martedì, 7 Dicembre, 2021
Politica

Un grande servitore dello Stato

Annarella mia, così mi chiamavi. E c’eri sempre Antonio, sempre disponibile. Un entusiasta. Amavi la vita, le tue figlie, i tuoi amici. Non si conosce molto della tua vita privata se non si aveva il privilegio di far parte della tua ristretta cerchia di amicizie. Il mio pensiero va a tua moglie Diana, alle tue adorate figlie e a tua sorella Anna Maria.

Una famiglia motivo di profondo orgoglio, come testimonia il tuo dolce ricordo postato su Twitter, in cui elogiavi le doti di tua figlia Giulia “premiata per una sua poesia”.

Non ci posso credere Antonio che te ne sei andato così, proprio adesso. Ti avevano nominato presidente dell’Igi e ne eri orgoglioso e felice. Si diceva che ti avesse chiamato anche Draghi, come Sottosegretario alla Presidenza. Ma tu mi avevi detto che quella parentesi la ritenevi conclusa. Esperienze bellissime ma ogni cosa a suo tempo, ci sono tanti giovani brillanti e capaci per ricoprire quel ruolo”. Annarella, ho quasi settant’anni….

Ce l’avresti fatta, eccome. Avevi appena preparato un piano per gli appalti per semplificare un sistema contorto e facilmente aggirabile. Per far ripartire il paese.

Siamo in un momento difficile, mi avevi detto qualche giorno fa, bisogna mobilitare tutte le energie del paese e abbandonare le contrapposizioni ideologiche. Ricordo il tuo entusiasmo e i tuoi affettuosi apprezzamenti quando hai saputo che avevo accettato l’incarico di direttore editoriale de “la Discussione”. Non mi hai dato neanche il tempo di pubblicare il tuo primo articolo.

Non ci posso credere, Antonio. Ci univa la nostra calabresità, ci capivamo al volo, ci piaceva così tanto parlare delle nostre origini, di quella terra che amiamo così tanto.

Civil servant, ti chiamavano in molti, ponevi la tua professionalità e il tuo senso civico al servizio della collettività ed eri un innovatore, un civilista e amministrativista raffinato. Un uomo di stato colto, ma senza sbavature, un uomo buono e soprattutto, per me, un amico affettuoso e sincero.

Io non ci credo che te ne sei andato. Non così Antonio. Amavi troppo la vita.

Anna.

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