A Berlino, dove l’85% delle famiglie vive in affitto, la campagna elettorale che ha preceduto il voto del 20 settembre è ruotata attorno a un tema più urgente dell’immigrazione o della sicurezza: la casa. La capitale tedesca, cresciuta economicamente più del resto del Paese nell’ultimo decennio, ha bisogno di oltre 211.000 nuove abitazioni entro il 2040, mentre gli affitti pubblicati online sono quasi raddoppiati dal 2014.
In questo contesto, il destino del Tempelhofer Feld, l’immenso ex aeroporto trasformato in parco nel 2010, è diventato il terreno simbolico dello scontro politico. Il sito, grande quasi il doppio di Hyde Park, è oggi uno degli spazi verdi più amati dai berlinesi, che lo usano per andare in bici, fare picnic e far volare aquiloni. Ma la pressione abitativa ha riaperto il dibattito sulla possibilità di costruire case su una parte dell’area. Nel 2014, un referendum aveva sancito la volontà di mantenerlo libero da edificazioni, ma la situazione è cambiata: la popolazione è cresciuta, i prezzi sono esplosi e la frustrazione verso il governo cittadino — una coalizione CDU-SPD simile a quella nazionale guidata dal cancelliere Friedrich Merz — è palpabile.
Secondo l’ultimo sondaggio della Forschungsgruppe Wahlen, la Linke è al 23%, la CDU al 21% e l’AfD al 17%, mentre SPD e Verdi inseguono. Sia AfD sia Linke hanno quasi raddoppiato i consensi rispetto alle elezioni del 2023. Per l’AfD, la crisi abitativa alimenta la narrativa contro l’immigrazione; la Linke propone invece un pacchetto radicale: costruzione di alloggi popolari, congelamento degli affitti per un anno, limiti agli aumenti, riduzione forzata dei canoni troppo alti e restrizioni agli affitti turistici.
Sul Tempelhofer Feld, le posizioni sono nette: CDU, FDP e AfD sostengono una costruzione limitata; SPD, Verdi e Linke vogliono preservare l’area e puntare su altri terreni. “Lo scenario del 2014 non è quello di oggi”, ha detto Stefan Evers, candidato CDU, mentre i difensori del parco ribadiscono che “lo spazio aperto è infrastruttura sociale ed ecologica”.





