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Von der Leyen scuote l’Ue: “Uniti o rischiamo di andare in pezzi”. E apre al Canada

Nel discorso sullo Stato dell’Unione la Presidente della Commissione richiama Bruxelles contro disinformazione e spinte antieuropee. Sul tavolo anche sanzioni alla Russia, difesa, Intelligenza Artificiale, migranti e Kids Act: niente social sotto i 13 anni
giovedì, 17 Settembre 2026
4 minuti di lettura

«L’Europa agisca unita o rischia di andare in pezzi». Ursula von der Leyen ha richiamato senza tanti fronzoli o giri di parole l’Unione alla compattezza di fronte alle pressioni esterne, alla disinformazione e alla crescita delle forze antidemocratiche e antieuropee. Nel discorso sullo Stato dell’Unione, tenuto ieri davanti alla plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo, la Presidente della Commissione ha tracciato il profilo di un’Europa più autonoma, capace di difendere i propri interessi e di reagire ai tentativi di divisione che arrivano sia dall’esterno sia dall’interno. Tra le proposte è spiccata l’apertura al Canada come primo membro associato dell’Unione europea. Ma nel lungo intervento hanno trovato spazio anche economia, sicurezza, Intelligenza Artificiale, migrazioni e tutela dei minori sui social.

«Vorrei collaborare con voi per aprire le porte al Canada affinché diventi il primo membro associato dell’Ue», ha affermato von der Leyen alla presenza del Premier canadese Mark Carney. La Presidente ha indicato l’obiettivo di portare il rapporto tra Bruxelles e Ottawa «al massimo livello possibile», attraverso una nuova Alleanza per il Futuro che dovrebbe toccare produzione, tecnologia, difesa, Artico, energia, minerali critici, batterie, intelligenza artificiale, tecnologie quantistiche e sicurezza informatica ed economica.

Il richiamo contro le divisioni

Von der Leyen ha dedicato una parte significativa del suo intervento alle minacce che investono le democrazie europee. Ha citato «tentativi di disinformazione e interferenze straniere volti a dividerci», campagne elettorali condizionate dalla propaganda straniera e teorie del complotto alimentate da video deepfake. La Presidente ha parlato di una vera e propria «guerra cognitiva», capace di sfruttare l’apertura delle società europee per alterare il dibattito pubblico. In questa cornice ha richiamato il Centro per la resilienza democratica, già operativo con gli Stati membri e il Parlamento europeo.

Il rischio, però, non arriva soltanto dall’esterno. «Assistiamo all’ascesa di forze antidemocratiche ed antieuropee», ha avvertito. Von der Leyen ha poi ribadito la necessità di costruire «un’Europa indipendente e capace di agire», con il destino del continente nelle mani degli europei.

L’economia ha retto, ma restano energia e costi

Sul piano economico la Presidente ha sottolineato che l’economia europea ha retto all’impatto dei conflitti in Medio Oriente meglio delle previsioni e che il tasso di disoccupazione resta vicino ai minimi storici. A pesare continuano però i prezzi dell’energia e i costi di finanziamento, con conseguenze su cittadini e imprese. Von der Leyen ha indicato nel rilancio dell’economia una delle priorità dell’Unione e ha fissato il completamento della riforma del mercato unico entro la fine del 2027. Sul fronte della semplificazione ha ricordato che le dodici proposte «omnibus» puntano a ridurre gli oneri amministrativi di circa 17 miliardi di euro l’anno.

IA, l’Europa punta sulle regole

Anche l’Intelligenza Artificiale ha occupato un passaggio centrale del discorso: «L’Ia sta rapidamente diventando un pilastro fondamentale per la nostra economia e la nostra sicurezza», ha osservato von der Leyen, che ha indicato come obiettivo europeo l’impiego dell’IA per migliorare società, qualità della vita e produttività. Accanto alle opportunità la Presidente ha però richiamato i rischi legati ai modelli di frontiera, dagli attacchi informatici ai sistemi capaci di auto-migliorarsi. In questo quadro ha attribuito all’AI Act un ruolo centrale e ha annunciato una collaborazione più stretta con partner come Canada e Regno Unito sulla valutazione dei modelli, sui sistemi di allerta precoce e sulla sicurezza dell’intelligenza artificiale.

Ucraina e difesa, più pressione su Mosca

Sull’Ucraina von der Leyen ha confermato la linea di pressione sulla Russia: «Inaspriremo le nostre sanzioni contro la Russia», ha detto per poi aggiungere che non servono soltanto nuove misure, ma anche un’applicazione più efficace di quelle già esistenti e la chiusura delle vie utilizzate per aggirarle. Sul fronte della sicurezza la Presidente ha rilanciato il progetto di un Consiglio europeo per la sicurezza, con il coinvolgimento di partner quali Ucraina, Regno Unito, Norvegia e Canada. Ha inoltre annunciato un nuovo Strumento europeo per gli abilitatori strategici, in linea con la Nato, con attenzione alla difesa aerea e missilistica, al trasporto strategico, al rifornimento in volo, allo spazio e al cyberspazio.

Migranti, più prevenzione e un piano per i giovani

Sul dossier migratorio von der Leyen ha annunciato il potenziamento dei sistemi di allerta precoce, anche con il contributo dei Paesi terzi, e una maggiore capacità di anticipare le dinamiche online legate ai flussi irregolari. La Presidente ha insistito anche sulle cause profonde delle partenze. Da qui la proposta di una nuova iniziativa mediterranea per competenze e occupazione giovanile, con investimenti destinati a lavoro, formazione e apprendistato.

Kids Act, stop ai social sotto i 13 anni

Tra gli annunci che hanno attirato maggiore attenzione è arrivato anche il Kids Act. Von der Leyen ha prospettato regole diverse in base all’età: «Nessun account personale al di sotto dei 15 anni. Niente social media sotto i 13 anni». Per i ragazzi tra i 13 e i 15 anni non compiuti, la proposta prevede soltanto «mini-account» creati e controllati dai genitori, con funzioni limitate e restrizioni temporali. Per la fascia tra 15 e 18 anni, invece, il «safe design» dovrebbe diventare un obbligo per le piattaforme.

Von der Leyen ha poi attaccato il potere delle grandi aziende tecnologiche e ha spostato su di loro l’onere di dimostrare la sicurezza dei servizi offerti: «Siamo noi a decidere le nostre regole, non le grandi aziende tecnologiche», ha detto dopo aver citato le funzioni che creano dipendenza, i contenuti estremi rivolti ai minori e l’uso dell’Intelligenza Artificiale per produrre immagini a sfondo sessuale a partire dalle foto delle ragazze.

Il richiamo finale alla “casa comune”

Nella parte conclusiva von der Leyen ha riportato il discorso alle radici dell’integrazione europea. In vista del 70esimo anniversario del Trattato di Roma ha annunciato un nuovo Congresso d’Europa, aperto a pensatori, scrittori, artisti, scienziati, cittadini e rappresentanti della società civile: «Le nostre imperfezioni, la nostra diversità e le nostre differenze rimangono», ha ricordato. Proprio queste differenze, ha aggiunto, fanno dell’Europa «la nostra casa comune».

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