martedì, 18 Maggio, 2021
Sanità

Sanità, meno medici e infermieri più precari e anziani. Boom di dottoresse 

Personale che supera i 50 anni, fuga dalle corsie, troppi contratti interinali, molte più dottoresse in corsia e poche speranze che la svolta sia dietro l’angolo. È lo scenario, non certo consolante, che avvolge il sistema sanitario nazionale. Un apparato alle prese con una sfida epocale che ha mostrato segni di crisi ma anche potenzialità che vanno rafforzate. La crisi in primo luogo è per chi ci lavora, ed è un quadro non esaltante quello che emerge dall’ultimo report sul personale del Sistema sanitario nazionale del Ministero della Salute relativo all’anno 2018. I dipendenti a tempo indeterminato tra il 2018 e il 2012 sono scesi di circa 25 mila posti: da 655 mila a 630 mila. Di conseguenza per mantenere i livelli di assistenza nello stesso periodo sono aumentati i precari: erano 31.199 nel 2012 e sono diventati 42.340 nel 2018. Un dato che si riflette sull’anzianità del personale. L’età media nel 2018 era di 50,2 anni, nel 2011 per esempio era di 47,3.

Tra dipendenti e precari un totale di 685.157 unità. Nelle strutture sanitarie nel suo complesso ci sono 244.970 medici, 331.605 unità di personale infermieristico, 54.617 unità di personale con funzioni riabilitative, 43.569 unità di personale tecnico sanitario e 10.219 unità di personale con funzioni di vigilanza ed ispezione che operano nei vari livelli di assistenza: medicina primaria, riabilitazione, ospedaliera, ambulatoriale.

Con solo riferimento al personale che opera nelle ASL, nelle aziende Ospedaliere ed Universitarie, negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici, nelle ARES ed ESTAR, ISPO e Aziende Regionali del Veneto e Liguria, si contano 685.157 unità di personale, di cui 630.787 a tempo indeterminato, 42.340 unità con rapporto di lavoro flessibile e 12.030 unità di personale universitario.

Il rapporto tra personale con rapporto di lavoro flessibile e personale a tempo indeterminato risulta pari a 19,5% nel comparto dirigenti del ruolo tecnico, a 7,7% per i medici, a 10,2% nei profili del ruolo professionale, a 7,3% nel comparto dirigenti del ruolo professionale, a 7,4% nei profili del ruolo tecnico, a 7,6% nel personale con funzioni riabilitative, a 6,9% nei profili del ruolo tecnico sanitario, a 10,4% nel comparto dirigenti del ruolo amministrativo, a 6,1% nel personale infermieristico, a 5,5% nei profili del ruolo amministrativo, a 4,7% nel personale vigilanza ed ispezione e solo il 4,4% per i veterinari.

Nel corso dell’anno 2018 sono cessate dal servizio 40.950 unità di personale. Circa il 60,1% di tali cessazioni è avvenuto per collocamento a riposo per limiti di età, dimissioni con diritto a pensione, risoluzione del rapporto di lavoro e licenziamento (cosiddetti “cessati puri”). Contestualmente, sono state 42.194 le unità di personale assunte nel corso del 2018, di cui il 70,3% è costituito dai cosiddetti “assunti puri”.

Complessivamente l’anzianità media di servizio risulta pari a 18,5 anni. Si passa da 9,1 anni di anzianità per il personale del ruolo professionale a 15,4 per i dirigenti medici ed a 19,0 anni per il personale infermieristico.

L’età media del personale del Sistema sanitario italiano è pari a 50,2 anni. I dipendenti più anziani risultano essere i Veterinari (56,9 anni), seguiti dai Chimici (56,6 anni), dai Dirigenti del ruolo tecnico (56,2 anni) e dagli Psicologi (55,8 anni). Al di sotto della media generale è invece l’età del personale infermieristico (47,7 anni), del personale tecnico sanitario (48,4 anni), dei Fisici (48,5 anni) e del personale con funzioni riabilitative (50,0 anni).

I medici impiegati a tempo indeterminato nelle ASL, nelle aziende Ospedaliere ed Universitarie, negli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico pubblici, sono 105.896, corrispondenti a 1,8 medici per mille abitanti. Di questi 29.664 sono specialisti che afferiscono all’area funzionale dei servizi (di cui il 70,6% nelle specialità di anestesia e rianimazione, radiodiagnostica e igiene e medicina preventiva); 23.628 sono medici specialisti dell’area funzionale di chirurgia (di cui il 61,9% nelle specialità di chirurgia generale, ginecologia ed ostetricia e ortopedia e traumatologia); infine 43.545 sono gli specialisti nell’area funzionale di medicina (di cui il 62,9% nella medicina interna, malattie dell’apparato cardiovascolare, psichiatria, medicina dell’emergenza e urgenza e pediatria).

L’età media dei medici è pari a 52,0 anni, in crescita rispetto al dato 2013 pari a 51,6 anni. Si rileva inoltre, una crescente femminilizzazione della professione con una maggiore presenza di donne nelle classi più giovani. Dall’analisi della piramide delle età è possibile osservare come la classe di età compresa tra 60 e 64 anni sia la più numerosa e come a quella di età compresa tra 30 e 34 anni corrisponda invece, la percentuale minore.

La quota di donne medico sul totale è superiore a quella degli uomini nelle fasce di età inferiori ai 50 anni. Inoltre, il 36,5% dei medici di famiglia ed il 67,5% tra i pediatri di libera scelta è di sesso femminile. Dall’analisi della distribuzione per aree geografiche emerge che i medici che operano nelle strutture pubbliche ed equiparate al pubblico (114.103 unità a tempo indeterminato) sono così ripartiti: Italia settentrionale 44,9%, Italia centrale circa 20,9%, Italia meridionale ed Isole rispettivamente 22,2% e 12,0%.

Per quanto concerne la medicina specialistica ambulatoriale, si annoverano 14.967 medici convenzionati (fonte: SISAC) con 18.774.481 ore remunerate. Gli specialisti ambulatoriali sono presenti al Nord con una percentuale pari al 35,5% rispetto al numero complessivo, al Centro pari al 23,5%, al Sud pari al 31,5% e al 9,5% nelle Isole. Per i medici di medicina generale e pediatri di libera scelta le percentuali si attestano ad oltre il 41,8% al Nord, circa il 21,0% al Centro, 25,1% al Sud e 12,1% nelle Isole.

I personale infermieristico delle ASL, delle aziende Ospedaliere ed Universitarie, degli Istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, ammonta a 277.446 unità di cui di 259.380 infermieri, 6.117 infermieri pediatrici e 11.949 ostetriche.

L’età media è pari a 47,7 anni con un’anzianità media di servizio di 19,0 anni. Il rapporto rispetto ai residenti è di 4,41 per mille che sale al 4,73 se consideriamo anche gli ospedali equiparati al pubblico. Nel servizio sanitario italiano in media il rapporto tra personale infermieristico e medici è pari a 2,5 unità.

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