«Un’emergenza di primaria importanza nella vita del nostro Paese». Sergio Mattarella ha scelto la Stanza Rosa dell’ospedale Misericordia di Grosseto per rilanciare l’allarme sulla violenza contro le donne e indicare nella prevenzione uno degli strumenti decisivi per contrastarla. Il Presidente della Repubblica ha richiamato i numeri dei femminicidi, 97 lo scorso anno e 34 nei primi sei mesi di quest’anno, e ha sollecitato un impegno che coinvolga istituzioni e comunità. È il messaggio centrale della tappa pomeridiana in Toscana, secondo appuntamento di una giornata iniziata in mattinata al poligono militare di Monte Romano, dove il Capo dello Stato ha assistito all’esercitazione ‘Aegis 26’.
“La violenza sulle donne è un’emergenza primaria”
A Grosseto Mattarella ha visitato la Stanza Rosa del pronto soccorso, punto di riferimento per le vittime di violenza e luogo simbolo dell’esperienza dalla quale è nato il Codice Rosa. Il Presidente ha parlato di un allarme che resta aperto e che richiede una risposta pubblica: «I numeri sono negativamente significativi». Per il Capo dello Stato il contrasto alla violenza non può fermarsi alla repressione. L’impegno della Repubblica e dell’intera comunità deve puntare anche a impedire che la violenza si produca, attraverso un lavoro sulle sue radici culturali.
Mattarella ha indicato la prevenzione, la formazione e l’educazione come punti essenziali della risposta. Un ruolo centrale spetta alle scuole, chiamate a trasmettere il valore dei rapporti umani e del rispetto. Il Presidente ha richiamato la necessità di superare quel ritardo e quella carenza culturale che stanno alla base della violenza contro le donne. Anche le università, soprattutto sul terreno della formazione professionale, fanno parte di questo percorso.
Il Codice Rosa e il grazie agli operatori
La visita alla Stanza Rosa ha avuto anche un altro significato: esprimere riconoscenza a chi negli anni ha costruito e sviluppato il Codice Rosa. Mattarella ha ricordato i circa quaranta operatori che avviarono l’esperienza nel 2009 e gli oltre ottocento che oggi, secondo quanto riferito dal presidente, lavorano nella rete. Un modello che garantisce una risposta integrata e non si limita all’assistenza sanitaria, ma comprende il sostegno psicologico, familiare e umano.
Il Codice Rosa assicura una presa in carico dedicata alle vittime di violenza, soprattutto donne ma anche bambini, anziani e persone fragili. Dal 2025 comprende anche le persone colpite da crimini d’odio legati a discriminazione e pregiudizio. Il progetto è nato a Grosseto da un’intuizione della dottoressa Vittoria Doretti ed è stato poi esteso in Italia attraverso linee guida nazionali. Durante l’incontro con operatori sanitari e istituzioni, nell’auditorium dell’ospedale Misericordia, un posto è rimasto vuoto in memoria delle vittime di violenza.
La mattina al poligono di Monte Romano
Prima della tappa toscana, in mattinata Mattarella aveva raggiunto il poligono militare di Monte Romano, in provincia di Viterbo, per assistere all’esercitazione ‘Aegis 26’, una delle attività addestrative di ultima generazione dell’Esercito Italiano. Il Capo dello Stato ha seguito le operazioni dalle postazioni di osservazione dell’area addestrativa insieme al Ministro della Difesa Guido Crosetto, ai vertici dello Stato Maggiore della Difesa e dell’Esercito e alle autorità locali. A Monte Romano Mattarella ha richiamato il quadro internazionale, segnato dall’aumento delle conflittualità, dalle guerre e dalle vittime innocenti: «Viviamo una fase storica di particolare criticità», ha detto. In questo scenario, la difesa della pace richiede, secondo il Presidente, uno strumento militare tecnologicamente avanzato, coeso sul piano nazionale e interoperabile con alleati e partner.
Il Capo dello Stato ha richiamato anche la dimensione europea, con l’esigenza di sviluppare sinergie, economie di scala e maggiori capacità comuni.
Il ringraziamento ai militari
Mattarella ha infine rivolto il proprio riconoscimento agli uomini e alle donne dell’Esercito e alle loro famiglie. Ha richiamato i valori di «fedeltà alla Repubblica, di lealtà e onore», che fanno dell’Esercito, nelle sue parole, «un punto di riferimento riconosciuto e credibile per l’intera Italia». Al centro dello strumento militare, ha ricordato il Presidente, resta la persona, con il senso del dovere, il coraggio e lo spirito di sacrificio: «La Repubblica sa di poter contare su tutti voi», ha detto ai militari.





