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Il Papa invoca Dio per illuminare chi decide la pace
Papa Leone XIV

Leone XIV: “Ucraina e Russia, fermate la spirale di violenza”

Il Papa invoca diplomazia e dialogo, chiede lo stop agli attacchi sui civili e il rispetto del diritto umanitario. Sul Sudan sollecita corridoi per la popolazione e un immediato cessate il fuoco
lunedì, 10 Agosto 2026
3 minuti di lettura

Leone XIV è tornato ieri a chiedere la fine degli attacchi contro i civili in Ucraina e Russia e ha indicato nella diplomazia e nel dialogo la strada per arrivare alla pace. Al termine dell’Angelus in piazza San Pietro, il Pontefice ha rivolto un nuovo appello alle parti, dopo le notizie delle ultime vittime del conflitto: “Continuano a giungere notizie dolorose di persone innocenti uccise e ferite in Ucraina e in Russia”, ha detto il Papa che ha ricordato che “tragici episodi si susseguono, anzi, si moltiplicano”, con un numero sempre maggiore di vittime civili, “tra cui anche bambini”.
Il Santo Padre ha espresso la propria vicinanza “alle famiglie delle vittime, ai feriti e a tutti coloro che soffrono a causa del conflitto in atto” e ha chiesto il rispetto del diritto umanitario. “Di fronte a tanto dolore rinnovo un accorato appello affinché si rispetti il diritto umanitario e cessino da entrambe le Parti gli attacchi che coinvolgono obiettivi civili”, ha affermato.

“La guerra genera altra guerra”

Il Vescovo di Roma ha poi insistito sulla necessità di interrompere le ostilità e di affidare alla politica la ricerca di una soluzione: “La guerra non fa che generare altra guerra e provoca enormi sofferenze. È tempo di fermare la spirale di violenza e dare spazio alla diplomazia e al dialogo per aprire la strada alla pace”, ha scandito. Il richiamo ha riguardato entrambe le parti del conflitto. Prevost ha messo al centro la tutela della popolazione e ha sollecitato la cessazione degli attacchi contro obiettivi civili, alla luce delle notizie che continuano ad arrivare dall’Ucraina e dalla Russia.

Il Sudan e l’appello per il cessate il fuoco

Il Papa ha dedicato un passaggio anche al Sudan, con particolare attenzione alla situazione nella città di El Obeid. Leone XIV ha detto di seguire “con preoccupazione la tragica situazione” nel Paese e ha manifestato la propria vicinanza spirituale alla popolazione. Il Pontefice ha chiesto alle autorità di garantire corridoi umanitari per i civili e si è rivolto alla comunità internazionale perché sostenga gli sforzi diretti a ottenere “un immediato cessate il fuoco”.
“Preghiamo il Signore perché sostenga coloro che soffrono, converta i cuori di chi semina violenza e conceda la tanto attesa pace”, ha aggiunto.

L’Angelus e la tempesta sul lago

Nella riflessione che ha preceduto la preghiera mariana Leone XIV ha preso spunto dal Vangelo di Matteo e dall’episodio di Gesù che raggiunge i discepoli sul lago di Galilea durante una tempesta.
Il Papa ha ricordato che, dopo il miracolo dei pani e dei pesci, Gesù ha invitato i discepoli a salire sulla barca e a prendere il largo, mentre lui si è ritirato sul monte a pregare. Lontano dalla riva, i discepoli si sono trovati davanti al vento contrario e hanno sperimentato la propria impotenza.
Sul finire della notte Gesù li ha raggiunti sulle acque.

I discepoli, impauriti, lo hanno scambiato per un fantasma, ma Cristo li ha rassicurati: “Coraggio, sono io, non abbiate paura!”. Pietro ha provato a camminare verso di lui, poi ha avuto paura ed è affondato, prima di essere salvato da Gesù.
Secondo Leone XIV, quell’esperienza ha permesso ai discepoli di comprendere qualcosa che il successo e il miracolo precedente non erano bastati a mostrare. Hanno dovuto conoscere la propria debolezza e, proprio in quel momento, riconoscere la presenza di Dio.

Il Pontefice ha invitato per questo a non esaltarsi nei momenti favorevoli e a non cedere alla disperazione nelle difficoltà. “In qualsiasi circostanza, Gesù non ci abbandona”, ha ricordato. Nella preghiera, nei Sacramenti e nell’ascolto della Parola, ha aggiunto, è possibile trovare “pace”, “luce e forza per il nostro cammino”.

Il saluto ai giovani

Al termine dell’Angelus Sua Santità ha salutato i romani e i pellegrini arrivati da diversi Paesi. Un pensiero particolare è andato ai giovani della Comunità Santa Maria Maddalena della diocesi di Milano, che hanno percorso la Via Francigena da Siena a Roma, agli scout di Enna e ai ragazzi di Pernumia, nella diocesi di Padova. Il Papa ha definito la presenza dei gruppi giovanili che dedicano parte delle vacanze ad attività formative e di amicizia “un segno di speranza” e ha ricordato anche l’incontro con i giovani francescani ad Assisi.
Leone XIV ha infine richiamato alcune figure del calendario liturgico di questi giorni: San Domenico, Santa Teresa Benedetta della Croce, Edith Stein, San Lorenzo e Santa Chiara d’Assisi. Ai ragazzi presenti in piazza San Pietro ha lasciato un ultimo invito: “Cari giovani, lasciatevi entusiasmare da questi esemplari testimoni del Vangelo!”.

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