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Antonio Tajani, Vicepremier e ministro degli Affari Esteri

Ceuta, la crisi dei migranti divide l’Europa: l’Italia sospende Schengen con Madrid

sabato, 1 Agosto 2026
3 minuti di lettura

La crisi di Ceuta ha aperto uno dei fronti più delicati degli ultimi anni sul controllo delle frontiere europee e ha provocato un immediato scontro diplomatico tra Italia e Spagna. Dopo l’ingresso di circa 50mila migranti nell’enclave spagnola in Marocco, il Governo italiano ha sospeso temporaneamente l’applicazione dell’Accordo di Schengen nei confronti di Madrid, mentre il bilancio delle vittime è salito a 57 corpi recuperati in mare. Sul terreno, secondo il ministero dell’Interno spagnolo, oltre 48.300 persone sono rientrate in territorio marocchino già nel pomeriggio di ieri, ma l’emergenza ha comunque assunto dimensioni senza precedenti. L’ondata migratoria ha investito Ceuta nell’arco di poche ore: migliaia di persone hanno raggiunto la città autonoma attraverso il confine con il Marocco, molte hanno tentato la traversata a nuoto lungo il tratto di mare che separa l’enclave dalla costa africana e decine non sono appunto sopravvissute. Le autorità spagnole hanno progressivamente ripreso il controllo dell’area grazie alla collaborazione con Rabat, che ha consentito il rimpatrio della maggior parte dei migranti già nella stessa giornata. Le immagini delle spiagge affollate, dei soccorsi in mare e delle persone accampate nelle strade hanno rapidamente fatto il giro d’Europa, trasformando l’emergenza umanitaria in un caso politico.

La decisione di Roma

La decisione assunta da Roma è maturata al termine del Comitato Analisi sull’Immigrazione e Sicurezza delle Frontiere, presieduto al Viminale dal Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Il Ministero ha disposto la chiusura delle frontiere marittime e aeree con la Spagna e ha concordato con la Francia un rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre. Nel corso di un colloquio telefonico con l’omologo francese Laurent Nuñez, Piantedosi ha condiviso la necessità di intensificare le verifiche attraverso gli strumenti di cooperazione già previsti tra le rispettive forze di polizia. La misura ha riportato al centro del dibattito europeo il funzionamento dell’Accordo di Schengen. L’intesa, sottoscritta nel 1985 e oggi applicata dalla maggior parte degli Stati dell’Unione europea, ha eliminato i controlli sistematici alle frontiere interne, garantendo la libera circolazione delle persone. Lo stesso Codice Frontiere Schengen, peroʼ, ha previsto la possibilità di reintrodurre temporaneamente i controlli quando uno Stato ha ritenuto compromessi l’ordine pubblico o la sicurezza nazionale. È su questa clausola che il Governo italiano ha fondato la sospensione temporanea nei confronti della Spagna.

Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha sostenuto che la decisione abbia rappresentato “una scelta necessaria per tutelare la sicurezza dei cittadini e difendere le frontiere europee” e ha ricordato di come la sospensione fosse prevista dai trattati. Il titolare della Farnesina ha richiamato la necessità di una gestione condivisa delle frontiere esterne dell’Unione e ha sottolineato che la crisi di Ceuta abbia imposto una risposta comune per evitare nuovi flussi incontrollati verso il territorio europeo e fronteggiare anche i rischi legati al terrorismo.

Sulla stessa linea è intervenuto anche il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Difendere i confini significa difendere la sicurezza dei cittadini, contrastare l’immigrazione irregolare e colpire le reti criminali che trafficano esseri umani”, ha scritto il Premier in un messaggio pubblicato su X.

La rabbia spagnola

Da Madrid è arrivata una risposta immediata. Il Presidente del Governo Pedro Sánchez ha raggiunto Ceuta e ha definito quanto accaduto “un attacco all’integrità territoriale della Spagna”. Il Premier ha assicurato che lo Stato avrebbe utilizzato tutte le risorse disponibili per garantire la sicurezza della città autonoma, ha annunciato un rafforzamento della presenza delle forze dell’ordine e ha confermato l’installazione di una barriera fisica in mare per agevolare i rimpatri. L’esecutivo spagnolo ha inoltre accelerato le procedure di rientro dei migranti arrivati irregolarmente e ha ribadito la collaborazione con le autorità marocchine nella lotta contro le organizzazioni criminali impegnate nel traffico di esseri umani. Sánchez ha puntato il dito proprio contro le mafie che hanno organizzato gli attraversamenti, attribuendo a queste reti la responsabilità dell’assalto all’enclave. Il Premier ha ringraziato il Marocco per la collaborazione prestata nelle operazioni di rimpatrio e ha confermato l’impegno del Governo a ristabilire rapidamente condizioni di sicurezza nella città autonoma.

Regole da rispettare

La crisi ha richiamato anche l’intervento della Commissione europea. La Presidente Ursula von der Leyen ha definito “inaccettabili” le immagini provenienti da Ceuta e ha ribadito che nessuno avrebbe potuto entrare nell’Unione europea senza rispettarne le regole. Ha chiesto l’immediata cessazione degli attraversamenti irregolari, lo smantellamento delle reti di trafficanti e rimpatri rapidi nel rispetto della normativa europea. La Presidente della Commissione ha inoltre affidato al Commissario agli Affari interni Magnus Brunner il coordinamento del sostegno operativo alla Spagna, anche attraverso Frontex, mentre il Commissario per il Mediterraneo ha mantenuto i contatti con le autorità marocchine per favorire una gestione congiunta dell’emergenza.

La vicenda ha assunto rapidamente anche una dimensione internazionale. Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha indicato Ceuta come esempio delle conseguenze di una gestione inefficace dell’immigrazione e ha aggiunto che gli Stati Uniti potrebbero ritrovarsi nella stessa situazione in caso di vittoria dei democratici alle prossime elezioni.

Le tensioni non si sono fermate sul piano politico. Il ministero degli Esteri spagnolo ha convocato l’Ambasciatore italiano Giuseppe Buccino Grimaldi e ha formalizzato la protesta di Madrid per le dichiarazioni di Tajani favorevoli alla sospensione di Schengen già dalla mattinata di ieri.

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