Confcommercio accoglie con favore l’intesa raggiunta da Cgil, Cisl e Uil sulla proposta di accordo quadro in materia di rappresentanza e modello contrattuale. L’accordo, che punta a definire regole comuni per il settore privato, affronta temi centrali come la misurazione della rappresentanza sindacale, la titolarità della firma dei contratti, la crescita dei salari e il contrasto ai fenomeni di dumping contrattuale.
Lusetti: c’è una strada maestra
Per il vicepresidente di Confcommercio con delega alla Contrattazione, Mauro Lusetti, “l’intesa raggiunta da Cgil, Cisl e Uil rappresenta un buon risultato per il rafforzamento delle nostre relazioni sindacali”. “In un momento di profonde trasformazioni digitali, ecologiche e organizzative”, osserva Lusetti, “mettere al centro la certezza delle procedure negoziali, la misurazione della rappresentanza e il contrasto ai fenomeni di dumping contrattuale è una priorità assoluta che condividiamo pienamente. È la strada maestra per valorizzare il lavoro di qualità e tutelare la competitività delle imprese sane”.
Trovato un punto di partenza
Secondo Confcommercio, il documento sottoscritto dalle tre confederazioni sindacali può rappresentare il punto di partenza per una nuova stagione di confronto tra le principali organizzazioni datoriali, con l’obiettivo di rafforzare e modernizzare il sistema delle relazioni industriali.
Accordi ed ambiti settoriali
“Il nostro obiettivo comune deve essere quello di costruire un moderno modello di relazioni sindacali”, prosegue Lusetti, “Tuttavia, per essere davvero efficace, la futura architettura contrattuale non potrà prescindere da un approccio flessibile e sartoriale. Gli accordi interconfederali dovranno saper cogliere le reali peculiarità e le profonde specificità dei singoli ambiti settoriali”.
Le differenze tra commercio e turismo
Il vicepresidente di Confcommercio sottolinea, in particolare, le differenze tra i comparti economici: “Per il mondo del Terziario, dei Servizi, del Commercio e del Turismo, ad esempio, le esigenze di flessibilità e le dinamiche di produttività sono profondamente diverse da quelle del settore manifatturiero”. “Confcommercio”, conclude Lusetti, “è pronta a fare la sua parte per costruire un sistema di regole chiare, omogenee e misurabili, convinta che solo attraverso una forte valorizzazione della bilateralità e della contrattazione di settore si possano governare con successo le transizioni occupazionali e sostenere la crescita dei salari”.





