martedì, 21 Settembre, 2021
Politica

Proporzionale è meglio che maggioritario

Quanto manca alle prossime elezioni politiche? Non molto. Con quale legge si voterà? Nessuno lo sa.

La scadenza naturale della legislatura è prevista per il marzo del 2023. Il Governo Draghi dovrebbe restare in sella per due anni. Salvo imprevisti. Nel gennaio 2022, si eleggerà il Presidente della Repubblica. E nessuno può prevedere cosa succederà intorno a questa importante scadenza istituzionale. Di tempo per modificare la legge elettorale non ce n’è molto.

In base alle raccomandazioni del Consiglio d’Europa non si dovrebbe cambiare la legge elettorale nell’anno che precede il voto. Quindi, sulla carta, se il Parlamento vuol approvare una nuova legge elettorale ha un anno di tempo. Dodici mesi durante i quali Camera e Senato saranno molto impegnate nella normazione relativa alla pandemia e alle riforme collegate all’attuazione del Piano che l’Italia presenterà alla Commissione europea entro aprile.

 

OLTRE IL ROSATELLUM

Dato per scontato che l’attuale sistema elettorale non sembra praticabile, dopo il drastico taglio dei parlamentari, si alternano le proposte più disparate. Fino a 10 giorni fa l’ipotesi prevalente, proposta dal Zingaretti e dai 5 Stelle, con un consenso ampio anche nel centro-destra, prevedeva il ritorno ad un sistema proporzionale anche per bilanciare la “riduzione di rappresentatività” collegata al taglio dei parlamentari.

Il nuovo segretario del Pd ha invece cambiato registro e riaperto le porte ad un sistema maggioritario, a partire da una riedizione del Mattarellum. Ma si parla anche di una possibile eliminazione della quota proporzionale per arrivare ad un maggioritario puro , magari a doppio turno. La riflessione nel Pd, in cerca di una nuova identità non sarà facile su questa materia. Visto che il partito di Letta vuole continuare la collaborazione ,a quanto pare strategica e non tattica, con i 5 stelle, il maggioritario anche a doppio turno legherebbe i due partiti in maniera vincolante: potrebbero presentare una lista unica nei collegi dove possono ottenere il 51% e altrove allearsi al secondo turno.

 

CALCOLI SBAGLIATI A SINISTRA

Ma si tratta di calcoli discutibili. Il maggioritario, anche a doppio turno, favorirebbe la vittoria del centro-destra formato da 3 partiti vicini tra loro che facilmente si coalizzerebbero. Il centro-sinistra, invece, è diviso in mille rivoli e con molte diffidenze reciproche. Calenda, Renzi e Bonino voterebbero mai al primo o al secondo turno per un candidato grillino sostenuto da Pd e 5Stelle?

Nello scenario attuale qualsiasi forma di maggioritario rischia di diventare un suicidio politico per il Pd e per tutta l’area di sinistra. Non solo. Il centro-destra, per effetto della compressione di Forza Italia tra Lega e Fratelli d’Italia, subirebbe una radicalizzazione ulteriore. Risultato finale? Il centro-sinistra perderebbe le elezioni a vantaggio di una coalizione spostata a destra senza alcun contrappeso di centro. Un capolavoro…

Il proporzionale, invece, avrebbe numerosi vantaggi per tutti: maggiore rappresentatività delle Camere, per compensare il taglio dei parlamentari, una fotografia reale dei rapporti di forza e uno spazio maggiore alle componenti moderate del sistema politico, elemento essenziale per evitare sbandamenti pericolosi.

I critici del proporzionale paventano l’ingovernabilità. Ma la nuova legge potrebbe introdurre l’istituto della sfiducia costruttiva, mutuato dal sistema tedesco e adattato al nostro impianto costituzionale italiano: la maggioranza che intende sfiduciare il Governo diventa automaticamente la nuova maggioranza e il Presidente della repubblica prende atto di questa volontà parlamentare e sceglie il nuovo Presidente del consiglio all’interno di quella coalizione.

In tal modo avremmo il triplo risultato: un Parlamento più rappresentativo del Paese, Governi più stabili e una tendenza centripeta del sistema politico che tenderebbe a ridimensionare le ali estreme. Vi pare poco?

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