mercoledì, 21 Aprile, 2021
Società

Anziani a Draghi: troppi morti Over80. Sui vaccini decida lo Stato non le Regioni

Sono sempre i più fragili e i più esposti agli attacchi letali del virus. A far sentire la loro voce sono ora gli anziani che chiedono al premier Mario Draghi di intervenire sulle Regioni affinché ci sia un metodo unitario nelle vaccinazioni anti Covid. Troppe infatti per i protagonisti dell’appello le differenze di metodo, numeri e di approccio, ad iniziare dal tipo di vaccino. Per gli anziani over 80 si tratta di una “conferma dell’ecatombe”, a causa del Covid.

A dimostrazione ci sono i numeri, “Come avevamo già ipotizzato”, calcolano i Senior Italia FederAnziani, “nel corso del mese di gennaio, di questo passo il rischio è di arrivare a giugno a un numero di decessi compreso tra i cinquantamila: con 303 morti al giorno; e gli ottantamila: con 484 morti al giorno”. Una previsione purtroppo confermata anche dai dati della prima quindicina di febbraio, periodo che ha visto 5.319 decessi che, sommati a quelli del mese di gennaio che sono stati 14.357, cifre che portano a un totale di 19.676 decessi dall’inizio dell’anno. Si tratta prevalentemente di persone anziane. L’età media dei pazienti deceduti e positivi a Sars-CoV-2, infatti, secondo l’ultimo aggiornamento Iss è salita a 81 anni.

Ora gli anziani lamentano che la campagna vaccinale è partita al rallentatore, ritardi a cui si sono aggiunte le difficoltà logistiche a quelle burocratiche e tecnologiche. A malincuore denunciano di essersi scontrati con la complessità di un sistema che include al proprio interno 20 sistemi sanitari diversi, ciascuno dei quali viaggia con modalità e tempi propri, “in modo che i pazienti d’Italia si trovano ad avere speranze di sopravvivenza diverse a seconda del territorio in cui hanno la fortuna o sfortuna di vivere”, rivela con rammarico il Presidente di Senior Italia FederAnziani Roberto Messina.

Da questa situazione instabile e preoccupante nasce l’appello a Draghi e al nuovo Governo, che possano, “congiuntamente alle Regioni, imprimere una svolta alla campagna vaccinale”. Per FederAnziani, é necessaria una riorganizzazione logistica che affronti i due problemi principali: “quello dell’approvvigionamento dei vaccini e quello della somministrazione”. Due problemi che finora sembrano incagliati da burocrazia e passaggi di acquisti. Così per sveltire le procedure ci sono le proposte: “Crediamo sia necessario”, propone Roberto Messina, “mettere in campo tutte le forze possibili, moltiplicare i punti vaccinali, utilizzare se necessario gli specializzandi, la sanità militare, la protezione civile, pur di garantire che la macchina della vaccinazione sia pronta a sostenere l’arrivo imminente di milioni di dosi”.

C’è poi l’utilizzo del vaccino AstraZeneca per gli over 65 (a eccezione degli over 80 e dei fragili), che per FederAnziani potrebbe segnare una svolta. “La disponibilità di tale vaccino, che può essere somministrato capillarmente dai medici di famiglia, potrebbe imprimere alla campagna vaccinale un ulteriore slancio”.

L’augurio dei cittadini over 80 è che si vinca una lotta contro il tempo perché sperano che siano immessi sul mercato gli altri vaccini, ormai in fase avanzata di sperimentazione, “perché”, sottolineano, “il rischio è non riuscire ad arrivare in tempi celeri all’immunità di gregge necessaria a salvare decine di migliaia di vite”.

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