martedì, 28 Marzo, 2023
Politica

Ombre sul futuro del governo

Giovedì, a Bruxelles, caduti i veti di Polonia ed Ungheria, è stato dato il via libera al Recovery Fund, un intervento straordinario dell’UE, articolato su contributi a fondo perduto e prestiti, per far fronte agli immani problemi aperti dalla pandemia e che vede l’Italia in prima posizione fra i beneficiari.

Purtroppo se l’UE, spinta dalla Merkel, ha bruciato le tappe, l’Italia è ancora in mezzo al guado nella progettazione e nella gestione del suo piano.

Non c’è solo una contestazione da parte delle minoranze che rivendicano il diritto a partecipare alle scelte, ma anche riserve ed opposizioni all’interno della stessa maggioranza: proprio stamane, in un’intervista al quotidiano spagnolo “El Pais”, Renzi ribadisce che, qualora il Presidente del Consiglio non intendesse rivedere struttura e contenuti del suo piano, Italia Viva ne trarrà tutte le conseguenze; quindi la possibile apertura di una crisi di governo.

È una richiesta perentoria, quella del leader di Italia Viva, che trova consonanze e sponde all’interno dello stesso Partito democratico, dove Bettini proprio nelle scorse ore ha invitato Conte a praticare la virtù dell’ascolto, visto, fra l’altro, che senza i voti dei renziani, non ci sarebbe più maggioranza.

Si pone quindi l’esigenza di evitare con saggezza e lungimiranza prove di forza: paradossalmente, proprio l’operatività del Recovery Fund e la decisione odierna della BCE di aiutare le economie europee con nuovi acquisti di titoli pubblici per 500 miliardi rendono meno terrorizzante l’ipotesi di nuove elezioni anticipate dove, come si prevede, a pagare il prezzo più alto sarebbe il M5S, in caduta libera di consensi e di simpatie.

Conte ha già dato segnali di disponibilità, ritenuti non ancora adeguati da Renzi, cui ha aggiunto l’apertura a possibili revisioni del blocco totale dei viaggi fra Comuni limitrofi durante il periodo natalizio.

I prossimi giorni saranno comunque decisivi per verificare se esistono ancora le condizioni perché l’attività di governo possa proseguire.

Quanto a noi, come osservatori, rileviamo che qualunque strumento si adotti, bisognerà prevedere norme e soluzioni che impediscano per i fondi straordinari dell’UE, la stessa fine di quelli ordinari, che ci vede, annaspando fra norme farraginose, controlli e politiche di basso profilo, ben ultimi in Europa per il loro pieno utilizzo.

Condividi questo articolo:
Sponsor

Articoli correlati

Sassoli, Fitto “Stima e rispetto nonostante le divergenze”

Redazione

Bilingui e non solo

Giuseppe Mazzei

Price cap: nessun impatto sui prezzi del gas

Lorenzo Romeo

Lascia un commento

Questo modulo raccoglie il tuo nome, la tua email e il tuo messaggio in modo da permetterci di tenere traccia dei commenti sul nostro sito. Per inviare il tuo commento, accetta il trattamento dei dati personali mettendo una spunta nel apposito checkbox sotto:
Usando questo form, acconsenti al trattamento dei dati ivi inseriti conformemente alla Privacy Policy de La Discussione.