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Daniela Fumarola, Segretaria CISL

Salari, la Cisl apre al patto con le imprese: “Più produttività e contratti veri”

sabato, 20 Giugno 2026
2 minuti di lettura

L’Italia deve tornare a discutere delle regole del lavoro per affrontare le trasformazioni tecnologiche, demografiche e ambientali. È il messaggio della Segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola, in un intervento pubblicato sul Sole 24 Ore. Secondo la leader della Cisl il Paese vive una fase nella quale gli interessi del lavoro e quelli dello sviluppo possono incontrarsi. In questo scenario, Cgil, Cisl e Uil hanno definito una piattaforma unitaria per aprire il confronto con le associazioni imprenditoriali e costruire un nuovo accordo quadro. I temi indicati sono assetti contrattuali, salario, rappresentanza, formazione, salute e sicurezza, partecipazione.

Per Fumarola relazioni industriali più moderne possono diventare un fattore di crescita, produttività e coesione sociale. La strategia proposta dal sindacato parte dalla qualità: imprese che investono, innovano e competono sui mercati internazionali hanno interesse a un sistema di relazioni di lavoro più maturo, fondato sulla contrattazione, sulla formazione continua e sulla sicurezza.

Questione salariale

Al centro resta la questione salariale. Quando le retribuzioni perdono potere d’acquisto, sostiene Fumarola, non si indeboliscono soltanto le famiglie: si riducono i consumi, rallenta la domanda interna e si restringono le prospettive di crescita dell’intero sistema economico. A questo tema si collega il contrasto al dumping contrattuale. La diffusione dei cosiddetti contratti ‘gialli’ secondo la Segretaria Cisl alimenta una concorrenza basata sulla riduzione di salari e tutele, anziché sulla qualità. Una distorsione che penalizza sia i lavoratori sia le imprese virtuose. La piattaforma sindacale punta anche sul legame tra produttività e redistribuzione. Una maggiore produttività, afferma Fumarola, deve tradursi in salari più alti e in premi di risultato aziendali e territoriali.

L’obiettivo è rafforzare insieme competitività e coesione sociale.
Un altro capitolo riguarda la formazione. L’Italia, ricorda la leader Cisl, registra il più ampio divario europeo nella partecipazione degli adulti alla formazione tra lavoratori meno qualificati e più qualificati: circa il 10 per cento, con 50 punti percentuali in meno rispetto all’Europa. Il Paese resta lontano dall’obiettivo europeo del 60 per cento annuo. Per questo il sindacato propone di rendere effettivo, universale e portatile il diritto alla formazione.

Contrattazione collettiva

Nella visione della Cisl le retribuzioni devono essere determinate attraverso la contrattazione collettiva. Non solo quella nazionale, ma anche quella decentrata, che secondo Fumarola deve crescere per diffusione e qualità. “Il sindacato è e resta l’autorità salariale del Paese”. Da questa impostazione derivano le proposte sulla rappresentanza e sul salario giusto. Fumarola richiama l’attuazione contrattuale dell’articolo 36 della Costituzione su criteri di reale rappresentatività, come previsto nel decreto Primo Maggio, con riferimento ai parametri del Patto per la Fabbrica, Tem e Tec, da declinare nei diversi settori.
Sul fronte della rappresentanza, la Cisl propone una metodologia basata sul dato associativo e su quello elettorale, da definire attraverso intese settoriali. Viene confermato il ruolo del Cnel come sede di deposito e valorizzazione dei contratti collettivi genuini.

Transizioni

Infine, la partecipazione dei lavoratori viene indicata come leva per governare le transizioni. Fumarola richiama le forme previste dalla legge 76 del 2025 e consegna la piattaforma alle associazioni imprenditoriali come base di confronto.

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