mercoledì, 1 Dicembre, 2021
Parco&Lucro

Le sfide e le opportunità del 2021

In questi mesi ci siamo occupati di dati “tecnici”, di analisi del mercato, di finanza comportamentale, di strategie nella gestione del proprio patrimonio. Un’attenzione particolare l’abbiamo data agli Smart Trends che il Coronavirus ha ancor più accelerato (5G, digitalizzazione integrata; biotecnologie e nanotecnologie applicate alla ricerca), con un discorso a parte per tutto ciò che è Green, ESG, Transizione Energetica, macro settore che per la mole di investimenti che sta ricevendo segna un vero e proprio cambio di paradigma.

Secondo Vontobel Asset Management, “Germania, USA, Regno Unito, Russia, Cina, India, Giappone, Kazakistan – il numero dei Paesi coinvolti nella ricerca e nello sviluppo dei vaccini per il Covid-19 è, di giorno in giorno, in costante crescita. In un contesto di sempre minore cooperazione internazionale almeno in apparenza, ciò dimostra che è ancora possibile perseguire un obiettivo comune su scala globale”.

Concluse le elezioni USA in fondo senza particolari colpi di scena, diversi analisti sostengono che possiamo ormai archiviare il forte rischio che aveva pesato sui mercati finanziari negli ultimi mesi. Sempre per Vontobel, “Nel complesso il 2021 si prospetta un anno di navigazione più tranquillo per l’economia globale rispetto al precedente”.

Il 2020, questo “inaspettato” 2020 sta per finire e come nelle migliori tradizioni lanciamo uno sguardo al 2021. In un interessante webinar, i responsabili delle piattaforme di investimento di Neuberger Berman hanno analizzato le prospettive economiche e le dinamiche dei mercati internazionali e presentato i “10 temi per il 2021.”

A livello macro gli analisti puntano l’attenzione sui seguenti punti:

1. UN RITORNO ALLE DINAMICHE DI INIZIO CICLO, MA SENZA UNA SIGNIFICATIVA REFLAZIONE

Dopo diversi anni, caratterizzati dalle dinamiche di fine ciclo, è giunta la pandemia di coronavirus che, causando una profonda recessione, ha creato una base di ripartenza da di inizio ciclo economico, come non accadeva da almeno 10 anni. 

2. LA PERMANENZA DEL POPULISMO: secondo gli esperti della casa d’investimento, questo dato non viene modificato dalla fne del mandato di Trump.

3. LA TRASFORMAZIONE DIGITALE: il coronavirus è stato il vero detonatore dell’affermarsi del nuovo paradigma digitale, attraverso il quale si è trasformato il mondo del lavoro e dei consumi.

4. FILIERE PRODUTTIVE PIÙ CORTE E DIVERSIFICATE

Già da più di un decennio le incertezze geopolitiche, il populismo economico e la semplice convergenza tra costi produttivi e salari stanno accorciando le filiere globali. La pandemia di coronavirus ha dato ulteriore impulso a questa tendenza… 

OBBLIGAZIONARIO: RENDIMENTI STABILI, VALUTE VOLATILI

5. RENDIMENTI BASSI E CURVE PIATTE IMPONGONO FLESSIBILITÀ NEI MERCATI DEL CREDITO: come in tutte le recessioni, anche quella causata dal coronavirus ha visto l’allargarsi degli spread creditizi, con un’attenuazione del fenomeno grazie all’intervento delle banche centrali.

6. LE DINAMICHE MACROECONOMICHE SI ESPRIMERANNO NELLE VALUTE

Essendo la volatilità dei tassi neutralizzata, i differenziali di crescita e inflazione a livello globale verranno espressi, con maggiore probabilità, dai mercati valutari… 

AZIONARIO: OPPORTUNITÀ CICLICHE, TEMI A LUNGO TERMINE

7. I TITOLI GROWTH BENEFICIARI DI TREND SECOLARI FINIRANNO PER PREVALERE SUI RALLY CICLICI

Le dinamiche di inizio ciclo, con l’accelerazione della crescita economica, favoriranno quasi sicuramente i titoli ciclici, ma riteniamo che a lungo andare il minaccioso scenario di stagnazione strutturale, favorirà i titoli growth e gli asset con duration lunga… 

8. UN APPROCCIO TEMATICO PUÒ FAVORIRE LA CRESCITA DI LUNGO TERMINE: come più volte ribadito in questa sede, mai come quest’anno e presumibilmente anche per il prossimo, con tassi di crescita così bassi, inserire anche un approccio tematico nel portafoglio può favorire una crescita nel lungo termine.

