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Relazioni internazionali, più Testo unico che Codice

Relazioni internazionali, più Testo unico che Codice

venerdì, 18 Settembre 2026
2 minuti di lettura

Il Consiglio dei ministri del 16 settembre ha approvato in via preliminare il Codice delle relazioni internazionali, sulla base di una legge delega del 2025. Il provvedimento è motivato dall’esigenza indifferibile di ricondurre a un’organica riorganizzazione sistemica un coacervo normativo derivante da quasi sessant’anni di stratificazioni, a partire dal fondamentale D.P.R. 5 gennaio 1967, n. 18 “Ordinamento dell’amministrazione degli Affari esteri”. Quest’ultimo, infatti, pur assumendo la veste esteriore di decreto presidenziale secondo la prassi del tempo, costituisce un atto delegato avente a tutti gli effetti forza di legge primaria.

Le successive stratificazioni legislative e regolamentari hanno generato nel tempo fisiologiche incertezze applicative e anche appesantimenti nella scansione procedimentale dell’azione amministrativa della Farnesina.

Secondo quanto evidenziato nel Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri, l’intervento intende abbracciare l’intero perimetro funzionale del Dicastero – dall’assetto organizzativo e dal personale alla proiezione del “Sistema Italia” (commercio estero, promozione culturale, cooperazione allo sviluppo), sino all’erogazione dei servizi per i cittadini e le imprese all’estero –, coniugando la semplificazione dei regimi vigenti e il superamento delle disparità di trattamento con un’opera di ammodernamento linguistico e di abrogazione di istituti ormai obsoleti.

Riserve sulla tecnica legislativa

Tuttavia, sotto il profilo della tecnica legislativa e della teoria generale del diritto, l’adozione del nomen iuris di “Codice” solleva riserve d’ordine dogmatico. Benché la prassi recente della legislazione delegata ne mostri l’impiego anche per complessi normativi a spiccata vocazione organizzativa – come confermato dal Codice dell’amministrazione digitale o dal Codice dell’ordinamento militare –, nella tradizione giuspubblicistica la codificazione denota primariamente la positivizzazione di un sistema di principi ordinatori autonomi intesi a conformare settori di relazioni intersoggettive o dinamiche di mercato, come testimoniato dal Codice dei contratti pubblici o dal Codice del Terzo settore.

Il testo in esame, al contrario, pur dispiegando riflessi diretti ad esempio sui servizi alla collettività all’estero, rivolge il proprio raggio d’azione in via prevalente all’organizzazione del Ministero, disciplinandone le strutture, i ruoli organici del personale e i regimi di contabilità della rete estera; profili che, per quanto idonei a produrre riflessi indiretti sulle posizioni giuridiche degli amministrati, appartengono al nucleo dell’organizzazione amministrativa. Per preservare il rigore concettuale, si sarebbe dunque rivelata tecnicamente più idonea la veste formale del “Testo unico”, giacché la cogenza sistemica del provvedimento non riposa su una novazione codicistica in senso stretto, bensì su un’imponente opera di ricognizione, epurazione abrogativa e coordinamento compilativo delle fonti previgenti.

A prescindere dall’intitolazione prescelta, la portata dell’operazione conserva un innegabile rilievo, sia sotto il profilo dell’efficienza procedimentale sia sul versante conoscitivo ed ermeneutico. La reductio ad unum delle disposizioni sull’Amministrazione centrale della Farnesina e sulla rete diplomatico-consolare restituisce, infatti, intelligibilità e certezza a una disciplina caratterizzata da una progressiva opacità, offrendo un solido parametro sistematico all’analisi dell’ordinamento speciale del Ministero.

Resta inteso che un vaglio compiuto circa la coerenza intrinseca e il rigore dogmatico del nuovo assetto dovrà essere necessariamente rinviato al momento della divulgazione del testo definitivo, per verificare se l’ambiziosa intenzione di riordino si sia tradotta in un’effettiva e armonica razionalizzazione.

Carlo Curti Gialdino

Carlo Curti Gialdino

Presidente del Seminario Permanente di Studi Internazionali

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