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Ucraina, cresce la pressione russa: attacchi alle infrastrutture e fronte caldo nel Donbass

Dai raid contro il settore energetico alle difficoltà ucraine nell’area di Sloviansk e Kramatorsk. Londra sollecita maggiori aiuti militari. Kiev denuncia il possibile invio di migliaia di soldati nordcoreani in Russia
lunedì, 10 Agosto 2026
2 minuti di lettura

“Negli ultimi giorni l’intensità degli attacchi nemici contro le infrastrutture petrolifere e del gas è aumentata in modo significativo. È evidente che l’obiettivo del nemico è infliggere il massimo danno alla produzione ucraina e alle altre infrastrutture critiche, impedendo i preparativi per la stagione di riscaldamento. La nostra priorità è salvaguardare la vita delle persone e continuare a lavorare, anche in circostanze così difficili”. Lo afferma Serhiy Fedorenko, presidente ad interim del Gruppo Naftogaz, la società nazionale ucraina del petrolio e del gas. Sul campo di battaglia cresce la pressione delle forze russe su Sloviansk e Kramatorsk, due città strategiche nella parte del Donetsk ancora sotto controllo ucraino.

L’avanzata di Mosca

Zelensky, dopo un incontro con il comandante in capo Mikhail Drapaty, ha riconosciuto le “difficoltà” incontrate dall’esercito nell’area di Sloviansk, annunciando il rafforzamento delle difese. La svolta a favore di Mosca, dopo una lunga fase di stallo, sarebbe arrivata con la conquista di Konstantinovka, che ha aperto la strada verso Sloviansk e Kramatorsk e in direzione di Dobropolye.

I droni sulle città ucraine

Anche Dnipro è stata colpita da droni russi. Le esplosioni in città si sono verificate quasi contemporaneamente a quelle di Kiev, ha riferito il capo dell’amministrazione locale Oleksandr Ganzha. L’allerta resta alta nelle regioni di Kiev, Chernihiv, Sumy, Dnipropetrovsk, Kherson, Zaporizhia e Donetsk.

Sul fronte arrivano i soldati nord coreani

Sul fronte internazionale, Zelensky ha affermato che fino a 50mila soldati nordcoreani potrebbero essere schierati in Russia per combattere al fianco di Mosca.

Il presidente ucraino ha dichiarato che “è stata presa la decisione di schierare da 30.000 a 50.000 nordcoreani sul territorio russo”, una stima superiore a quella fornita a luglio. Kiev, ha aggiunto, avrebbe inoltre rinvenuto sul territorio ucraino alcuni missili nordcoreani. “La Corea del Nord continuerà ad acquisire esperienza nella guerra moderna, a ricevere licenze dalla Russia e a ottenere da essa ogni tipo di equipaggiamento militare”, ha affermato Zelensky, chiedendo alla Corea del Sud un sostegno più consistente alla difesa aerea ucraina. “Siamo pronti a lavorare sull’accordo sui droni e anche in altri settori”. Un funzionario dell’intelligence militare ucraina ha inoltre riferito a Reuters del possibile dispiegamento nella Russia occidentale di un’unità missilistica nordcoreana, potenzialmente dotata di 120 missili balistici e sei lanciatori.

Sostegno della Gran Bretagna a Kiev

Dal Regno Unito arriva intanto un appello a rafforzare la difesa aerea ucraina. Il ministro della Difesa Wes Streeting, dopo una visita a Kiev, ha sollecitato la fornitura dei missili richiesti da Zelensky, a partire dai sistemi Patriot di produzione statunitense. Secondo Streeting, gli aiuti devono arrivare “prima dell’inverno”, considerando i danni provocati dai missili russi alle centrali termoelettriche ucraine. “L’inverno non è più una stagione, è un’arma”, ha scritto il ministro britannico, secondo cui Londra.

L’Ucraina acquista missili dalla Turchia

Sul fronte delle forniture militari, documenti del Congresso degli Stati Uniti indicano che l’Ucraina avrebbe acquistato dalla Turchia un consistente quantitativo di equipaggiamento di fabbricazione americana. Il pacchetto comprenderebbe 70 missili M39 Atacms, 12 sistemi lanciarazzi multipli M270 Mlrs, oltre 2.000 munizioni a grappolo e 47mila proiettili per obici. Il trasferimento dovrebbe iniziare alla fine di agosto. Gli Atacms sono missili balistici superficie-superficie prodotti da Lockheed Martin; la versione M39 ha una gittata di circa 165 chilometri.

Kiev attaccheremo logistica Russa

Zelensky ha poi minacciato una risposta più dura agli attacchi russi contro la logistica civile ucraina. “Finora Kiev ha risposto agli attacchi russi contro la logistica civile ucraina con attacchi contro obiettivi militari”. ha dichiarato in un’intervista a United News, “ma se Mosca continuerà, riceverà attacchi più forti in risposta contro la logistica russa”.

Nessun ritiro dal Donbass

Zelensky ha ribadito che l’Ucraina non intende ritirarsi dal Donbass. “Putin non otterrà la vittoria in Ucraina, deve conquistare il Donbass, perché non ci ritireremo da soli”, ha dichiarato. Il presidente ucraino ha quindi evocato un possibile maggiore coinvolgimento degli Stati Uniti nel caso in cui Mosca decidesse di proseguire la guerra: “Se Putin continua l’aggressione, l’America si unirà alla lotta per noi, farà quello che sta facendo ora in Medio Oriente”.

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