0
Droni russi sconfinano in Polonia, Tusk convoca il team di coordinamento

Mattarella: “Le tensioni elettorali non oscurino i problemi dei cittadini”

venerdì, 31 Luglio 2026
3 minuti di lettura

Sergio Mattarella ha scelto la cerimonia del Ventaglio per rivolgere un richiamo alla politica. Ieri dal Quirinale, davanti ai rappresentanti della stampa parlamentare, ai direttori dei quotidiani e delle agenzie, il Presidente della Repubblica ha chiesto ai Partiti di non perdere di vista la vita quotidiana degli italiani: “Mi auguro che le tensioni elettorali, ancora, per la verità, piuttosto intempestive, non sottraggano attenzione ai problemi che riguardano la vita quotidiana dei nostri concittadini”, ha detto.

Ha poi auspicato un confronto “nel reciproco rispetto”, senza “inopportuna aggressività verbale”, spesso immotivata e controproducente. Il Capo dello Stato ha mantenuto la distanza imposta dal proprio ruolo: “Non mi compete intervenire nelle dinamiche parlamentare”, ha precisato, e non ha espresso valutazioni sui progetti legislativi ancora all’esame delle Camere. Ha però indicato una priorità: la partecipazione democratica. Mattarella non ha nascosto “la preoccupazione” per il crescente astensionismo, che avrebbe dovuto rappresentare “il punto di attenzione principale per tutte le parti politiche, al di sopra di qualsiasi altro aspetto”.

Uno dei passaggi più netti ha riguardato le norme costruite sull’onda di singoli episodi. Senza citare il caso Roggero, il Presidente ha fissato un principio: “In una società civilmente ordinata, rassicurante per i cittadini, i comportamenti individuali devono rispettare le regole comuni, quelle della Legge”.

Il percorso inverso, ha avvertito, avrebbe prodotto un effetto opposto a quello annunciato. Se le regole fossero state adattate “di volta in volta, di caso in caso” ai comportamenti individuali, “non si rafforza la sicurezza, ma si decide l’abdicazione dello Stato”.

Violenza politica

Mattarella ha poi dedicato parole dure alla violenza politica. Ha definito “inammissibile” quanto accaduto in Val di Susa e ha escluso che una posizione minoritaria potesse offrire una giustificazione al ricorso alla forza: “La violenza è un virus letale per la democrazia e per la vita sociale”, ha ammonito. La condanna ha investito chi la pratica, chi la esalta e chi tenta di assolverla: “Aggredisce la Costituzione chi la pratica, chi la predica, chi la giustifica”.

Il Presidente ha collegato questo clima al rifiuto dell’ascolto. Ha richiamato “una sorta di rifiuto sdegnato non di condividere ma di ascoltare le opinioni altrui”, dal quale nasce “un clima di reciproca intolleranza, di avversione fanatica”capace di seminare nuovi germi di violenza. Il problema, nel suo ragionamento, non ha riguardato soltanto l’ordine pubblico, ma la qualità stessa della convivenza democratica.

Lo sguardo si è poi spostato fuori dai confini nazionali. Mattarella ha difeso il sistema multilaterale, pur riconoscendo la necessità di una riforma che lo dotasse di strumenti adatti al mondo contemporaneo. All’Europa ha assegnato un compito centrale.

L’Unione, ha ricordato, ha trasformato un continente “lacerato per secoli da contrasti e guerre sanguinose” nella più vasta area di pace e sviluppo comune. Per questo ha potuto offrire “un modello di relazioni internazionali alternativo alla pratica degli scontri commerciali o purtroppo militari”.

Sicurezza comune

Non sono mancate le critiche. Mattarella ha giudicato “un grave errore” l’abbandono dell’ipotesi di una nuova Convenzione europea per la riforma dei Trattati e ha sollecitato “una seria e coraggiosa riflessione”. Ha poi difeso il progetto di una sicurezza comune: “La sua realizzazione non rappresenta una minaccia per nessuno, non mira alla guerra: al contrario è strumento per garantire la pace”.

Il quadro internazionale, ha osservato, ha mostrato un arco di crisi dal Mediterraneo al Golfo, fino alla guerra nel cuore dell’Europa. Sul tema delle migrazioni il Presidente ha condiviso il richiamo di Leone XIV e ha respinto la gestione affidata all’emergenza.

Ha parlato della “insuperabile necessità di accantonare la logica dell’emergenza”, ormai “del tutto improduttiva”, e di costruire una strategia di Governo “possibile e sostenibile”. Ha chiesto attenzione per chi arriva, ma anche per chi lascia l’Italia: “I numerosi nostri giovani che si trasferiscono all’estero non per scelta ma per necessità”.

La parte finale ha riguardato l’informazione. Mattarella ha definito “difficilmente comprensibile” il ritardo italiano nell’applicazione delle indicazioni europee sulla libertà dei media e ha chiesto di porre rimedio alla paralisi della Commissione parlamentare di vigilanza sulla Rai: “Libertà, informazione, democrazia sono co-essenziali”, ha ribadito. Quando il lavoro dei cronisti viene impedito, ha aggiunto, “non si tratta di aggressioni a singoli professionisti bensì di un vulnus recato a tutti noi perché la libertà è un bene indivisibile”.

Intelligenza Artificiale

Un ultimo monito ha riguardato l’Intelligenza Artificiale. Mattarella ha parlato di “cloni di notizie, prodotti artificialmente da macchine”, destinati a moltiplicarsi sul web senza alcuna verifica. Ha quindi posto due domande: “Di quali fatti sono testimonianza?” ed “Esiste forse informazione senza i giornalisti?”.

La risposta è arrivata subito dopo: “L’informazione non è clone di sé stessa. Non è la caricatura della pecora Dolly”. Il Presidente ha ricordato anche gli errori già accumulati dagli strumenti automatici e ha ricondotto il tema a un valore essenziale: “Da una informazione libera, indipendente, approfondita dipendono convinzioni e valori delle persone”. E, con essi, “un valore prezioso che si chiama libertà”.

Mattarella ha concluso la cerimonia con la consegna del Ventaglio ‘Speranza’, realizzato da Piero Malatesta Piano, allievo dell’Accademia di Belle Arti di Bologna: “Desidero rivolgere i complimenti al suo autore”, ha detto prima degli auguri per la pausa estiva.

Lascia un commento

Your email address will not be published.

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:

Potrebbero interessarti

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”

“Una pace negoziata è meglio di una guerra senza fine”.…

“Torna l’antisemitismo, ma l’Italia non lo tollererà. Non negare ad un altro popolo il diritto ad uno Stato”

Ha richiamato l’attenzione sulla pericolosità delle ideologie legate alla superiorità…