26, prossima tappa internazionale

In ogni caso la diplomazia climatica sembra essere ripartita dopo la pandemia, forte anche del ritorno sulla scena degli Usa dopo la presa di distanza dagli accordi di Parigi di Trump. Prossimo appuntamento internazionale è fissato a novembre a Glasgow, in Scozia, per la Cop26. Il Regno Unito ha già annunciato che sarà assistito nella sua presidenza da oltre 25 esperti in vari temi globali. Questi ‘Friends of COP’ contribuiranno con un expertise da paesi di sei continenti, compresi Francia, Barbados, Chad, Australia, India e Perù. “Nonostante siamo concentrati nel combattere la crisi del coronavirus – ha detto, Alok Sharma, ministro del Regno Unito per il Business, energia e strategia industriale e presidente della Cop26 –  non dobbiamo perdere di vista la grande sfida del cambiamento climatico. I passi che stiamo prendendo per ricostruire le nostre economie avranno un profondo impatto sulla sostenibilità, la resilienza e il benessere delle nostre future società. L’expertise dei ‘Friends of COP’ sarà determinante per contribuire a dare impulso all’azione per il clima in tutto il mondo”.

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