martedì, 26 Gennaio, 2021
Palazzo Chigi
Politica

Il Recovery fund non arriverà più. Scioglimento delle Camere. Le indiscrezioni sui nomi del nuovo governo

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Dopo la notizia che il Recovery fund non arriverà più, il Presidente ha sciolto Camera e Senato e procederà
con il rituale costituzionale della verifica di altre possibili alleanze. Se non si troveranno nuove maggioranze,
l’incarico sarà dato a Giulio Andreotti.

Andreotti è da tutti considerato un tecnico imparziale, democratico e capace; egli certamente riuscirà a
organizzare convergenze parallele e compromessi storici che sapranno traghettare l’Italia fuori
dall’esondazione indebitatoria. Bettino Craxi ha già dato una mezza disponibilità a partecipare a questo
supergoverno di transizione, ma fino al 2030, dopo pretenderà, ha riferito in una telefonata al suo amico
Silvio Matteo, che si vada a nuove elezioni.

Giovanni Spadolini è incerto sul da farsi e vuole che il suo partito abbia almeno due ministri, come anche ha
chiesto il partito liberale.

Andreotti è sicuro che dopo un suo viaggio in Europa, tutti i paesi convergeranno, parallelamente, verso la
costruzione di un’Europa unificata, almeno nel debito pubblico collettivo e delibereranno l’emissione di
nuovi BTEU.

Gli stati uniti di Joe Trump hanno già assicurato che acquisteranno tutti i titoli necessari al risanamento dei
debiti pubblici europei ma condizionando l’operazione al divieto, per l’Europa, di avere scambi commerciali
con la Cina. Gigino di Maio si sta opponendo all’operazione, che vede alla stessa stregua del MES.

Giorgio la Malfa ha già assicurato a giulio che sarà disponibile a reggere il ministero dell’economia e delle
finanze e la Montalcini guiderà, secondo indiscrezioni, il ministero del Covid 19.

Il presidente della R.I. entro questa sera, dopo aver ascoltato di nuovo Giuseppi Conte, conferirà un incarico
congiunto trilaterale, cosa mai accaduta nella storia della repubblica; i tre garanti della ripartenza italiana
saranno: Bettino Craxi, Giorgio La Malfa e, come si diceva, Giulio Andreotti.

Ora dovremo aspettarci le reazioni delle correnti della democrazia cristiana e quelle dell’opposizione del
partito comunista che, ad oggi, non si sono fatte ancora sentire.

Al governo siederanno, probabilmente, e sono queste le voci che girano nel transatlantico, i seguenti
ministri: Amintore Fanfani, Emilio Colombo, Claudio Martelli, Rosa Iervolino Russo, Pierluigi Romita, Remo
Gaspari, Calogero Mannino, Gianni de Michelis, Paolo Cirino Pomicino, Rino Formica, Virginio Rognoni,
Riccardo Misasi, Carlo Tognoli e Francesco Maurizio Cossiga.

Il giuramento dei ministri è previsto il giorno otto dicembre, per fare in modo che gli italiani possano
passare un natale senza pensieri e con la certezza che il loro futuro sia stato affidato in buone mani;
certezza ancora più avvalorata dalla circostanza che all’opposizione ci sarà un partito comunista
assolutamente vigile e costantemente orientato alla tutela dei lavoratori, delle minoranze e dei più poveri.
La Caritas accetterà di affiancare il commissario governativo della Calabria, e le cooperative emiliane e
romane daranno tutto il loro sostegno alla gestione dell’immigrazione che, già dopo aver saputo del nuovo
incarico e dei nuovi ministri, ha già subìto una flessione.

Dal 9 dicembre riapriranno anche le scuole di ogni ordine e grado e, con i banchi a rotelle, si potrà
finalmente insegnare a porte aperte e con la necessaria democraticità: gli studenti potranno decidere,
muovendosi in assoluta sicurezza, a quale lezione partecipare. Riapriranno anche le università statali. È
ancora incerta la riapertura delle sedi della camera dei deputati e del senato della repubblica; per ora si
sono tutti impegnati a lavorare in video conferenza.

Bruno Vespa ha già pronte tutte le interviste per il suo nuovo libro “l’Italia che verrà” e sta già organizzando
il primo speciale porta a porta, con ospiti la triade Andreotti, Craxi e La Malfa. Mentana è disperato perché
voleva farlo lui, ma non è detto che non organizzerà un controspeciale che durerà tutta la notte.

Non si può nascondere la ritrovata serenità del presidente della R.I. che finalmente vede una maggioranza
tecnica stabile in grado di indebitare l’Italia facendo ricadere gli impegni sull’Europa, ed è certo che
nessuno si accorgerà di nulla. Per ora.

Accidenti è finito il lambrusco e non me ne sono accorto; forse ho bevuto troppo questa sera ma sarà stato
l’ultimo tg che mi ha avvilito. Meglio andare a letto che domani è un’altra giornata covidiana. E queste sono
Storie di ordinaria follia giornalistica di “La Discussione” e di un editorialista che non si da per vinto.

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