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Meloni: “Mosca cerca l’escalation, non cadere nelle provocazioni”

Meloni: “Mosca cerca l’escalation, non cadere nelle provocazioni”

Da Oslo il Premier rilancia l’ipotesi di un inviato europeo per i negoziati. Tusk avverte: “Possibili attacchi ibridi con droni e missili contro i Paesi Nato”
venerdì, 18 Settembre 2026
2 minuti di lettura

“Non bisogna rispondere alle provocazioni”. Da Oslo ieri Giorgia Meloni ha invitato l’Europa a non cadere nella trappola di una nuova escalation con Mosca. Nelle ultime settimane, ha fatto notare il Presidente del Consiglio, le provocazioni russe si sono moltiplicate e dietro questa strategia ci sarebbe il tentativo di Vladimir Putin di spostare l’attenzione da una guerra in Ucraina che, secondo il Premier, “non sta andando come aveva previsto e promesso al suo popolo”. Il punto, per Meloni, è capire chi avrebbe da guadagnare da un innalzamento della tensione: “Dobbiamo chiederci a chi conviene un’eventuale escalation e agire di conseguenza”, ha detto al termine dell’incontro con il Primo Ministro norvegese Jonas Gahr Støre. La risposta del Premier è netta: reagire alle provocazioni “sarebbe più nell’interesse di Mosca che non dell’Europa”.

Un rappresentante per l’Europa

La linea della prudenza non esclude, nelle parole di Meloni, un ruolo più forte dell’Europa sul terreno diplomatico. Da Oslo il Presidente è tornato sull’ipotesi di un inviato che rappresenti il continente negli eventuali negoziati sull’Ucraina: “Formalizzare chi parla a nome dell’Europa rafforza l’Europa stessa”, ha spiegato. L’obiettivo è dare maggiore peso alla voce europea quando si aprirà uno spazio per il negoziato, senza lasciare che il continente resti ai margini di un confronto che riguarda direttamente la sua sicurezza.

L’allarme di Tusk

Mentre Meloni ha invitato a evitare reazioni che possano alimentare l’escalation, da Varsavia è arrivato un avvertimento più cupo. Il Premier polacco Donald Tusk ha riferito che le informazioni di intelligence indicano la possibilità di “attacchi ibridi con droni e missili” contro i Paesi che sostengono Kiev, Polonia compresa. Tusk ha definito le valutazioni ricevute “molto coerenti e convincenti”. Il timore è che eventuali sconfinamenti nel territorio della Nato possano essere presentati da Mosca come incidenti, con uno scopo preciso: “paralizzare o almeno indebolire la determinazione della Nato” e mettere alla prova la risposta dell’Alleanza.

Varsavia, però, non intende arretrare. Il messaggio del Premier polacco è che a un eventuale tentativo di minare la coesione atlantica seguirebbe una risposta decisa.

Ieri la visita di Meloni a Oslo

Le parole sulla Russia e sull’Ucraina sono arrivate durante la visita ufficiale di ieri di Meloni in Norvegia. Il Presidente del Consiglio ha incontrato Støre a Oslo, dove un Primo Ministro italiano mancava in visita ufficiale da quasi quindici anni. Il colloquio ha avuto al centro la guerra in Ucraina e il sostegno a Kiev, ma il confronto si è allargato alla sicurezza europea, all’energia e alle altre crisi internazionali. Italia e Norvegia, ha ricordato Meloni, intendono continuare a sostenere la resilienza ucraina e una prospettiva negoziale che porti a una pace “giusta e duratura”.

Il Premier ha aperto il suo intervento con il cordoglio dell’Italia per la morte di Re Harald e con gli auguri al nuovo sovrano Haakon. Poi lo sguardo si è spostato sui rapporti tra Roma e Oslo, che Meloni vuole rafforzare oltre il tradizionale legame energetico.

Energia, difesa e materie prime

La Norvegia resta uno dei partner centrali per la sicurezza energetica italiana ed è il quarto fornitore di gas del Paese. Ma il Governo punta ad allargare la collaborazione alle tecnologie avanzate, alle infrastrutture strategiche e alle materie prime critiche. Meloni ha citato il giacimento di Fen come una delle opportunità per costruire filiere “più corte, più sicure, più resilienti agli shock esterni”. Un tema che si lega direttamente all’autonomia strategica europea e alla necessità di ridurre le dipendenze nei settori più sensibili.

Un capitolo ha riguardato anche l’industria della difesa. Italia e Norvegia appartengono alla stessa alleanza atlantica e, secondo il Premier, possono mettere insieme competenze, tecnologie e capacità industriali. Sul tavolo ci sono inoltre cantieristica, spazio e dimensione sottomarina.

Meloni ha voluto allargare lo sguardo anche oltre l’Europa. Italia e Norvegia, ha spiegato, osservano sia l’Africa sia l’Artico e condividono la necessità di non concentrarsi su “un solo fronte, un solo confine”. In una fase in cui crisi e opportunità arrivano da direzioni diverse, la presidente del Consiglio ha indicato proprio questa capacità di guardare “a 360 gradi” come uno dei terreni sui quali rafforzare il rapporto tra Roma e Oslo.

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