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Carlo Sangalli, Presidente Confcommercio

Energia, Confcommercio: interventi immediati per evitare una nuova stagione inflazionistica

Sangalli: agire subito su bollette, rinnovabili e oneri di sistema. A rischio inflazione, consumi e crescita
domenica, 20 Settembre 2026
2 minuti di lettura

“Il peggioramento della situazione internazionale e il continuo incremento dei costi dell’energia stanno mettendo in seria difficoltà le imprese e riducono la fiducia delle famiglie”. È l’allarme lanciato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a commento dell’analisi realizzata dalla Confederazione insieme al CER. Per Sangalli occorrono “misure immediate e interventi strutturali”, a partire dagli incentivi fiscali per l’efficienza energetica e da un ulteriore intervento sugli oneri di sistema. La Confederazione chiede inoltre di accelerare sulle rinnovabili e sullo sviluppo del nucleare sostenibile, ridurre la dipendenza dal gas, potenziare reti e sistemi di accumulo e riformare il meccanismo di formazione del prezzo dell’elettricità. Tra le proposte anche la diffusione di contratti di acquisto di energia aggregati tra imprese, per ottenere prezzi più stabili e vantaggiosi nel lungo periodo. “Bisogna agire subito”, sottolinea Sangalli, “altrimenti andremo incontro a una nuova stagione inflazionistica che ridurrà drasticamente i consumi e la crescita del Paese”.

Taglio agli oneri e incentivi all’efficienza

Sul fronte dell’emergenza, Confcommercio sollecita una misura immediata, annuale e ad ampio spettro sugli oneri generali di sistema, senza vincoli legati alla potenza installata. La componente ha raggiunto negli ultimi anni oltre il 20% della bolletta elettrica. Le misure introdotte dal Decreto Bollette 2026 ne hanno avviato la riduzione dal 20% al 12%, ma il beneficio è stato in larga parte assorbito dall’aumento dei prezzi all’ingrosso. La Confederazione chiede inoltre di rafforzare gli incentivi fiscali per l’efficientamento energetico. Il ridimensionamento delle aliquote dell’Ecobonus ha infatti frenato, secondo Confcommercio, gli investimenti delle imprese nella modernizzazione degli immobili e nella riduzione dei consumi.

PPA e gas, accelerare le misure già approvate

Confcommercio indica come prioritaria anche la piena operatività dei contratti di acquisto di energia a lungo termine, i cosiddetti PPA, destinati in particolare alle piccole e medie imprese attraverso schemi standardizzati e forme aggregate. La Confederazione chiede inoltre una rapida attivazione del meccanismo di liquidità sul gas previsto dal Decreto Bollette, considerato uno strumento necessario per ridurre il divario di costo rispetto agli altri Paesi europei.

Rinnovabili, 130 GW in attesa di autorizzazione

Sul fronte delle fonti pulite, Confcommercio segnala un importante ostacolo burocratico: circa 4.000 procedimenti autorizzativi risultano bloccati a livello regionale, per una capacità potenziale superiore a 130 GW di nuova produzione da fonti rinnovabili. Per la Confederazione occorre quindi superare la frammentazione amministrativa e semplificare le procedure per l’autoproduzione e le Comunità energetiche rinnovabili, così da accelerare gli investimenti e ridurre strutturalmente il fabbisogno energetico.

Il nodo del mix energetico italiano

Secondo l’analisi Confcommercio-CER, il problema è legato anche alla forte dipendenza italiana dal gas. Nel 2025 il 43,7% dell’elettricità nazionale è stato prodotto da impianti a gas, contro il 18,2% della Spagna, il 17,6% della Germania e il 3,2% della Francia. Le rinnovabili hanno raggiunto il 50% della produzione italiana, ma restano sotto la quota registrata da Spagna e Germania. Il meccanismo marginale di formazione del prezzo fa sì che il gas continui a incidere sul costo finale dell’elettricità. A settembre 2026 il PUN risulta inoltre superiore di 65,3 euro/MWh rispetto alla Germania, di 67,2 euro rispetto alla Spagna e di 69,4 euro rispetto alla Francia. Nello stesso periodo il prezzo del gas TTF registra un aumento del 161,2% su base annua.

Terziario, oltre un miliardo di euro di costi aggiuntivi

L’impatto è particolarmente rilevante per commercio, turismo e ristorazione, settori caratterizzati da elevati consumi elettrici soprattutto durante i mesi estivi. Nel terzo trimestre 2026 i consumi sono stimati in aumento del 15% rispetto al trimestre primaverile. Tra maggiori consumi e prezzi più elevati, nel secondo semestre dell’anno l’aggravio sulle bollette elettriche del terziario supera complessivamente il miliardo di euro: 494 milioni per i negozi, 207 milioni per i ristoranti, 164 milioni per gli alberghi, 111 milioni per i bar e 50 milioni per la grande distribuzione organizzata.

Prezzi, consumi e Pil sotto pressione

L’Ufficio Studi Confcommercio stima che, con un prezzo del Brent stabilmente a 140 dollari al barile nel 2027, l’inflazione potrebbe salire di 0,7 punti, fino al 3,7%. I consumi delle famiglie si ridurrebbero di circa 6,5 miliardi di euro, pari a 250 euro reali per nucleo familiare, mentre la crescita del Pil scenderebbe allo 0,6%.

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