giovedì, 29 Luglio, 2021
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L’appello. Confcommercio-Conftrasporto: settore in grave crisi, servono aiuti. Draghi sostenga la transizione Verde

Una riduzione delle attività di trasporto di proporzioni inimmaginabili. Quindi un tracollo impensabile che si è materializzato in mesi in cui tra pandemie e chiusure molte imprese hanno chiuso battenti.

Quello dei trasporti è stato uno dei settori più colpiti dalla pandemia sia per i passeggeri che per le merci.

Secondo l’Osservatorio Congiunturale Trasporti realizzato dall’Ufficio Studi di Confcommercio in collaborazione con Conftrasporto gli effetti delle restrizioni alla mobilità e alle attività produttive nel 2020 hanno comportato un blocco che varia dal 50% al crollo del 73%. L’Indicatore Trasporti Confcommercio (ITC) registra, infatti, un crollo della mobilità dei passeggeri di quasi il 50%, con cadute del traffico che vanno dal 32,2% per la mobilità autostradale, al 41,7% per quella ferroviaria per arrivare a circa il 73% per il trasporto aereo e quello via mare. Più contenute, ma pur sempre eccezionali, le variazioni negative relative al trasporto merci che, nel 2020, hanno registrato complessivamente un calo del 18,7%, con punte per il trasporto su gomma (-25,8%) e per quello aereo (-23,6%). Il sistema dei trasporti nel complesso, almeno fino al quarto trimestre dello scorso anno, è stato capace di rispondere positivamente agli impulsi derivanti dalla domanda di servizio generata a monte, la manifattura e a valle il consumo. Questa condizione è confermata sia dalla dinamica delle aspettative degli autotrasportatori, in netta ripresa rispetto ai primi sei mesi del 2020 anche se ancora su livelli molto depressi, sia dalla prosecuzione dei trend passati in termini di crescita assoluta e relativa delle imprese di trasporto costituite in società di capitali arrivate oggi a pesare per il 26% sul totale.

È evidente che i processi di selezione, razionalizzazione e rafforzamento delle unità produttive procedono anche durante la pandemia. Dall’analisi emerge, dunque, una doppia immagine del trasporto: quella che, durante la crisi pandemica, ha sostenuto le filiere della manifattura esportatrice e dell’agroalimentare, quest’ultima necessaria alla sopravvivenza della cittadinanza. Un ruolo che oggi, e ancor di più nel futuro prossimo, vedrà un sempre maggiore impegno per supportare la distribuzione sanitaria.

La seconda immagine, è quella che, tra blocco dei licenziamenti, cassa integrazione estesa e promesse di ristori, vede un contestuale congelamento del sistema economico, del mercato del lavoro e dei conti delle imprese. Con il rischio che non tutte le imprese resisteranno e non tutti i lavoratori continueranno a fare parte del sistema dei trasporti, almeno finché le perdite di attività del 2020 non saranno ristorate completamente.

“I dati confermano il ruolo fondamentale del settore dei trasporti e della logistica nell’economia del nostro Paese”, calcola il presidente di Conftrasporto-Confcommercio Paolo Uggè, “Un ruolo che, per tutto il 2020, e in prospettiva, diventerà sempre più vitale. L’appello è al premier incaricato Mario Draghi perché ne tenga conto: bisogna incentivare le imprese nella transizione ‘green’ e digitale, e con politiche fiscali di sostegno. Perché, se è vero che i trasporti hanno consentito l’approvvigionamento delle merci anche durante la pandemia, non si possono ignorare i costi e le ingenti perdite che stanno comunque subendo. Il nuovo governo dovrà anche impegnarsi da subito per ottenere che l’Europa ponga fine al contingentamento delle merci che attraversano l’Austria”.

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