lunedì, 30 Novembre, 2020
Politica

Conte fa mea culpa sulla Calabria. Non perde “Speranza” ma senza “Gaudio”

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Stavolta la responsabilità del fallimento del terzo tentativo di dare un commissario alla sanità calabrese se l’è assunta personalmente il premier Giuseppe Conte, esonerando così il ministro della Salute Roberto Speranza, lo stesso che nel giro di due settimane ha inanellato una gaffe dietro l’altra.

L’ultima in ordine di tempo ha riguardato la nomina di Eugenio Gaudio, ex rettore dell’Università “La Sapienza” di Roma, che dopo aver accettato l’incarico si è tirato indietro per “ragioni familiari” legate, così ha detto, all’indisponibilità della moglie a trasferirsi a Catanzaro. Una motivazione che ha sorpreso tutti e che ha rimesso per la terza volta in discussione la capacità del governo di scegliere le persone giuste nei posti giusti.

Conte, contattato dai giornali, si è assunto la piena responsabilità, tanto della precedente scelta, quella di Giuseppe Zuccatelli, sia di quella dell’ex rettore. “Mi assumo tutta la responsabilità della scelta di Gaudio – ha dichiarato Conte a Repubblica – Non solo del fatto che la designazione non è andata a buon fine, ma anche delle precedenti nomine. L’ho scelto io e sia per Zuccatelli, che per Gaudio, c’è stato il pieno confronto e la condivisione con tutti i ministri coinvolti”.

Dichiarazioni che sono sembrate rivolte a difendere il ministro della Salute Speranza che nelle ultime ore è stato oggetto di forti critiche dentro e fuori la maggioranza.

Si è iniziati con la performance dell’ex commissario Saverio Cotticelli, nominato dal Conte 1 che davanti alle telecamere ha dichiarato di non sapere che fosse compito suo predisporre il piano anti-Covid. Il ministro della Salute non si era incaricato di verificare che il commissario avesse svolto i suoi compiti correttamente? Se non ci fosse stata la figuraccia televisiva, Cotticelli per quanto tempo ancora sarebbe rimasto al suo posto ad ignorare quali fossero i suoi compiti?

Dopo le dimissioni di Cotticelli è arrivata la seconda gaffe, ovvero la nomina di Zuccatelli, che si è scoperto essere militante di Liberi e Uguali, stesso partito di Speranza, e candidato non eletto alle passate elezioni politiche. Ma questo non sarebbe stato nulla se ad aggravare il tutto non ci fossero state alcune affermazioni del commissario, ripescate in rete, dal chiaro sapore negazionista; nelle quali Zuccatelli dichiarava che le mascherine erano inutili perché per beccarsi il Covid bisognava baciare un positivo per almeno quindici minuti. Speranza, dopo aver difeso per un’intera settimana Zuccatelli dalle richieste di dimissioni giunte da più parti, anche dai 5 Stelle, dalle Sardine ecc. alla fine lo ha invitato al passo indietro.

E se è vero che non c’è due senza tre, ecco servita la terza gaffe, con la scelta di Gaudio. Ce ne sarebbe abbastanza per chiedere le dimissioni del ministro, ma ecco che Conte è intervenuto assumendosi lui personalmente la responsabilità delle scelte. Difficile non collegare la presa di posizione del premier con il tentativo di chiudere le polemiche nella maggioranza e salvare il ministro della Salute, smentendo anche contrasti nella maggioranza. Che però, la piena assunzione di responsabilità del premier, sembrerebbe invece confermare.

Ma, indipendentemente da chi abbia o meno la responsabilità delle nomine, dal punto di vista politico il governo esce con le ossa rotte. Lo dimostrano per altro alcuni commenti social da parte di autorevoli personaggi, non tutti riconducibili al campo dell’opposizione. Come Carlo Cotticelli che in un tweet scrive:

E adesso non resta che affidarsi a Gino Strada. Sì, ma come, con quale ruolo e per fare cosa? Si accettano scommesse. 
(Lo_Speciale)

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