mercoledì, 28 Luglio, 2021
Attualità

Scuola, trasporti e pandemia

Teresa Maria Zotta, amministratore pubblico e vice sindaco della città metropolitana di Roma, ha risposto ad alcune domande riguardo il suo ruolo istituzionale e il periodo di emergenza che il nostro paese sta vivendo.

Innanzitutto Le volevo chiedere il suo punto di vista, in quanto ex docente di liceo, sulla situazione della scuola italiana anche alla luce della pandemia. Secondo lei questa situazione, quali ripercussioni avrà su noi giovani?
Negli ultimi vent’anni nessun Governo e nessuna Amministrazione ha investito nella scuola che non sono state più considerate presidio della conoscenza, o meglio tempio del sapere. Tutto quello che oggi esiste è frutto di una programmazione realizzata 50 anni fa. Oggi ci ritroviamo a non poter soddisfare le richieste dei giovani per le iscrizioni. Facendo un rapido calcolo, le scuole superiori di competenza della Città metropolitana, avrebbero bisogno di circa 900 milioni di euro per essere messe nelle condizioni di avere sicurezza e servizi adeguati. I ragazzi che frequentano la scuola, soprattutto in questi ultimi due anni, hanno dovuto affrontare una situazione di emergenza sanitaria che li ha costretti a non vivere la scuola in maniera totalizzante. Una scuola che è diventata “un non luogo”, da vivere attraverso un computer e relazioni (inevitabilmente impossibili) soggette a limitazioni temporali e fisiche. La preoccupazione più grande è quella che non tutti avranno la capacità e gli strumenti personali per recuperare questo periodo troppo lungo di interruzione socio-didattica. Devo dire, però, che come Amministrazione metropolitana, ci siamo subito attivati nell’offrire una piattaforma all’avanguardia (Accade n.d.r) programmata  dalla Società in house Capitale Lavoro con la quale siamo riusciti ad alleggerire questo disagio nei Centri di Formazione; piattaforma che simula una classe e consente l’interazione tra docente e studente e che abbiamo anche presentato all’Ufficio Scolastico Regionale. Spero che i ragazzi abbiamo dopo questa pandemia, l’opportunità di recuperare il tempo perduto e che vengano messi a loro disposizione strumenti utili per ritrovare se stessi.

In questi ultimi anni Lei ha ricoperto un importante ruolo quale Vice Sindaco della Città metropolitana di Roma. Può raccontarci cosa vuol dire ricoprire una carica così importante?
Sono stata sempre guidata dal principio del “buon padre di famiglia”. Gestire ed amministrare un Ente pubblico, come la Città metropolitana, oltre ad assorbire tutto il tempo disponibile, porta con sé innumerevoli responsabilità. A questo si aggiunge anche il mio ruolo di Consigliera Capitolina e Presidente della Commissione Scuola del Campidoglio e legare i due ruoli oltre ad essere faticoso è anche complicato. I cittadini si aspettano molto da noi e dobbiamo cercare sempre di coniugare quello che si deve fare con quello che è possibile fare. Rispettare la legge, i regolamenti e le procedure previste è fondamentale, ma spesso quei tempi non sono in linea con le aspettative dei cittadini. La partita si gioca sempre sul filo di lana e senza l’aiuto di chi ha il dovere della gestione amministrativa, non è possibile concludere quanto si è programmato e scelto di fare. Ogni giorno è una corsa contro il tempo; imprevisti, soddisfazioni e delusioni, sono all’ordine del giorno. Chi sceglie di impegnarsi nella “res publica” lo fa per spirito di servizio verso i cittadini che amministra. 

Quanto è complicato ricoprire il ruolo di amministratore pubblico in questo periodo di emergenza?
Proprio in questo periodo di emergenza sanitaria il lavoro si è raddoppiato. Da una parte bisogna portare avanti quanto si è programmato; come ente ci occupiamo di Edilizia Scolastica, Strade provinciali e Ambiente, tutte materie molto complicate con problemi la cui risoluzione ha ricadute sulla vita dei cittadini. La pandemia ci ha messo di fronte a una serie di problemi che si traducono in rallentamenti dei lavori dovuti principalmente al lockdown. Ho cercato di coordinare i lavori degli uffici con indirizzi tesi a realizzare, nel migliore dei modi, le attività previste.

