sabato, 25 Settembre, 2021
Sanità

Vaccino, Moratti: “Risorse vaccinali prima nelle aree critiche”

“Dobbiamo mettere in campo due azioni. La prima è un’azione di mitigazione. Stiamo tenendo sotto controllo sanitario il territorio in modo da poter intervenire in maniera preventiva e circoscrivere le aree critiche in base al numero di persone positive superiori a 250 per ogni 100 mila abitanti e al numero di ricoveri in ospedale e in terapia intensiva. In provincia di Brescia stiamo osservando una forte accelerazione delle infezioni dovuta alle varianti che riguardano il 39 per cento dei contagiati. In particolare la variante inglese. Siamo intervenuti appunto con un’azione di contenimento per mitigare il contagio. Questa politica fino a oggi ci ha consentito di poter lasciare aperte le attività nelle zone non critiche. Ma da sola la mitigazione non basta”. Così il vicepesidente e assessore al welfare di regione Lombardia Letizia Moratti in una intervista al Corriere della Sera.

“Un cambio nella strategia vaccinale – prosegue Moratti – Da una parte mantenere e portare a conclusione le vaccinazioni per il personale sanitario, le Rsa, il personale e gli ospiti delle strutture sociosanitarie e gli over 80. Dall’altra concentrare prioritariamente le risorse vaccinali nelle aree critiche in modo da contenere il contagio”.

“Non va a scapito di altre categorie perché la rimodulazione del vaccino di AstraZeneca, con la possibilità di somministrazione fino ai 65 anni e l’allungamento da 10 a 12 settimane per la seconda dose ci aiuta. Come potrebbe aiutarci anche l’altra proposta che abbiamo fatto al tavolo tecnico che vede insieme il ministero della Salute, l’Iss, Aifa, Agenas e 4 regioni” prosegue Moratti.

Il rapporto tra Regione Lombardia e governo è stato costellato da infinite polemiche. Sembra di capire che con l’arrivo del governo Draghi il clima sia cambiato.

“Sono qui da troppo poco tempo per dare una risposta sul passato.

Però, se devo esprimere un parere sull’oggi, dico che è assolutamente positivo. Mi trovo a dialogare in maniera costruttiva con il ministro e con tutti gli altri interlocutori.
Perché la Lombardia è partita dopo le altre regioni? La Lombardia è la prima regione per numero di vaccinati: 600 mila. E va ricordato che abbiamo 10 milioni di abitanti…”.

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