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DONALD J. JOHN TRUMP PRESIDENTE USA

Raid russi sull’Ucraina, quattro morti nel Kherson. Trump frena sulla produzione dei Patriot

sabato, 1 Agosto 2026
2 minuti di lettura

Quattro persone sono state uccise e altre quattro ferite ieri negli attacchi russi contro la regione meridionale di Kherson. Secondo la procura locale, droni e bombe guidate hanno colpito abitazioni, attività commerciali e infrastrutture civili in diversi centri dell’area, parzialmente occupata dalle forze di Mosca.Nella notte la Russia ha lanciato contro l’Ucraina 255 velivoli senza pilota, tra droni d’attacco Shahed, Gerbera e Italmas e apparecchi utilizzati come esche. L’Aeronautica ucraina ha riferito di averne abbattuti o neutralizzati 195, grazie all’impiego di caccia, batterie antiaeree, sistemi di guerra elettronica e unità mobili. Ventidue droni hanno tuttavia raggiunto gli obiettivi in 14 località, mentre frammenti dei mezzi intercettati sono caduti in altre quattro zone.

Zelensky: “missili nordcoreani”

Il presidente Volodymyr Zelensky ha denunciato anche il ritorno dei missili balistici forniti da Pyongyang. Secondo le valutazioni preliminari di Kiev, nell’attacco contro Radushne, vicino a Kryvyj Rih, sarebbe stato utilizzato un ordigno nordcoreano. Nel bombardamento è stata uccisa un’intera famiglia di sei persone, tra cui quattro minori. “Per la prima volta dopo molto tempo i russi hanno impiegato un missile proveniente dalla Corea del Nord”, ha dichiarato Zelensky, precisando che sono ancora in corso accertamenti tecnici. Il presidente ucraino ha chiesto nuovi intercettori e maggiore pressione internazionale su Mosca: “Non bastano la solidarietà e le condanne: servono missili per la difesa aerea”.

Trump frena sui Patriot

Proprio sulla difesa antiaerea è però arrivata una frenata da Washington. In un’intervista al Financial Times, Donald Trump ha dichiarato di non avere ancora deciso se autorizzare la produzione in Ucraina degli intercettori Patriot, una delle principali richieste avanzate da Zelensky durante il recente incontro alla Casa Bianca. “È un’arma straordinaria e dobbiamo fare molta attenzione a chi concediamo la licenza. Normalmente non autorizziamo la produzione di queste tecnologie”, ha affermato il presidente americano, spiegando che la questione è ancora “al vaglio”. Le parole segnano un arretramento rispetto alla disponibilità manifestata nelle scorse settimane, quando Trump aveva aperto alla concessione delle licenze. Kiev ha già avviato colloqui con Lockheed Martin e RTX, produttrici del sistema e dei relativi missili intercettori.

Colpita una società americana a Kiev

A rendere ancora più delicato il dossier è il bombardamento di una fabbrica di droni appartenente a Terminal Autonomy, società statunitense registrata nel Delaware. Lo stabilimento, distrutto la scorsa settimana a Kiev da un missile russo, produceva i droni d’attacco AQ-400 Scythe e AQ-100 Bayonet, progettati per resistere ai sistemi di disturbo elettronico di Mosca. Secondo il Guardian, si tratterebbe della prima azienda americana del settore militare direttamente colpita in Ucraina dall’inizio della guerra. Non sono state segnalate vittime. Il ministero della Difesa russo ha inoltre rivendicato attacchi contro infrastrutture per il carburante e quattro navi mercantili che, secondo Mosca, trasportavano rifornimenti militari nella regione di Odessa: una nei porti di Odessa e Pivdennyi e due nel tratto di mare a sud del capoluogo. Le affermazioni russe non sono state verificate in modo indipendente. Reuters ha confermato che Mosca ha rivendicato raid contro impianti militari e almeno tre navi, precisando però di non aver potuto accertare la natura dei carichi.

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