domenica, 1 Agosto, 2021
Società

Ricordo di Ezio Tarantelli, Sbarra (Cisl): La sua lezione sempre attuale. Draghi, Patto sociale per il lavoro

Sono trascorsi 36 anni dall’ assassinio di Ezio Tarantelli, l’ispiratore dello storico accordo tra il Governo Craxi, la Cisl e la Uil sul raffreddamento del punto di scala mobile. Sulla morte di Tarantelli, sulle scelte riformiste e difficili del lavoro, sulle conquiste sindacali scrive il Segretario Generale della Cisl, Luigi Sbarra. “Dobbiamo far tesoro della lezione sempre attuale di Ezio Tarantelli. Occorre ricercare la massima condivisione tra Governo e parti sociali per affrontare la difficile fase di emergenza sanitaria, economica ed occupazionale provocata dalla pandemia”. Il leader della Cisl ricorda così la figura di Tarantelli.

“Era il 27 marzo 1985 quando due brigatisti gli spararono con una mitraglietta davanti alla Facoltà di Economia de “La Sapienza”, scrive Sbarra. “Tarantelli era un economista di grande profilo, allievo di Federico Caffè e di Franco Modigliani. Aveva difeso con coraggio le sue idee sulla necessità di restituire al sindacato spazi di ‘agibilità negoziale’ sottratti alle dinamiche automatiche del costo del lavoro. Sosteneva che bisognava puntare sulla contrattazione e su una maggiore autonomia e responsabilità delle parti sociali nelle scelte di politica economica”.

 

AZIONE RIFORMISTA LUNGIMIRANTE

Per il leader della Cisl, l’idea ispiratrice delle politiche sul lavoro erano legate ad una azione riformista lungimirante.

“Questo era il suo modello ‘riformista’ che trovò una efficace applicazione anche nel decennio successivo nei grandi accordi di ‘concertazione’ tra Governo e parti sociali sulla politica dei redditi che ci salvarono dalla bancarotta, tenendoci agganciati all’Europa monetaria”. È la lezione di Tarantelli che per il neo leader della Cisl e necessario riprendere, “costruire nelle prossime settimane un grande Patto sociale, è il modo migliore per onorare la memoria ed il sacrificio di un grande intellettuale che ha pagato con la propria vita per aver indicato al paese un percorso riformatore alternativo al conflitto”. C’è un aspetto che Sbarra sottolinea e riguarda l’attualità, “bisogna recuperare i ritardi del piano vaccinale, favorendo come parti sociali la somministrazione dei vaccini nei luoghi di lavoro. Ma nello stesso tempo dobbiamo sostenere le attività economiche, difendere tutti i posti di lavoro, ridurre le diseguaglianze sociali, unire finalmente il nostro Paese. Questa è oggi la sfida”.

Per il leader Cisl “il premier Draghi, con la sua autorevolezza è nelle condizioni di poter indicare, come seppero fare in passato altri storici leader europei, la strada di una collaborazione virtuosa per favorire la coesione sociale, ridurre il divario Nord-Sud, costruire le condizioni per una economia Green, ridisegnare il nostro sistema industriale nel segno della democrazia economica e della partecipazione dei lavoratori alle scelte aziendali. Siamo ancora dentro la tempesta, con tante vertenze industriali aperte da mesi”.

 

UNA NUOVA CONCERTAZIONE

Di fronte a questo scenario difficile e incerto la Cisl chiede una nuova proroga del blocco dei licenziamenti.

“Per questo abbiamo chiesto al Governo di prorogare quanto più possibile il blocco dei licenziamenti almeno fino a quando l’emergenza sanitaria non sarà finita”, fa presente il segretario della Cisl, “Dobbiamo uscirne con un nuovo sistema di protezioni sociali universali e con una struttura efficiente di politiche attive per il lavoro. Il Recovery Plan può indubbiamente rappresentare una formidabile occasione per modernizzare le infrastrutture materiali ed immateriali, rafforzare la sanità ed i servizi sociali, cambiare in meglio la scuola ed il sistema formativo, l’università, la ricerca, digitalizzare il territorio e la pubblica amministrazione”. 

Sui fondi europei Luigi Sbarra chiede una verifica dei progetti e degli investimenti.

“Ma dobbiamo discutere con il Governo come monitorare insieme i progetti ed i tempi di realizzazione, valutare le ricadute sociali, garantire la trasparenza, la qualità, la sicurezza del lavoro”, chiede il segretario della Cisl, “I posti di lavoro stabili si creano soprattutto con investimenti innovativi, chiamando le parti sociali a discutere delle riforme economiche (a partire dal fisco) che devono accompagnare questo necessario processo di ricostruzione del paese. Dobbiamo concordare insieme gli obiettivi da raggiungere e che cosa ogni soggetto sociale può mettere in campo per favorire gli investimenti e la creazione di nuova occupazione. Questa è la vera ‘Concertazione’, il modello di co-responsabilità sociale e partecipativo che Tarantelli sognava non solo per l’Italia ma per tutta l’Europa”.

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