mercoledì, 23 Giugno, 2021
Economia

Sangalli (Confcommercio): insieme al Governo per le riforme. Stoppani: no a nuove imposte e patrimoniale

Elogi, i migliori auspici, le previsioni di una sfida vincente. Con tanti sì anche qualche no, come quello sulla patrimoniale o un aumento di imposte.
Da Confcommercio arriva il migliore via libera al Governo Draghi con gli auguri e le ipotesi di sinergia lanciati dal presidente della Confederazione, Carlo Sangalli.
“Spicca, anzitutto”, osserva entusiasta Sangalli, “il riferimento alla comune responsabilità di una ‘Nuova Ricostruzione’, che, come nel Dopoguerra, consenta di ‘consegnare un Paese migliore e più giusto ai figli e ai nipoti’. È una responsabilità tanto più impegnativa, perché, dopo l’uscita dall’emergenza sanitaria, non tutto potrà tornare come prima. Importanti, in questo contesto, lo specifico riferimento al turismo che va supportato sia per superare il ‘disastro creato dalla pandemia’, sia per affrontare la sfida del cambiamento e della sostenibilità. E, in generale, la scelta strategica tra ‘quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento’ come principale compito di una politica economica, che faccia leva su innovazione, accesso al capitale ed al credito, politiche monetarie e fiscali espansive”. Ora per il presidente di Confcommercio vanno individuati i metodi di lavoro, le proposte per un agire in sintonia.
“È un compito che rafforza, a nostro avviso”, propone Sangalli, “anche la necessità e l’urgenza di definire un metodo di lavoro continuo e strutturato tra Governo e parti sociali su larghissima parte delle questioni richiamate dal Presidente Draghi: dalla risposta alle emergenze al quadro delle riforme, concorrenza e fisco, pubblica amministrazione e giustizia, politiche attive per il lavoro e l’intero ventaglio degli obiettivi strategici del PNRR”.
Tra le priorità, invocare da tutti, la riforma del fisco, che per Confcommercio è la base della “ricostruzione economica”.
“In particolare”, sottolinea Sangalli, “è di grande interesse il passaggio sulla necessità di un intervento complessivo sul sistema tributario che esclude cambiamenti di tasse ‘una alla volta’. Compito che il Premier, molto opportunamente prevede di affidare a una commissione di esperti, ben consapevole che una buona riforma fiscale è alla base della ricostruzione economica”. Sul fisco tutta la Confcommercio è unanime con l’idea che bisogna cambiare.
“Draghi ha ragione quando dice che non servono interventi spot sulla singola imposta”, rileva il vicepresidente esecutivo di Confcommercio, Lino Stoppani, “il sistema fiscale italiano è molto farraginoso e complesso e quindi una riforma del fisco deve perseguire 3 finalità: ridurre la tassazione, le imposte sull’impresa in Italia sono tra le più alte del mondo; semplificare il sistema mettendo ordine, anche intervenendo con un testo unico; fare emergere la base imponibile favorendo così anche la crescita”. Quella del fisco rimane la riforma più urgente, anche se finora dalle parole ai fatti, non è del tutto scontato che non si aprano divergenze.
“Tutto ciò”, sottolinea Stoppani, “si fa con un intervento
> coordinato che ripristini la progressività delle imposte perché oggi c’è una grande differenza tra aliquote ufficiali ed effettive anche a causa delle tax espenditures sulle quali ci vuole una manutenzione, magari con un assegno unico per la famiglia”. In attesa delle reali decisioni del Governo la Confcommercio ribadisce anche i suoi no. “Riteniamo sbagliato”, sottolinea Stoppani, “un aumento delle imposte indirette e diciamo no alla patrimoniale. Serve invece un intervento sovranazionale sulla web tax, siamo favorevoli al ripristino dell’imposta del reddito d’impresa,e siamo disponibili anche a discutere sulla cash flow tax” .

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