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Migranti, Berlino riapre il fronte con Roma: “Ripartono i trasferimenti in Italia”

La Germania richiama le regole di Dublino e gli accordi del 2025. Tajani conferma lo stop a Schengen con la Spagna fino al 15 agosto: “Terrorismo e clandestinità sono rischi da non sottovalutare”
lunedì, 10 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Si allarga, e neanche di poco, il confronto europeo sui migranti. Dopo lo scontro tra Italia e Spagna sui controlli alle frontiere, adesso Berlino ha riaperto il dossier dei richiedenti asilo e ha annunciato che, con il nuovo Patto europeo entrato in vigore il 12 giugno, dovranno ripartire i trasferimenti verso Italia e Grecia secondo le regole sulla competenza nell’esame delle domande. Una procedura che, nel caso italiano, non si applica dal 2022.

Il Governo tedesco ha legato il ritorno dei trasferimenti al funzionamento del Sistema europeo comune di asilo, il Seca: “Il funzionamento del sistema di Dublino è una condizione imprescindibile per il successo” del nuovo meccanismo, ha spiegato un portavoce del ministero dell’Interno tedesco. Berlino si aspetta quindi che tornino le procedure verso i due Paesi mediterranei.

Il principio riguarda i migranti che hanno raggiunto la Germania dopo l’ingresso nell’Unione attraverso un altro Stato membro. Le norme europee stabiliscono i criteri per individuare il Paese competente a esaminare la richiesta di protezione internazionale. Per Berlino, l’avvio del nuovo sistema deve coincidere anche con il ritorno delle procedure rimaste ferme negli ultimi anni.

Berlino richiama gli accordi con Roma e Atene

Il ministero dell’Interno tedesco ha ricordato il lavoro svolto per modificare le regole sui trasferimenti attraverso il regolamento sulla gestione dell’asilo e della migrazione, che ha preso il posto del regolamento di Dublino III. Le nuove disposizioni comprendono modalità definite come “vincolanti e praticabili” per gli Stati membri e un quadro giuridico per i trasferimenti volontari. Il relativo regolamento di esecuzione è operativo dal 12 giugno 2026, data di entrata in vigore del Seca. Berlino ha richiamato inoltre gli accordi bilaterali raggiunti nell’autunno del 2025.

Secondo il ministero tedesco, Italia e Grecia avevano accettato il ritorno delle procedure previste dal sistema di Dublino a partire dall’avvio del nuovo Patto europeo. Le intese riguardano l’applicazione della procedura per stabilire quale Stato abbia la competenza sulle singole domande.
Resta da capire quale sarà la dimensione del fenomeno. Il governo tedesco non ha fornito una stima: il numero delle persone interessate dipenderà da diversi fattori e, secondo il portavoce, non è possibile formulare previsioni. Berlino non ha comunicato neppure informazioni sui singoli casi o sui dettagli operativi.

Tajani: “Rischio terrorismo”

Il nuovo fronte con la Germania si è aperto mentre resta alta la tensione tra Roma e Madrid dopo la crisi migratoria di Ceuta. L’Italia ha sospeso temporaneamente la libera circolazione per aerei e navi provenienti dalla Spagna, mentre Madrid ha risposto con controlli sui viaggiatori in arrivo dal nostro Paese. Il Ministro degli Esteri Antonio Tajani ha escluso un passo indietro prima di Ferragosto: “Il rischio terrorismo e il rischio di immigrazione clandestina non possono essere sottovalutati”, ha dichiarato al Gr Radio Rai.
La misura resterà quindi in vigore fino al 15 agosto: “Dopo, quando la situazione sarà tornata alla normalità, siamo pronti a ripristinare la situazione precedente”, ha precisato il titolare della Farnesina.

Il dossier su Ceuta e l’allarme sicurezza

Sul confronto con la Spagna pesa anche il quadro relativo a Ceuta. Secondo quanto riportato dal ‘Corriere della Sera’, un dossier di intelligence arrivato a Palazzo Chigi, elaborato anche sulla base di informazioni condivise dai servizi spagnoli, avrebbe segnalato un rischio legato al possibile sfruttamento dei flussi irregolari da parte di gruppi terroristici. Il documento, secondo la ricostruzione, avrebbe evidenziato tentativi di utilizzare le vulnerabilità prodotte dalle migrazioni clandestine. Le forze di polizia locali hanno alzato il livello di attenzione e rafforzato le attività di controllo per prevenire rischi per la sicurezza.

Il governo spagnolo ha annunciato misure ai confini e una maggiore collaborazione con le autorità marocchine. Il piano prevede tecnologie di sorveglianza e una presenza più consistente delle forze di sicurezza. L’attenzione dei servizi italiani si concentra anche sui messaggi circolati sui social in vista di un possibile nuovo afflusso entro il 15 agosto. Nelle chat private di WhatsApp collegate ad alcuni gruppi Facebook sotto osservazione sarebbero comparsi inviti ad anticipare a oggi iniziative previste per domani.

Gasparri: “L’Italia fa bene a tenere alta la guardia”

Sul caso Ceuta è intervenuto anche il Presidente della Commissione Affari Esteri e Difesa del Senato, Maurizio Gasparri, che ha sostenuto la linea dellʼesecutivo italiano: “Fa bene il Governo a tenere alta la guardia sulla situazione di Ceuta e sul comportamento complessivo della Spagna”. Gasparri ha parlato di notizie “allarmanti” e di una possibile nuova pressione migratoria dal Marocco. Secondo il Senatore, il “tam-tam di notizie e di annunci” richiede attenzione e severità.

Il Presidente della Commissione ha poi attaccato la politica migratoria del Premier spagnolo Pedro Sánchez, accusato di aver favorito una linea troppo permissiva attraverso le maxi-sanatorie. Gasparri ha ricordato infine la richiesta avanzata dall’Italia negli ultimi anni all’Europa: regolare i flussi di ingresso, rafforzare i controlli e rendere più efficaci le procedure di espulsione.

Magi: “Tornano muri e confini”

Di segno opposto la posizione del Segretario di Più Europa Riccardo Magi, che ha criticato la decisione del Governo Meloni di sospendere Schengen nei confronti della Spagna. Secondo Magi la scelta italiana avrebbe innescato “una reazione a catena”, prima con l’aumento dei controlli decisi da Madrid e ora con la prospettiva dei trasferimenti dalla Germania verso l’Italia. “Tornano muri e confini”, ha aggiunto.

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