martedì, 13 Aprile, 2021
Editoriale

Scuola, il neo ministro Bianchi: nervi saldi. Sindacati soddisfatti

Dalle tormentate e polemicissime riunioni tra Sindacati ed l’ex ministro dell’istruzione Azzolina, al nuovo corso con l’obiettivo di “Tenere i nervi saldissimi”, così come sottolineato dal neo ministro Bianchi. Per la scuola si apre un nuovo capitolo che deve essere scritto. Le novità infatti sono per ora ipotesi mentre la realtà è avvolta nella perdurante indecisione.
Eppure i sindacati sono soddisfatti “Le questioni legate al nuovo anno scolastico definito ‘Tavolo 1° settembre’ è il primo risultato concreto della riunione di questa mattina tra il neo ministro Bianchi e i sindacati scuola. Mobilità, organici e reclutamento saranno i temi del confronto programmato nei prossimi giorni.
Risorse del Recovery Fund e Next Generation: è questa la seconda gamba di un confronto che avrà carattere di continuità”. I buoni auspici sono quelli della Uil Scuola che mostra attenzione verso l’obiettivo del Governo, come ha detto il ministro Bianchi, “con il ministro dell’Economia, con il coinvolgimento del Parlamento”.
C’è aria di ritorno alla contrattazione e al contratto: il ministro Bianchi ha parlato di colloqui con il ministro Brunetta per la riapertura di una trattativa all’Aran anche per istituti che mostrano i segni del tempo. Gli inizi sono quindi buoni, ma con qualche cautela, ”sorge una certa preoccupazione”, osserva la Uil, “se la volontà e di modificare il Testo unico della scuola in funzione di una errata omologazione agli istituti di natura amministrativa”.
Quindi la richiesta del neo ministro si sindacati, “Tenere i nervi saldissimi”, ha detto Bianchi riferendosi alle emergenze in corso. Quella pandemica, “vaccinare il personale il prima possibile: bisogna andare a scuola sentendosi in sicurezza”, quella legata alle decisioni dei Governatori, “va riaperto il tema dei rapporti Stato-Regioni, bisogna affrontare le cose per quello che sono”. Sul dialogo istituzionale, “non dobbiamo avere paure, ma coscienze si”. Sintetico il programma di lavoro “servono operazioni strutturali, dobbiamo uscire dalle azioni congiunturali e dalla continua emergenza”. La Uil inoltre ravvisa “garbo” nella figura del neo ministro, che ha sottolineato “bisogna ridare dignità alle persone che insegnano”, e che i ragazzi “sono persone in formazione”.
Un cambio di linguaggio netto per il sindacato, che si ritrova in affermazioni come “ritrovare lo smarrimento delle persone” ”pensare alla scuola non solo come ‘risorse’ umane, ma ‘umane’ risorse”.
E poi “ce la faremo insieme».
L’impegno è a fornire dati, a dar loro trasparenza, per questo è stato già creato un gruppo di lavoro”.
Un discorso ampio, che ha toccato molti aspetti. I dati europei, la risposta alle crisi economiche “la peggiore quella del 2011, 2012 anno del salto tra 2Ge 3G”, le risorse economiche, la digitalizzazione, il tasso di abbandono scolastico esplicito e implicito, le disuguaglianze, l’inclusività, l’accoglienza, le sperimentazioni, con l’avvio di un gruppo di lavoro che ne metta a frutto i risultati. I percorsi tecnico professionali, l’autonomia scolastica, le prove Invalsi “che non vanno a sostituire il giudizio degli insegnanti, sono strumento di lavoro per raccogliere dati”, la maturità “che non è un test, ma un esame che racchiude un intero percorso”. Ecco quindi un percorso da costruire tra governo e sindacati con l’elemento “fiducia dal quale ripartire”, sottolinea il segretario generale Uil Scuola, Pino Turi, “Quello che è mancato fino ad ora è un clima di fiducia che permettesse di superare i conflitti. La scuola è in emergenza. C’è grande preoccupazione”.
Quello che serve è “un cambio di passo e di tendenza: questo vuol dire non solo velocità ma cambio di direzione”, fa presente Turi “ricordando come le attuali condizioni in cui versa il nostro sistema di istruzione siano il risultato di oltre vent’anni di politiche di disinvestimento, di logiche neo liberiste”.

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