giovedì, 23 Settembre, 2021
Società

L’università della memoria

In una villa confiscata alla Ndrangheta sorgerà l’Università della ricerca memoria ed impegno. Si tratta di un progetto elaborato dall’associazione “San Benedetto Abate” di Cetraro (Cosenza), presieduta da don Ennio Stamile, che ha ottenuto la gestione del bene dopo un lungo e travagliato iter. È stato proprio il coraggioso sacerdote, referente regionale di “Libera contro le mafie”, ad illustrarci i contenuti della iniziativa

don Ennio Stamile

Padre come nasce questo progetto culturale?
“L’Università della ricerca memoria ed impegno “Rossella Casini” e le altre iniziative collegate sorgono in tre immobili ed un terreno confiscati alla ‘ndrangheta, precisamente alla cosca Mancuso di Limbadi. In questi luoghi abbiamo pensato di istituire un Centro di ricerca e di approfondimento a livello europeo sul fenomeno delle mafie in generale e della ‘ndrangheta in particolare, sotto il profilo, giuridico, economico, antropologico e sociologico che funga anche da centro di elaborazione dati”.

Quali obiettivi vi proponete?
“L’obiettivo è quello di costituire una raccolta documentale (leggi, atti giudiziari, atti di Commissioni parlamentari e di altri organi istituzionali, internazionali, nazionali, regionali e locali), nonché di libri, pubblicazioni periodiche, saggi ed opere sui temi che riguardano le mafie, al fine di fornire un supporto giuridico e scientifico alle azioni conoscitive e formative per la legalità e per il contrasto alle infiltrazioni mafiose. Ma ci sono anche altre iniziative”.

Cioè?
“Un centro studi che permetta collegamenti stabili con associazioni, enti pubblici e territoriali, Tribunali ordinari e per minorenni, università ed altri soggetti collettivi impegnati contro le mafie nei diversi settori civili e sociali, per la realizzazione di azioni volte alla promozione della cultura della legalità e di prevenzione dei fenomeni di criminalità e di illegalità diffusa. E poi un osservatorio permanente sul fenomeno della ‘ndrangheta che sia di ausilio a chi voglia studiare il fenomeno, in Italia o in Europa, fornendo dati, documenti e aggiornamenti costanti sulle mafie e sugli effetti socio-ambientali correlati; un centro di alta formazione per professionisti (mediante attività didattiche riconosciute dai singoli ordini professionali -giuridico, antropologico-sociale, sanitario), giornalisti, docenti di scuola di ogni ordine e grado, operatori sociali, volontari qualificati che operano nel settore della prevenzione della devianza minorile e della lotta alla cultura della illegalità e poi una biblioteca nazionale multimediale e un archivio documentale sul fenomeno mafioso di facile consultazione ed immediatamente disponibile, l’attivazione di corsi per dipendenti pubblici e privati sull’approfondimento del fenomeno della corruzione e più in generale dei delitti contro la pubblica amministrazione e un centro educativo di ricerca-azione per ragazzi e giovani, mediante campi estivi di formazione (residenziali) e laboratori di educazione informale sulla storia delle vittime di ‘ndrangheta”.

Chi terrà i corsi?
“I corsi saranno tenuti da docenti universitari, magistrati, professionisti ed esperti esterni altamente qualificati nei settori relativi ai contenuti delle discipline e degli ambiti di studio che potranno essere individuati anche al di fuori della Calabria. Per la realizzazione del Centro di ricerca e delle attività indicate si accederà ai fondi europei e regionali previsti dai relativi bandi”.

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