domenica, 21 Aprile, 2024
Esteri

Vertice Di Maio-Blinken. Contro il terrorismo a fianco degli Usa, all’Italia il comando in Iraq?

Totale convergenza tra Italia e Usa sulla strategia da adottare nella lotta al terrorismo internazionale, stesso impegno a promuovere la democrazia e i diritti umani al termine del vertice tra il ministro Luigi di Maio e il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, che ha incontrato Mario Draghi.

Importante risultato dalla riunione ministeriale della Coalizione globale anti-Daesh (acronimo arabo di Stato islamico dell’Iraq e del Levante) a Roma. A preoccupare in questo momento sono le nuove ramificazioni del sedicente califfato nel continente africano, in particolare nel Sahel, la cui stabilità è cruciale anche per l’Europa e per il Mediterraneo. Per questo, alla conferenza ministeriale della coalizione sono stati invitati anche alcuni paesi africani non membri in veste di osservatori.

 

Di Maio: alla distruzione territoriale deve seguire quella ideologica

Per evitare un ritorno dello Stato islamico, attualmente distrutto nella sua dimensione territoriale in Iraq e Siria, secondo l’Italia è fondamentale una strategia che metta insieme sia l’intervento militare sia quello civile. Di Maio ha citato come esempi di best practice il lavoro di un gruppo “ad hoc” per contrastare la propaganda terroristica, oppure la commissione per prosciugare le fonti di finanziamento di Daesh, co-presieduta da Arabia Saudita, Italia e Stati Uniti, il ‘Counter-Isis Financial Group’. “Il miglior modo per contrastare le organizzazioni terroristiche è rafforzare le istituzioni locali”, ha aggiunto il nostro ministro degli Affari Esteri, annunciando al riguardo un aumento degli stanziamenti dell’Italia a favore della cooperazione allo sviluppo in Paesi chiave come l’Afghanistan.

 

L’Italia aumenterà presenza nei territori storicamente centrali

Molto è stato fatto ma è necessario non abbassare la guardia. Di Maio ha, quindi, annunciato che l’Italia sta pensando di “assumere il comando della missione Nato in Iraq”, anche se il nostro Paese è già molto coinvolto nella lotta contro le bandiere nere, con oltre 800 unità impegnate in operazioni di peacekeeping tra Iraq e Kuwait, a supporto della popolazione e delle istituzioni locali con l’obiettivo di rendere il Paese capace di affrontare le minacce in autonomia. L’Arma dei Carabinieri è in “prima linea” nella formazione delle forze dell’Iraq e gli assetti aerei italiani continuano nella ricognizione del territorio, sorveglianza al trasporto del personale e, “fiore all’occhiello” della attività italiane di contrasto al terrorismo secondo Di Maio, a tutelare il patrimonio archeologico distrutto dalla furia iconoclasta delle bandiere nere.

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