A proposito di questo, negli ambienti finanziari negli ultimi mesi non si fa che parlare di ESG, come da noi preannunciato a luglio. Andiamo un po’ più a fondo e scopriamo qual è il sentiment per il futuro su questo “tematico”. 

Secondo un importante sondaggio globale condotto da BlackRock tra i suoi clienti, le sfide poste all’economia e alla salute in tutto il mondo nel 2020 non hanno rallentato la domanda degli investitori né le prospettive di crescita degli investimenti sostenibili, ed anzi gli investitori interpellati intendono raddoppiare le allocazioni in prodotti sostenibili nei prossimi cinque anni. Il 20% degli intervistati ha addirittura dichiarato che la pandemia imprimerà ulteriore slancio agli investimenti sostenibili, mentre i dubbi sulla qualità dei dati sulla sostenibilità sono visti come l’ostacolo maggiore a questo tipo di investimenti.

Il sondaggio si è svolto in ben 27 paesi su 425 investitori, tra cui fondi pensioni pubblici e aziendali, asset manager, donazioni, fondazioni e gestori patrimoniali globali, con attivi in gestione per circa 25.000 miliardi di dollari. Come riportato in un interessante e recente articolo di Finacial Lounge,  “Il cambiamento strutturale identificato all’inizio dell’anno è proseguito, via via che la convergenza delle pressioni politiche e normative, i progressi tecnologici e le preferenze dei clienti hanno trasformato la sostenibilità in un nuovo standard d’investimento,” ha dichiarato Mark McCombe, Chief Client Officer di BlackRock, aggiungendo che “i risultati del nostro sondaggio dimostrano che questa transizione sostenibile ha una portata mondiale.

La survey condotta da BlackRock suggerisce che questo è solo l’inizio di un cambiamento duraturo che proseguirà almeno per i prossimi cinque anni, con gli intervistati intenzionati a raddoppiare entro il 2025 il patrimonio in gestione conforme ai requisiti ambientali, sociali e di governance, che vanno sotto la sigla ESG. Nonostante la crescita degli asset sostenibili sia più pronunciata in Europa, la stessa tendenza sta prendendo piede anche in America e nella regione Asia-Pacifico.

Per la stragrande maggioranza degli intervistati  da BlackRock la sostenibilità è fondamentale per i processi e i risultati d’investimento, e il 75% sta già adottando o intende adottare un approccio integrato per tenere conto dei rischi ESG nei portafogli, valuta la sostenibilità di tutte le partecipazioni in modo che le decisioni d’investimento future siano ben ponderate grazie a un’analisi integrata della sostenibilità. Sebbene l’integrazione occupi il primo posto in classifica, anche approcci d’investimento sostenibili più mirati, come soluzioni tematiche o a impatto, riscuotono molto interesse fra i clienti della regione EMEA, dove a perseguire queste strategie è rispettivamente il 56% e il 52% degli intervistati.

La domanda globale di prodotti sostenibili è influenzata a livello regionale da differenze di regolamentazione, percezione pubblica, supervisione di cda e team manageriali e consapevolezza dei benefici sulle performance. Nella regione EMEA, il 51% degli intervistati ha dichiarato di aver adottato strategie sostenibili perché è “la cosa giusta da fare”, mentre solo il 37% sarebbe spinto dalla volontà di “mitigare il rischio d’investimento”. In America, l’attenuazione del rischio è il secondo più importante catalizzatore che spinge all’adozione di queste strategie con il 49%, seguito dalla prospettiva di una “migliore performance rettificata per il rischio” e dal “mandato del cda o del management”.

Infine, potrebbe iniziare ad avere un senso il proteggersi dall’inflazione, almeno per 4 macro-motivi:

  1. I vaccini nel 2021 porteranno ad una probabile crescita globale:
  2. Politiche fiscali dei Governi;
  3. Grande deficit Governi post Covid;
  4. Aumento prezzi materie prime, in primis Petrolio;

Di spunti ce ne sono molti, ma il principio alla base di un buon portfolio investimenti rimane sempre lo stesso: corretto orizzonte temporale e corretta diversificazione.

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