mercoledì, 25 Novembre, 2020
Politica

Larghe Intese. L’ex Caimano conteso da Pd e 5Stelle. Ecco cosa c’è dietro

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Fi-Pd? I giochi di sponda sono partiti da un pezzo. Berlusconi d’altra parte, non è nuovo a trame inciuciste. L’asse con la sinistra l’ha sempre fatto, dai tempi del “patto della crostata” con D’Alema, fino al patto del Nazareno, tramite il suo fido Verdini.

La posta in palio, solitamente è alta, gli accordi trasversali si fanno quando si tratta di riforme, di larghe intese, di Grosse Koalition, lavori finalizzati a gestire fasi delicate, emergenziali, come crisi economiche, istituzionali o adesso, la pandemia.

Ed è anche la dimostrazione di tre cose: le maggioranze di governo non sono mai in grado di fare tutto da sole, i termini destra-sinistra sono evaporati da decenni, e la classe politica specialmente quella più recente, sta brillando per incompetenza, dilettantismo, mancanza di idee e visioni alte della polis, dello Stato.
E poi, va ribadito, Silvio ormai è sempre più a disagio nell’attuale centro-destra a guida sovranista, pallido ricordo di quello che fu il suo schieramento, varato nel 1994. Al punto che ha ricominciato a tessere una rete “centrista”, in quell’area geografica oggi senza rappresentanti e portavoce ufficiali, e per questo corteggiata da parecchi interlocutori, da Calenda a Renzi, allo stesso Conte, se un domani volesse costituire un suo partito, abbandonando la prospettiva di guidare i 5Stelle-3.0, neo-partito riformista, ponte verso il Pd.

Ovviamente anche in questo caso, l’ipotesi di un governo di Larghe Intese, di cui si parla ovunque, poggia su una base solida e giustificazioni “nobili”: la gestione politico-sanitaria del virus, e i continui appelli del Cavaliere a varare “un governo di persone serie, competenti”. Un esecutivo aperto alle “energie migliori”.

Appello subito raccolto, guarda caso, dal grande guru-regista delle strategie dem, Bettini.Un’apertura che consentirebbe di realizzare il “teorema di Zingaretti”, che pensa a un rimpasto a Palazzo Chigi, stanco per il comportamento dei grillini, la loro opacità e ambiguità su ogni scelta (in primis, il Mes), e stanco di fare il pompiere, in attesa di una loro maturità politica. Un rimpasto, non escludendo in futuro, un’“ipotesi Draghi”, e concedendo agli azzurri di partecipare, se non ad un nuovo esecutivo, almeno alla scelta del prossimo capo dello Stato. Per ora i più informati, scommettono sulla riconferma di Mattarella (Napolitano docet).

Insomma, Fi, ridotta al lumicino, sta rientrando in parecchi giochi. Addirittura durante gli Stati generali dei 5Stelle, Berlusconi, è stato elogiato dalla Lombardi: “È il leader più giovane del centro-destra”. E a proposito di collaborazione governativa anti-Covid, ha insistito: “Sono contenta di vedere un atteggiamento propositivo, che vederne fintamente ed elettoralmente ostativi”. Come dire, se Zingaretti si prende Silvio, anticipiamo noi la partita. Smontiamogli il teorema (della serie, alleati-coltelli).
Per mere guerre intestine alla maggioranza giallorossa, già finiti i tempi del Caimano?

(Lo_Speciale)

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