Un congresso straordinario a ottobre per discutere il futuro della Lega e verificare la fiducia nei confronti del segretario. Matteo Salvini ha scelto il palco di Pontida per rilanciare l’unità del partito e mettere sul tavolo le prossime battaglie politiche, dalla legge di Bilancio al Green Deal, fino alla candidatura di Silvia Sardone a Sindaco di Milano: “La Lega non ha padroni e la Lega non è in vendita. Si vince uniti e la Lega è e sarà più unita che mai”, ha scandito il vicepremier e ministro dei Trasporti, che ha rivolto anche un ringraziamento a Umberto Bossi e Roberto Maroni per avere “risvegliato identità, popolo e coscienze”. Il passaggio centrale riguarda gli equilibri interni. Salvini ha annunciato la convocazione per domani del Consiglio federale a Milano, al quale proporrà un congresso straordinario nel mese di ottobre. L’obiettivo dichiarato è “decidere insieme” e poi procedere “uniti e compatti”. Il Segretario ha chiesto che eventuali discussioni e problemi vengano affrontati nelle sedi del partito, non “in piazza, sui giornali o nelle televisioni”, perché, ha sostenuto, “la Lega è immortale, è il suo popolo e non le singole persone”.
Al congresso Salvini intende sottoporre anche la propria leadership alla verifica dei militanti: “Chiederò al consiglio federale e al congresso se avrò la vostra fiducia e sostegno”, ha dichiarato, assicurando che, in caso di risposta positiva, continuerà a mettere “impegno, vita e passione” al servizio di una Lega “forte, unita e vincente”. Il leader leghista ha escluso aperture verso chi, a suo giudizio, avrebbe attaccato il movimento dopo avere compiuto altre scelte politiche. “Certa gente non ha ideali ma è solo a caccia di poltrone e non le troverà a casa nostra”, ha affermato. Ha poi indicato come obiettivo quello di mantenere “un’unica strada” e “un’unica voce”, sostenendo che il partito non possa “prestare il fianco” alla Sinistra.
Manovra, Quota 64 e contributo delle banche
Sul fronte economico Salvini ha chiesto ai militanti un mandato per portare al tavolo della prossima legge di Bilancio una serie di proposte. Tra queste ha indicato il “superamento definitivo” della legge Fornero attraverso Quota 64, una riduzione delle tasse sugli stipendi dei giovani, l’aumento della flat tax per artigiani e commercianti e un contributo a carico delle grandi banche italiane. Lo stesso passaggio ha toccato anche le politiche europee. Secondo Salvini occorre andare “a combattere in Ue a testa alta” e chiedere la cancellazione del Green Deal. Nel suo intervento ha chiamato direttamente in causa Ursula von der Leyen, sostenendo che, se avesse a cuore le fabbriche europee, dovrebbe puntare all’eliminazione del piano.
Da Pontida è arrivata anche un’indicazione per la corsa a Palazzo Marino. Salvini ha indicato Silvia Sardone come nome per il futuro di Milano: “Da milanese spero dall’anno prossimo di essere amministrato da un sindaco che conosce la sua città. Questo Sindaco non può che chiamarsi Silvia Sardone”. Il Segretario ha accompagnato la proposta con l’obiettivo politico di riportare il capoluogo lombardo al Centrodestra.
Lo scontro con i giornalisti
Toni duri anche nei confronti di una parte dell’informazione. Salvini ha contestato chi avrebbe descritto Pontida come vuota e ha accusato alcuni giornalisti di “inventare, diffamare, screditare”. Rivolto alle testate che avevano messo in dubbio la partecipazione al raduno, ha usato espressioni come “servi di regime” e ha invitato a “sciacquarsi la bocca” prima di parlare della Lega e di Pontida, definita “un terreno sacro”. Nella parte conclusiva dell’intervento Salvini ha affrontato il tema del terrorismo e dell’integralismo religioso. Ha indicato nel “fanatismo e nel terrorismo islamico” un pericolo per diritti e libertà e ha chiesto di opporsi alla costruzione di nuove moschee o centri islamici, oltre che al burqa e al velo islamico. Il leader della Lega ha rivolto quindi un appello agli alleati: “Ci vuole coraggio amici del Centrodestra”. Nello stesso passaggio ha accusato la sinistra di essere “complice” dei fanatici, una valutazione politica espressa dal segretario nel corso del comizio.





