domenica, 2 Ottobre, 2022
Politica

La politica? Eppur non si muove

Con una destra senza centro, una sinistra scollata e frantumata e i 5 stelle in mezzo al guado il nostro sistema politico è allo sbando.
Eppure c’è un’ampia fetta dell’elettorato italiano che aspetta un segnale di novità serio.

Uscendo dal tribunale dell’Inquisizione, dove era stato costretto ad abiurare, Galileo, secondo il Baretti, avrebbe pronunciato la beffarda frase per smentire quello che era stato forzato a dire, riferendosi alla Terra: “Eppur si muove”.

Un osservatore attento della politica italiana, smentendo titoloni di giornali, interviste eclatanti, e rullìo di tamburi di quotidiane crisi di governo dovrebbe affermare che, nonostante queste apparenze, la politica italiana non si muove.

Insomma, dietro tutto il fracasso che leggiamo sui giornali, vediamo nei talk show e, a volte, ascoltiamo anche nelle aule parlamentari c’è solo un falso movimento.

Da quando Salvini ha suicidato il governo di cui era il primo attore (20 agosto 2019) e ha spianato la strada all’alleanza Pd-5 Stelle, di nuovo è successo ben poco.

Sono nati, è vero, due partiti. Ma solo Azione di Calenda è una qualcosa di nuovo limitato, però, da un consenso che non riesce, nonostante il dinamismo del suo leader, a schiodare dal 3%. E Italia Viva? Non è una novità in senso assoluto, perchè si identifica con il suo creatore, Renzi, che dal 2014 ha calcato le scene da protagonista. Pur facendo fuoco e fiamme, come solo lui sa fare, è ben lontano da quel 10% cui aspirava, non riesce neanche a surclassare il partito di Calenda e, nella sua Toscana alle recenti regionali, si è fermato ad un misero 4,5%.

L’unica novità è che non ci sono novità. Eppure ce ne sarebbe bisogno.

Vediamo. Quello che un tempo era il centro destra a guida berlusconiana non esiste più. Esiste una destra con due leader: Giorgia Meloni in forte ascesa, tenace, coerente e lineare nelle scelte politiche e ora anche leader dei conservatori europei e Matteo Salvini, in calo, ondivago, logorato dalla sovraesposizione mediatica della sua macchina da social (la “belva”), contestato nel suo partito, isolato in Europa. Berlusconi, da quelle parti, è ancora il più fine nel comprendere la politica ma non ha fatto crescere per tempo un suo delfino capace di tenere il comando di Forza Italia e ora vede indebolirsi la sua creatura tentata dalle sirene di Salvini. A destra, quindi ci sarebbe bisogno di una forza moderata capace di bilanciare sia Salvini che Meloni. Ma all’orizzonte si vede più il tramonto del sole di Forza italia che l’alba di un nuovo partito.

A sinistra, a parte Calenda, non succede nulla o quasi. Il Pd è fermo intorno al suo 20%, e non dà l’impressione di voler creare uno spazio unico in cui far confluire le varie anime, quelle di Sinistra Italiana, Più Europa, Italia viva, e Calenda. Messe insieme queste forze aggiungerebbero più del 10% al Pd, ricreando una forza di centro-sinistra capace di tornare ad essere il perno del sistema. Ma ognuno vuol andare da solo, contento di coltivare il proprio orticello.

Poi ci sono i 5 Stelle. Erano la grande novità con il 33% alle elezioni del 2018 ma si sono dimezzati. Non riuscendo a darsi una nuova identità che li tenga uniti, si dividono mille rivoli. Devono decidere dove andare. Alcuni immaginano una confluenza nel Pd che darebbe non pochi grattacapi a Zingaretti e darebbe fiato alle trombe di Renzi e Calenda: un’operazione che creerebbe più problemi di quanti ne potrebbe risolvere. Con una destra senza centro, una sinistra scollata e frantumata e i 5 stelle in mezzo al guado il nostro sistema politico è allo sbando.

Eppure c’è un’ampia fetta dell’elettorato italiano che aspetta un segnale di novità serio.

Questa parte dell’Italia è stanca di schematismi destra-sinistra, guarda ai problemi concreti e vorrebbe affrontarli con un riformismo serio e competente a partire da quello dell’ambiente, crede nei valori su cui, nel solco della tradizione di De Gasperi ed Einaudi, è stato costruito il benessere economico e sociale di cui ancora godiamo, non vuol correre avventure populiste o sovraniste e auspice un’Europa dei popoli e non dei governi, più forte e unita.

A questa Italia qualcuno dovrà pur dare un attento ascolto e una voce?

La Discussione apre le sue pagine a quanti vorranno intervenire su questo tema, con idee, proposte e con la giusta passione civile, sale della terra della politica che auspichiamo.

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