Quali sono le maggiori criticità riscontrate dovendo operare in una realtà istituzionale così complessa ed ampia?
La prima cosa che ho fatto appena nominata Vice Sindaco della Città metropolitana di Roma è stata quella di incontrare i Sindaci del territorio, essendo i Comuni gli Enti di prossimità e i diretti interlocutori del nostro Ente che ha il compito di raccogliere le istanze, cercare di risolverle o portarle agli Enti sovraordinati. La struttura amministrativa la conoscevo già, avendo ricoperto il ruolo di Consigliera Delegata, per cui ho da subito messo in condizione gli uffici di interagire tra loro e di poter verificare le criticità e risolverle. Amministriamo 121 Comuni, con circa 4 milioni e mezzo di cittadini; dobbiamo intervenire su 2.000 km di strade e sopperire alle necessità di circa 350 scuole superiori molte delle quali ricadono nel territorio di Roma Capitale. Le criticità si annidano sugli interventi che riguardano l’Edilizia scolastica e le strade; siamo un Ente impositivo per cui i finanziamenti devono arrivare dallo Stato o dalla Regione. Sono stata sempre una persona che ha affrontato i problemi in maniera diretta, senza girare intorno alle cose. Devo dire che questo periodo di emergenza abbiamo avuto dal Governo fondi che ci hanno consentito di poter risolvere molte cose che altrimenti non avremmo potuto fare con le risorse interne.

Quali sono le iniziative più importanti messe in campo in questi anni?
Elencare tutte le iniziative prese da quando ricopro l’incarico di Vice Sindaco sarebbe troppo lungo per una intervista. La voglio ringraziare della domanda perché mi consente di far conoscere quello che questo Ente, nonostante la trasformazione da Provincia ad Ente metropolitano, riesce a fare per i cittadini. Noi siamo l’unica Città metropolitana italiana a non avere concluso ancora l’iter di assegnazione delle deleghe da parte della Regione Lazio, per cui viviamo in un limbo entro il quale dobbiamo navigare a vista. 

Abbiamo aperto una finestra sull’Europa che ci ha riconosciuto meriti e capacità e che ci ha posto a guida di progetti europei sull’apprendistato per esempio; attraverso il “Piano strategico”, siamo riusciti a dare una politica d’insieme per programmare uno sviluppo armonico del territorio, non tralasciando tematiche che ritengo fondamentali come l’ambiente e la mobilità sostenibile. Vogliamo progettare un futuro a “misura d’uomo” dove le giovani generazioni possano cogliere appieno un modello di vita diverso, più salutare e meno caotico, nel rispetto degli spazi e facilitando lo sviluppo economico. Stiamo facilitando la connessione veloce in tutte le scuole, rafforzando il sistema di trasmissione dati, non solo per far fronte alle esigenze della Dad, ma perché domani sia presidio di inter connessione alla stregua degli altri Paesi. Abbiamo programmato, attraverso il Decreto Clima la trasformazione di aree incolte e degradate a ridosso delle periferie in veri e propri boschi urbani, assicurando il miglioramento della qualità della vita dei residenti e contribuendo all’abbattimento dei livelli di inquinamento atmosferico, legandolo alla “Qualità dell’abitare” con tre proposte ordinarie di edilizia abitativa, occasione per la riqualificazione di aree urbane disagiate dal punto di vista non solo abitativo ma anche socio economico. Tutto il resto è quotidianità su scuole e strade.

Se potesse cambiare un solo aspetto della politica italiana quale sarebbe e perché?
Mi considero una “politica anomala”, gli schemi non mi appartengono, la politica la fanno gli uomini e le donne impegnate in questo grande mare magnum, dove l’unica cosa che mi preme è assicurare nel miglior modo possibile il futuro delle giovani generazioni e il diritto ad ognuno di avere servizi utili per migliorare la qualità della vita. Ognuno con il suo metodo, con le sue convinzioni e la consapevolezza di operare nel rispetto delle regole. Spesso mi sento dire che sono severa. Porto con me la quarantennale esperienza da docente di materie umanistiche; tenere la barra dritta è stato da sempre il mio mantra, in sintesi applico il pugno di ferro con il cuore di mamma.
Questa esperienza mi ha fatto conoscere la Città metropolitana di Roma, un tempo Provincia, con le sue potenzialità e i suoi ambiti di interventi che pochi , quasi nessuno, conosce. Mi piacerebbe che la politica desse maggiore attenzione a un Ente che la stessa politica ha voluto distruggere.

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