Ignazio La Russa ha aperto il dossier Quirinale, ma nello stesso tempo ha escluso che Giorgia Meloni coltivi oggi l’idea di una candidatura alla presidenza della Repubblica. Ieri alla cerimonia del Ventaglio, promossa dall’Associazione stampa parlamentare, il Presidente del Senato ha respinto l’ipotesi di un progetto già in corso, senza però nascondere il proprio giudizio sul Premier: “Al momento non ci pensa nemmeno”, ha chiarito. Subito dopo ha aggiunto che una figura come Meloni potrebbe rappresentare “un grande vantaggio per l’Italia”. Per La Russa, l’eventualità che un esponente della Destra arrivi al Colle non può costituire un tema proibito.
Il Presidente di Palazzo Madama ha rivendicato la piena adesione alla Costituzione da parte della Destra italiana e ha ricordato di essere pronto a difenderne la prima parte “anche scendendo in piazza”. A suo giudizio, il tabù nasce da chi considera alcuni incarichi istituzionali appannaggio esclusivo di determinate aree politiche.
Bene Tajani, no a Vannacci
La cerimonia gli ha offerto anche l’occasione per riflettere sul confine tra ruolo istituzionale e opinioni personali. La Russa ha spiegato che il Presidente del Senato può affrontare questioni che superano le competenze formali dell’incarico, purché mantenga un equilibrio tra responsabilità parlamentare e libertà di giudizio. Nel confronto interno al Centrodestra, La Russa ha scelto Antonio Tajani. Alla domanda su chi salverebbe tra il leader di Forza Italia e Roberto Vannacci, ha risposto che Tajani “non si butta mai giù dalla torre”, perché rappresenta un amico e una risorsa per la democrazia e per la coalizione.
Più duro il giudizio sull’ex Generale. Il Presidente del Senato ha contestato la posizione di Vannacci sul femminicidio e ha difeso l’introduzione di una fattispecie specifica. Di fronte all’alto numero di donne uccise da uomini che affermano di amarle, secondo La Russa non bastava richiamare le norme esistenti: serviva un segnale politico e giuridico capace di affermare che lo Stato sta dalla parte delle vittime. Ha definito “clamoroso” l’errore di chi non ha compreso questa esigenza e ha richiamato il rispetto della donna tra i principi della Destra. La Russa ha inoltre criticato la competizione su chi rappresenti la componente più autentica dello schieramento: “Questa gara a chi è più di Destra non la capisco”. Pur riconoscendo a Vannacci rispetto politico, ha avvertito che proclamarsi “vera Destra” raramente porta fortuna.
Fondi per la difesa e Roggero
Sul ricorso ai fondi per la difesa il Presidente del Senato ha ridimensionato le polemiche. Ha ricordato che Guido Crosetto aveva già avanzato la richiesta di accedere a risorse consistenti, con la possibilità di utilizzarne soltanto una parte. La procedura, a suo avviso, non presenta elementi eccezionali e potrebbe anche non tradursi in un impiego massiccio delle somme disponibili. La Russa ha affrontato poi il tema della legittima difesa. Da avvocato, ha giudicato criticabile l’entità della pena dato al gioielliere Roggero, ma ha riconosciuto la correttezza giuridica della decisione nella parte in cui escludeva la scriminante: l’attuale normativa non comprende il caso di chi esce da un luogo sicuro e insegue l’aggressore.
Per il futuro ha proposto una modifica dell’eccesso colposo di legittima difesa. Una nuova previsione, secondo la sua impostazione, dovrebbe considerare le condizioni psicologiche della persona che reagisce dopo un’aggressione e consentire una valutazione diversa rispetto alle regole attuali.
Vigilanza Rai e ordine pubblico
Ampio spazio anche alla Vigilanza Rai. La Russa ha auspicato una proposta di mediazione prima della pausa estiva e rivendica una lunga esperienza nella ricerca di punti di equilibrio tra posizioni distanti. Ha però escluso forzature sul piano regolamentare: un emendamento giudicato non proponibile dagli uffici, ha affermato, verrà quasi certamente dichiarato tale. La maggioranza, qualora lo ritenga necessario, potrà presentare un nuovo testo privo dei profili di inammissibilità. Sul tema dell’ordine pubblico il Presidente del Senato ha richiamato la necessità di una risposta unitaria contro gli attacchi allo Stato. Pur senza qualificare gli episodi come terrorismo, li ha descritti come fenomeni che ne richiamano alcune caratteristiche. Da qui la difesa di una nuova figura di reato, pensata per mostrare che le istituzioni non arretrano.
La Russa ha rivolto un invito anche alle forze politiche e agli amministratori locali. Con riferimento agli eventi di Bologna, ha giudicato azzardata la scelta di indire una manifestazione prima dell’autopsia e degli interrogatori. Ha riconosciuto la buona fede degli organizzatori, ma ha chiesto a tutti di valutare il rischio di offrire, anche senza intenzione, un incoraggiamento a comportamenti violenti.





