Il presidente russo Vladimir Putin ha votato ieri online alle elezioni della Duma di Stato, scegliendo per la sesta volta la modalità elettronica. Il capo del Cremlino ha espresso il proprio voto dal suo ufficio, compilando la scheda al computer. Alle 15.20, ora di Mosca, l’affluenza aveva superato il 15%. Le elezioni si svolgono nell’arco di tre giorni, dal 18 al 20 settembre. In corsa ci sono Russia Unita, Partito Liberal Democratico di Russia, Partito della Democrazia Diretta, Verdi, Russia Giusta, Rodina, Partito Comunista della Federazione Russa, Partito dei Pensionati, Comunisti di Russia e Nuovo Popolo.
Parigi: gli attacchi ibridi non resteranno senza risposta
Gli attacchi ibridi russi “non resteranno senza risposta”, ha dichiarato il presidente francese. Per gli Stati Uniti, intanto, la cooperazione economica potrebbe diventare uno degli strumenti per favorire i negoziati e convincere i settori più ostili agli Usa dell’élite vicina a Putin della volontà di Washington di costruire nuove relazioni. Resta alta anche la tensione nei cieli del Baltico. Due jet militari russi hanno violato lo spazio aereo lituano e sono stati allontanati da due Eurofighter F-2000 italiani.
Sanzioni, nessun accordo in Ue
La commissione Coreper si è riunita per discutere il rinnovo degli elenchi delle sanzioni individuali contro la Russia, ma non ha raggiunto un accordo. Le consultazioni proseguono e il Comitato dovrebbe riunirsi nuovamente lunedì, con l’obiettivo di trovare un’intesa prima della scadenza di martedì a mezzanotte. Nell’ultima riunione, il Coreper aveva deciso di prorogare le sanzioni di una sola settimana, “al fine di concedere agli Stati membri più tempo per esaminare in modo approfondito le proposte di rinnovo”.
Bloomberg: timori per una nuova mobilitazione
In Russia cresce il timore che Putin possa ordinare una nuova mobilitazione su larga scala dopo le elezioni parlamentari. Lo scrive Bloomberg, citando documenti visionati dalla testata. Secondo il quotidiano statunitense, le preoccupazioni coinvolgerebbero anche funzionari del Cremlino e dei centri di reclutamento, alcuni dei quali avrebbero cercato di aprire conti bancari e trasferire beni all’estero, incoraggiando familiari e conoscenti a lasciare il Paese. Le voci su una nuova mobilitazione starebbero inoltre alimentando l’esodo verso Paesi confinanti come Georgia e Armenia. Putin nega di avere piani in questo senso, mentre, secondo fonti della sicurezza europea citate da Bloomberg, Mosca si starebbe preparando ad arruolare 300 mila uomini entro la fine dell’anno.
Kiev: test riusciti contro gli Shahed
Due aziende ucraine hanno completato con successo i test in condizioni di combattimento di intercettori destinati ai droni Shahed a propulsione a getto. Lo ha annunciato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, definendo “molto positivo” il risultato. “Vogliamo esaminare tutti i risultati dei test e stabilire come sia possibile accelerare il più possibile il processo e arrivare alla produzione di massa”, ha spiegato Zelensky. I contratti con le aziende, ha aggiunto, sono già in fase di firma. “Oltre alla fiducia e all’ottimismo, abbiamo bisogno anche di finanziamenti”.
Italia, donazioni a dieci ospedali ucraini
“Macchinari medicali e strumenti di ultima generazione sono stati consegnati in dieci ospedali ucraini distribuiti in tutto il territorio nazionale”, ha annunciato l’ambasciata italiana a Kiev. L’iniziativa è stata coordinata dalla Fondazione Cdp con la Protezione Civile, le Regioni Toscana e Veneto e numerose aziende e fondazioni italiane. Il ministro della Sanità ucraino Viktor Liashko ha espresso all’ambasciatore italiano Carlo Formosa “grande riconoscenza”. La donazione, sottolinea l’ambasciata, consentirà diagnosi più rapide e cure migliori, con particolare beneficio per donne, madri e bambini. “Ancora una volta, il Sistema Italia sostiene l’Ucraina”, si legge nella nota.
Usa, ipotesi di ritiro di 25 mila soldati dall’Europa
Il Pentagono starebbe valutando la possibilità di ritirare dall’Europa quasi un terzo delle forze statunitensi. Il potenziale ritiro, che potrebbe riguardare 25 mila o più militari, avverrebbe mentre gli alleati della Nato lanciano nuovi allarmi sulla crescente minaccia rappresentata dalla Russia.





