Il Pnrr resta una grande occasione per il Paese, ma il suo bilancio non può essere chiuso adesso. Daniela Fumarola, Segretaria generale della Cisl, sceglie Firenze per indicare il punto politico e sociale della fase che si apre: non disperdere gli investimenti, costruire il dopo Piano nazionale di ripresa e resilienza, affrontare il nodo dei salari e della qualità del lavoro. A margine di una iniziativa nella sede della Cisl Toscana, Fumarola richiama il valore del percorso avviato dopo il Covid.
Il Piano, afferma, “è stata una grandissima occasione”, anche se “non possiamo fare una valutazione nel merito” perché l’esito complessivo non è ancora misurabile. Il sindacato, però, registra “un grande attivismo degli enti locali” e investimenti messi in campo sui territori.
Il rischio, secondo la leader della Cisl, è tornare indietro. Sarebbe “devastante” per due ragioni: da un lato significherebbe non dare una risposta compiuta alla necessità di sviluppo nata dopo la pandemia; dall’altro peserebbe sulle nuove generazioni, perché una parte delle risorse dovrà essere restituita.
Il richiamo
Da qui il richiamo a una nuova alleanza tra istituzioni, imprese e parti sociali. Fumarola parla di convergenze già registrate, “a partire dal presidente del Consiglio Meloni” e dalle controparti datoriali. L’obiettivo, spiega, è mettere da parte i particolarismi e concentrare le energie su crescita del Paese, stabilizzazione dell’occupazione, soprattutto per giovani e donne, e tenuta del tessuto produttivo industriale. Il problema non riguarda la quantità dei posti di lavoro, ma la loro qualità. “Abbiamo un problema di crescita dei salari, della produttività e della qualità dell’occupazione”, sottolinea Fumarola.
Per questo la Cisl chiede anche un’Europa capace di “risvegliarsi” e di riscoprire la propria natura sociale.
Il tema si intreccia con la vertenza industriale toscana. Lo sciopero dei settori industriali della regione, in programma il 9 luglio e promosso dai sindacati di base con una manifestazione, viene definito da Fumarola “assolutamente necessario” per riportare attenzione su una questione che non riguarda soltanto la Toscana. Difendere il manifatturiero, osserva, significa tutelare l’economia nazionale, i lavoratori, le professionalità, le imprese e i territori.
Filiere produttive
La richiesta è una politica industriale adeguata alle filiere produttive. Per la Cisl, la difesa del manifatturiero non è una battaglia simbolica, ma una scelta legata alla tenuta sociale ed economica del Paese. Fumarola interviene anche sul dossier Mps e sulla possibile acquisizione da parte di Intesa Sanpaolo. La Cisl non si dice contraria ad acquisizioni, allargamenti o fusioni, ma pone una condizione netta: non devono avvenire “sulla pelle dei lavoratori, dei territori e dei correntisti”. Il Monte dei Paschi, ricorda, rappresenta un fattore identitario per Siena e per la Toscana. Per questo il sindacato chiede di partecipare ai tavoli che definiranno il futuro delle persone coinvolte.
Più in generale la Segretaria Cisl segnala il progressivo arretramento della presenza bancaria nei territori. La desertificazione degli sportelli, avverte, non aiuta i lavoratori e lascia isolate le comunità. La valutazione delle operazioni bancarie non può quindi limitarsi agli aspetti tecnici, ma deve includere l’impatto sociale su famiglie, imprese e correntisti.
Politica
Fumarola guarda con preoccupazione al rischio che nei prossimi mesi il dibattito sulla legge elettorale prenda il posto dell’economia reale. “Vorremmo evitare una lunghissima campagna elettorale”, afferma. Il Paese, aggiunge, non può permettersi distrazioni: servono stabilità, sicurezza e prospettiva.





