sabato, 17 Aprile, 2021
Politica

La tempesta nei partiti rafforza Draghi

Un governo di coalizione non sopravvive quando i partiti che ne fanno parte vanno in frantumi. Per il governo Draghi succede il contrario. Più i partiti della grande maggioranza si indeboliscono più il governo si rafforza. Diciamo questo non per concedere un millimetro di simpatia all’antipolitica. Tutt’altro.
L’Esecutivo presieduto da Draghi non è governo “tecnico”. Ha una composizione mista e non è nato per “offendere” i partiti, ma per toglierli dall’impasse in cui si erano cacciati da soli.

Era evidente fin dal primo giorno che, fatto saltare l’equilibrio del Conte 2, si sarebbero aperte ferite che erano state silenti durante i 18 mesi della coalizione giallo-rossa.

A parte Fratelli d’Italia e Azione di Calenda, nessun partito è uguale a quello che era prima della formazione del nuovo governo.

La Lega, che pure oggi sembra muoversi come se fosse l’azionista di riferimento del Governo, ha operato una virata degna di Luna Rossa e ha cambiato radicalmente la sua posizione politica. Salvini, che ha dovuto smentire clamorosamente gli ultimi 5 anni della sua predicazione , è oggi più debole perché la linea del suo partito è stata imposta da Giorgetti. La Lega rimane unita, ma a che prezzo…

Forza Italia ha subito il grande smacco di essere rappresentata al Governo da Ministri che non erano quelli indicati da Berlusconi. E la leadership del Cavaliere ha subito un crollo verticale che fa dubitare sulla tenuta complessiva del partito fondato quasi 30 anni fa.

Spaccature ci sono state anche in Sinistra Italiana.

Perfino Italia Viva non è più quella di prima. Renzi fa buon viso a cattivo gioco, si intesta il merito di aver aperto la strada a Draghi. Ma i margini di manovra della sua squadra si sono ristretti al punto che Renzi si deve inventare una nuova strategia e forse anche un nuovo partito.

Tra i 5 stelle è scoppiato il finimondo: la scissione è evidente anche se non ufficialmente formalizzata e si apre una pagina nuova che porterà alla morte e trasfigurazione del Movimento creato da Grillo e da Grillo affidato alle cure di Giuseppe Conte che La Discussione del 1 settembre 2019 definì transformer della politica italiana, quando tanti lo definivano trasformista. E non è la stessa cosa.

Poteva il Pd uscire indenne dall’uragano che sta investendo il sistema politico italiano?

Così oggi tutti i partiti della grande maggioranza si leccano le ferite. Questo alleggerisce il Governo dal peso di una politica che deve occuparsi di se stessa e non ha né la forza né la concentrazione per poter condizionare un Esecutivo a conduzione autorevole e super partes.

Draghi può continuare per la sua strada senza doversi curare troppo dei mal di pancia dei partiti che continuerà si a consultare e a rispettare ma da cui non si aspetta un contributo che non possono dare, intenti come sono a badare a se stessi.

È un bene o un male? Che i partiti facciano “autocoscienza”, si guardino dentro e ripensino alla loro identità e strategia è un fatto positivo. Che tutto questo non metta piombo sulle ali del Governo è un frutto buono e non intenzionale della dinamica politica.

L’Italia ha bisogno di un Governo che si occupi di rimettere in sesto salute, economia, e società. E che non sia distratto da sacrosante “meditazioni”, convulsioni e rivoluzioni dei singoli partiti.

Se fra un anno l’Italia sarà libera dalla pandemia, in piena ripresa economica e con partiti rinnovati…beh, sarà un vero miracolo di cui tutti sentiamo il bisogno.

Fonte foto: (Governo.it)

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