Inserire nella prossima Legge di Bilancio una norma che riconosca come usurante il lavoro svolto in banchina e a bordo delle navi. È la richiesta della Filt Cgil nazionale, che sollecita Governo e Parlamento a intervenire sulle condizioni previdenziali di portuali e marittimi. Il sindacato richiama le caratteristiche delle due professioni: turni sulle 24 ore, condizioni meteorologiche estreme, movimentazione di merci pericolose, carichi intensi e, per chi lavora sulle navi, lunghi periodi lontano da casa. Condizioni che, secondo la Federazione dei Trasporti della Cgil, non possono essere equiparate a quelle di un lavoro ordinario.
La Filt chiede uno stanziamento strutturale che permetta l’accesso anticipato alla pensione, la piena copertura previdenziale e criteri certi che tengano conto della gravosità delle mansioni.
L’ipotesi mobilitazione
Il sindacato esclude di accettare nuovi rinvii e ricorda il ruolo svolto da portuali e marittimi anche durante la pandemia per garantire la continuità della logistica e l’approvvigionamento dei beni essenziali. Senza risposte nella manovra, la categoria si dice pronta ad aprire una nuova fase di mobilitazione nei porti e sulle navi.





