venerdì, 24 Settembre, 2021
Esteri

Aspetti fuorvianti sul tema dell’immigrazione

Indipendentemente dalle convinzioni politiche di questo quotidiano o dei suoi lettori, credo sia ormai chiaro, dopo il discorso del Presidente del Consiglio uscente, Prof. Conte, che il sovranismo in Italia abbia fallito su tutta la linea. Matteo Salvini non è riuscito a portare avanti il suo progetto. Purtroppo l’Italia, al di là degli slogan, dei tweet e di tutti i comizi di piazza, non può e non deve rimanere isolata. Il sovranismo non rappresenta la giusta cura per l’Italia, né tantomeno per l’Europa.

La continua lotta contro l’immigrazione che abbiamo visto in Italia calpestare i diritti umani, violare leggi internazionali e principi costituzionali rappresenta un grave problema anche per gli Stati Uniti. È recentemente emerso un conflitto all’interno della Casa Bianca sul fatto che l’attuale Capo del dipartimento della Sicurezza Nazionale sia particolarmente “duro” con i migranti che si dirigono verso il confine meridionale. Nel mese di gennaio l’amministrazione Trump ha pubblicato un rapporto che pretendeva di dimostrare un legame fra terrorismo di immigrazione sostenendo che quasi 3 persone su 4 condannate per reati di terrorismo dall’11 settembre 2001 siano nate all’estero.

Una moltitudine di funzionari e responsabili politici della sicurezza nazionale hanno firmato una lettera in cui chiedono all’amministrazione di ritirare o quantomeno di correggere sezione di questo rapporto che comporta un legame fraterno risma di immigrazione in quanto quali firmatari definiscono tale legame tra terrorismo e immigrazione assai “fuorvianti”.

I firmatari di questa lettera, tra cui l’ex direttore dell’Intelligence Nazionale, James Clapper e Richard Clarke, ex dirigente dell’antiterrorismo della Casa Bianca, suggeriscono che le conclusioni e i risultati del rapporto sono politicamente motivati, intesi a sostenere la posizione di Trump sull’immigrazione, si tratterebbe dunque, di un documento di sostegno mascherato da “ricerca” oggettiva e analisi basata sui dati.

Alti dirigenti del partito democratico alla Camera etichettano il rapporto come tentativo di diffamare la comunità di immigrati e giustificare una politica di immigrazione esclusiva, dall’altra parte Alte cariche del partito repubblicano nel comitato giudiziario della Camera ritengono che il rapporto abbia portato ad una conclusione diversa, vale a dire che l’attuale sistema di immigrazione non riesce a proteggere il popolo americano.

Si teme che con l’avvicinarsi delle elezioni di medio termine il dibattito sull’immigrazione diventi ancora una volta eccessivamente politicizzato,  basandosi su dati e prove empiriche anziché essere analizzato obiettivamente.

Durante la campagna di Trump l’immigrazione è stata una questione politica provocatoria. Le osservazioni  infiammatorie sui messicani e una sentenza iniziale che ha vietato alle persone di entrare negli Stati Uniti da Paesi prevalentemente musulmani quali Iran, Iraq, Libia, Somalia, Sudan, Siria e Yemen, hanno portato molti a definire l’amministrazione particolarmente rigida sull’immigrazione.

Invero il suddetto rapporto è caratterizzato da diverse questioni metodologiche, in buona sostanza  fa acqua da tutte le parti. Ad esempio i terroristi che sono stati catturati all’estero e successivamente estradati negli Stati Uniti in attesa di un processo sono inspiegabilmente inclusi nella stessa categoria di quegli individui emigrati negli Stati Uniti accusati di reati legati al terrorismo anni dopo. Questo errore potrebbe essere visto come una supervisione involontaria o più pessimisticamente come una propensione intenzionale alla selezione di razza.

Nonostante quanto dichiarato dal Presidente Trump, non vi è alcuna prova provata che vi siano criminali e sconosciuti mediorientali che si mescolano con persone che tentano di entrare negli Stati Uniti d’America.

In buona sostanza occorre fare un’analisi attenta, oltre che una selezione, per non includere nella categoria dei terroristi persone  che cercano di entrare negli Stati Uniti illegalmente.

Negli Stati Uniti d’America facendo un esame più attento dei dati a disposizione la radicalizzazione interna è ora e, probabilmente, continuerà ad essere una minaccia terroristica ben più significativa di quella posta dall’immigrazione.

Il fenomeno dell’immigrazione naturalmente non riguarda solo gli Stati Uniti ma anche l’Europa e soprattutto l’Italia, principale finestra, sull’Europa stessa.

La difesa dei Confini di uno Stato è un diritto costituzionalmente garantito. Il principio, però, a cui fa riferimento la Costituzione italiana in merito alla difesa dei Confini si riferisce ad un eventuale attacco armato non ad una difesa da immigrati in cerca di una vita migliore già colpiti dalla violenza, dalla miseria e dalle malattie. Altra questione è l’infiltrazione terroristica tra gli immigrati.

A tal proposito, neanche il popolo italiano deve rimanere vittima delle dichiarazioni fuorvianti sul problema dell’immigrazione da parte di leaders politici sovranisti che tendono a strumentalizzare il fenomeno dell’immigrazione per distogliere l’attenzione su una serie di problematiche altrettanto gravi ed importanti come l’economia del paese, l’approvvigionamento e la commercializzazione di risorse provenienti dall’estero per cui è fondamentale non rimanere isolati e condurre una politica europea internazionale di collaborazione.

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